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Dopo due anni e mezzo di guerra, il ministro degli esteri di Kiev, Dmytro Kuleba, si è recato per la prima volta a Pechino per un lungo colloquio di tre giorni con il capo della diplomazia cinese Wang Yi, la figura cinese più autorevole dopo Xi Jinping, un evento a suo modo veramente straordinario, che sembra avvicinare la possibilità della fine di un conflitto estenuante non solo per la Russia e l’Ucraina, ma per l’intero quadro geopolitico mondiale.
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Gli ultimi due mesi sono del resto stati segnati da tentativi contraddittori di iniziare trattative di pace a vari livelli, dalla conferenza di pace in Svizzera alla missione originale di Viktor Orban, il leader ungherese che da presidente di turno dell’Unione europea si è preso la libertà di ergersi a mediatore internazionale, senza essere sostenuto da nessuno, con un valzer tra Mosca, Pechino e Washington simile a quello del cardinale Zuppi dell...
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