
Le difficoltà leghiste a uscire dalla “modalità citofono”

In un interessante articolo apparso oggi sul Corriere, Antonio Polito ha spiegato perché la Lega ha bisogno di uscire dalla “modalità citofono”. «Serve una strategia di lungo periodo per quella che si sta trasformando in una guerra di trincea. Il Carroccio si sta ponendo il problema di come usare questo tempo “per crescere”» dice Polito che, fatti due conti tra voti regionali, estate, finanziaria e semestre bianco, spiega perché il Carroccio, dopo la fallita “spallata” in Emilia-Romagna, sa che la legislatura può proseguire fino al 2022.
E, dunque, nota l’editorialista del Corriere, al di là di possibili cambi governativi con tecnici o maggioranze nuove con i “responsabili”, Salvini & Co. iniziano a ragionare, dopo aver sfondato a destra, come fare ad attirare verso sé i voti moderati.
Presentarsi come moderati
La ricostruzione di Polito è plausibile e spiega anche certi rumors che, dopo il voto emiliano-calabrese, si susseguono nei corridoi parlamentari, in cui si dice che Salvini vorrebbe silenziare certi toni aggressivi da campagna elettorale per tranquillizzare l’elettorato di centro. Il sito Affaritaliani, ad esempio, ha fatto notare che nel “governo ombra” leghista sono stati messi in panchina due bulldozer mediatici come gli economisti Claudio Borghi e Alberto Bagnai.
Se è tutta qui la strategia leghista per parlare a quell’elettorato non di sinistra ma che ha in uggia le carnevalate al citofono, non ci siamo. Ha ragione Polito quando scrive che Giorgia Meloni può arrivare prima di Salvini a conquistare quell’elettorato.
Contenuti, non cosmesi
Soprattutto, però, la questione non è estetica, ma di contenuto. Di una cosmesi “centrista” o “moderata” a quell’elettorato importa ben poco (ha votato per vent’anni Berlusconi, avete presente?), quel che conta è l’impegno su alcune tematiche che né Lega né Fdi hanno nel sangue: libertà d’impresa, libertà d’educazione, lotta alla burocrazia, allo statalismo, allo strapotere giudiziario.
Lega e Fdi possono e sanno parlare a questo elettorato? Polito è scettico:
«I sovranisti non possono superare il sovranismo, almeno non finché non saranno al governo. Perciò è preferibile che la “cosa” nasca fuori, per poi portare in dote un capitale di credibilità».
Foto Ansa
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