Contenuto riservato agli abbonati

La verità sull’Occidente “rapito” di Milan Kundera

Di Stefano Bruno Galli
27 Agosto 2023
In molti si sono affrettati a piegare le pubblicazioni più recenti del grande scrittore appena scomparso alla polemica geopolitica presente. Ma la sua resistenza al “sequestro” della Mitteleuropa da parte di Mosca ha radici (anche cronologiche) ben più profonde
Milan Kundera
Milan Kundera (illustrazione di Emanuela Giacca per Tempi)

All’età di 94 anni, l’11 luglio scorso se n’è andato Milan Kundera. Da una quarantina d’anni s’era ritirato, con la moglie Véra, in una vita riservata nel suo esilio parigino. Correva il 1984, quando lo scrittore, che aveva appena dato alle stampe L’insostenibile leggerezza dell’essere, decise di rinunciare a qualsiasi apparizione pubblica. Si concedeva qualche passeggiata lungo boulevard Raspail, nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés. Al civico 54 – in un edificio condiviso con la Maison des sciences de l’homme, fondata da Fernand Braudel – c’è l’École des hautes études en sciences sociales, che ha raccolto grandi nomi nel campo delle scienze sociali: Lévi-Strauss, Foucault, Bourdieu, Derrida, Gauchet. Anche quello di Kundera, che, esule da Praga, approdò a Parigi nel 1975. Quattro anni dopo gli venne revocata la cittadinanza cecoslovacca. Ma nel 1981 ottenne quella francese.
S’è scatenata subito la grancassa dei peana, firmati da chi – salvo rare eccezioni – ha dimostrato...

Contenuto a pagamento
Per continuare a leggere accedi o abbonati
Abbonamento full
€60 / anno
oppure
Abbonamento digitale
€40 / anno

Articoli correlati