La scienza prenatale: il nuovo servizio sociale alla famiglia

Di Luca Scalise
31 Gennaio 2018
Convegno a Roma con il professor Giuseppe Noia per illustrare un'altra scelta possibile e diversa dall'aborto

Oggi, la sede dell’Associazione “Per Roma” ha ospitato una conferenza stampa dal titolo “La scienza prenatale: il nuovo servizio sociale alla famiglia”. L’evento, moderato da Roberto Corbella, segretario generale dell’associazione, ha visto, negli interventi dei relatori, la presentazione di una nuova speranza per tutte quelle madri in difficoltà a cui viene mostrata, in ambiente medico, come unica scelta possibile, quella di abortire il figlio che portano in grembo.

Di fronte alla diagnosi di gravi patologie o di malformazioni del bambino in utero, molte donne, sole a combattere contro un male molto più grande di loro, si ritrovano, così, quasi costrette a scegliere di interrompere la gravidanza. «Oggi – afferma il professor Giuseppe Noia, accademico di fama internazionale e presidente della Fondazione “Il Cuore in una Goccia Onlus”, intervenuto all’evento – c’è una sottile induzione all’aborto anche quando si fa una diagnosi senza dare speranza e senza applicare i progressi della scienza».

Obiettivo, dunque, della Fondazione è quello di mettere i progressi della scienza medica al servizio di queste donne e dei loro piccoli. Scienza grazie alla quale «bambini che fino a 15 anni fa erano considerati terminali con i progressi medici oggi hanno una speranza di sopravvivenza dell’84%». Ginecologo e direttore dell’Hospice Perinatale – Centro Cure Palliative Prenatali – S. Madre Teresa di Calcutta al Policlinico Gemelli, il professor Noia vede nella scientificità, unita alla componente umana-solidale, la risposta concreta da dare di fronte al dilagare della “cultura dello scarto”, adottando uno stile che trova nella cura e nell’accompagnamento il compendio della sua professionalità. Elementi, questi, che caratterizzano l’essenza stessa dell’Hospice perinatale, seguendo il principio secondo cui «La scienza cura e, quando non può curare, accompagna».

«La parte scientifica con le cure palliative prenatali e con la terapia fetale, e la parte umana con la Fondazione “Il Cuore in una Goccia Onlus”» sono state in grado di agire al servizio della vita umana e conseguire, attualmente, nel concreto, importanti risultati: «Possiamo intervenire direttamente sul feto nel grembo della madre, come un vero e proprio paziente, anche con analgesia per il dolore fetale. E, dalla nostra esperienza, abbiamo visto che nel 60% dei casi la “condanna” fornita in fase iniziale non era vera». «Dare speranza – conclude, così, il Professore – è possibile, nel rispetto della preziosità della vita di ogni essere umano».

Questo intento è pienamente condiviso anche da Toni Brandi, presidente di “ProVita Onlus”, che, nel suo intervento, seguito a quello del Professor Noia, ha ricordato che «siamo stati tutti piccoli bambini indifesi nel grembo materno e che, se siamo nati, è grazie alla scelta delle nostre mamme di non abortire». È proprio la libertà di questa scelta che, evidenzia Brandi, viene messa in crisi dalla scarsità d’informazione a riguardo. Oggi chi vuole abortire può farlo semplicemente assumendo una pillola, così come con l’aspirina si cura il mal di testa, con la sola differenza che se per l’aspirina vengono specificati, nel bugiardino, tutti gli effetti collaterali, per l’aborto farmacologico (così come anche per quello chirurgico, nei moduli dei consensi informati) ne vengono omessi alcuni, tra cui anche la morte della donna. Per questo ProVita Onlus ha lanciato una petizione, che è ancora possibile firmare, al fine di informare le donne sulle conseguenze fisiche e psicologiche derivanti dall’aborto ed ha anche pubblicato un libro a cura di Lorenza Perfori, intitolato “Per la salute delle donne”.

In conclusione, Toni Brandi ha consegnato al professor Noia, un assegno da diecimila euro per le attività della Fondazione Il Cuore in una Goccia Onlus, «risultato della generosità dei sostenitori di ProVita, i quali hanno partecipato alla campagna natalizia denominata “Aiuta a far nascere il Bambino”». Onorata di poter «contribuire a realizzare interventi diagnostici e terapeutici a beneficio di bambini nel grembo materno, ad applicare trattamenti perinatali e a promuovere attività di ricerca sulle cause della trisomia 21», “ProVita Onlus” si unisce alla Fondazione “Il Cuore in una Goccia Onlus” nel comune intento di difendere la vita umana sin dal concepimento.

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