
«Obama vìola la Costituzione ma l’America ha a cuore i temi etici»
Ha appena assistito a un referendum popolare, a favore del matrimonio naturale, ribaltato dalla magistratura che ha aperto alle nozze omosessuali. È vescovo in una delle diocesi più liberal d’America, quella di Oakland, che ora ospita anche una fetta importante del movimento di Occupy Wall Street. Monsignor Salvatore Cordileone racconta a tempi.it com’è difficile in questo momento vivere da cattolico negli Usa.
La riforma sanitaria e le direttive contro la libertà religiosa del dipartimento della Salute potrebbero spostare il voto dei cattolici e dei cristiani?
Alcuni di quelli che hanno votato Obama si discostano da tempo dal Magistero cattolico. Gli altri, se le elezioni fossero oggi, voterebbero repubblicano. Perciò sì, credo si sposterebbero molti voti. Ma le cose cambiano rapidamente e gli americani hanno memoria breve. Perché gli elettori cambino davvero schieramento serve che qualcuno mantenga vive queste questioni nel tempo, nel pensiero del popolo e sui mass media.
Obama ha varato un regolamento che costringerà i credenti o a violare la propria coscienza o a chiudere scuole, ospedali, enti no-profit e caritativi privati. Come vi muoverete?
Il primo passo sarà ricorrere alla Corte Suprema per incostituzionalità: il regolamento vìola il primo emendamento della Costituzione americana. È già partita una denuncia da parte della rete americana cattolica Wetn, che si è appellata alla Corte Superiore di primo grado per arrivare davanti alla Corte Suprema. Vescovi e laici chiedono una norma che tuteli esplicitamente la libertà di coscienza.
Il Presidente ha accennato alla possibilità di un compromesso, ma la conferenza episcopale ha rifiutato l’offerta.
Questo compromesso non risolve nulla. Inizialmente si chiedeva ai responsabili delle istituzioni religiose di assicurare ai propri dipendenti aborto e contraccezione. Ora la responsabilità è passata alle compagnie assicurative che sono comunque pagate dai titolari. Quindi non è cambiato nulla: il titolare non può fare obiezione ed è obbligato, pagando le compagnie assicurative, a coprire a sue spese contraccezione e aborto praticati nelle sue strutture.
Anche il Congresso si è espresso in maniera bipartisan contro il regolamento. Oltre al tema economico, anche i temi etici come la vita e la famiglia sono in grado di spostare voti?
Influiscono molto sul voto americano. Ricordo che sei anni fa, alle elezioni di midterm, molti dicevano che avevano votato solo in base ai temi etici. Ma dipende dall’umore del momento, la crisi in questo momento incide molto sulla questione economica. Ma io credo che la scalata di Rick Santorum dimostri che per gli americani le questioni morali e sociali abbiamo ancora moltissima importanza.
Per Rick Santorum non deve essere facile rispondere ad attacchi così violenti da parte delle lobby omosessuali e abortiste.
Santorum viene continuamente attaccato. È accusato di radicalismo e conservatorismo estremi. In America chi sostiene la vita e la famiglia è massacrato con strategie precise. Per esempio si usa la parola “bigotto” per screditare chi ha cara la vita. C’è un clima così estremista che chi protegge la legge naturale viene chiamato addirittura fondamentalista.
Il relativismo non ha toccato tutto il continente?
La maggioranza degli americani è per l’aborto, ma con delle restrizioni, anche se in molti stanno iniziando ad avere dubbi sulle loro posizioni. Sulla famiglia si dice che la mentalità sia cambiata ma allora perché ogni volta che i cittadini americani hanno dovuto esprimersi in merito, hanno votato a favore del matrimonio naturale fra uomo e donna? Anche questo dato è indicativo. Le persone intervistate nei sondaggi dicono di essere per l’equiparazione del matrimonio gay, poi nel segreto dell’urna votano contro. Motivo per cui i governanti preferiscono non indire referendum su questa questione. Persino nella California liberal ha trionfato la famiglia naturale, anche se poi quel voto non ha contato nulla. Per questo motivo a Washington i cittadini che vogliono indire un referendum sulla famiglia sono frenati dal governo.
Che ruolo ha la Chiesa in un momento storico come questo, in cui i cristiani sono perseguitati per le proprie idee?
La Chiesa è come sempre chiamata a prendere posizioni esplicite, ancora di più in un momento storico così drammatico. La Chiesa deve parlare di morale, attivare e motivare i fedeli perché si assumano la responsabilità di sostenere la legge naturale e costruire il bene comune. Se questo significa fare politica, allora la Chiesa deve farla, soprattutto ora che la società non segue più l’ordine naturale delle cose. La Chiesa non favorisce candidati o partiti, ma ha sempre chiaro in mente che non si può votare per chi si oppone alla legge naturale e ai principi non negoziabili.
Lei è vescovo in una città dove il movimento di Occupy Wall Street sta assumendo dimensioni importanti.
Per ora non ha molto seguito, ma se si diffonde può creare molto caos e panico perché è composto da anarchici senza scrupoli. I partiti hanno il dovere di arginarlo.
Obama, statalismo, negazione della libertà religiosa protetta dalla Costituzione. L’America sta cambiando volto.
Io lo chiamo il frutto amaro del Sessantotto. Da quel momento la libertà americana iniziò a essere snaturata. Non era più connessa alla responsabilità, ma era diventata assoluta, senza limiti nè regole. Questo ha frantumato la società. La strategia usata dai sovietici contro l’America consisteva nel distruggere tre principi: la religione, la famiglia e la morale. Questo concetto iniziò a passare nelle prime manifestazioni sessantottine quando l’Occidente, anche tramite la televisione, si fece portavoce di valori non suoi. Così, lentamente, questi tre istituti iniziarono a essere declassati. Ora siamo all’apice. In California, ad esempio, abbiamo il divorzio senza colpa e senza consenso del coniuge. Innumerevoli sono gli attacchi contro la Chiesa e le istituzioni religiose. Non solo le scuole e gli ospedali, ma anche gli enti caritativi come la Caritas dovranno chiudere se non potranno più fare la carità secondo coscienza ma come dice lo Stato. E questo a discapito non solo dei credenti, ma di tutta la società.
Vede segni di speranza per la Chiesa e la società?
Cattolici, ebrei, cristiani e mormoni si stanno unendo, c’è un nuovo senso di aggregazione fra i cristiani e i membri di altre confessioni. L’unità è giocata pubblicamente e questa è una bella novità. In seno alla Chiesa cattolica stessa comincia un rinnovamento: i credenti sono più ferventi e meno tiepidi di prima, specialmente i giovani. È un seme sotto i nostri occhi, non è ancora un albero, ma credo che presto vedremo anche questo.
Twitter: @frigeriobenedet
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