«La prova dell’innocenza di Formigoni la fornisce il Corriere di Rotelli»

Di Doriano Riparbelli
27 Giugno 2012
«Fu Rotelli che venne chiamato, dall’allora presidente Piero Bassetti, a riscrivere il sistema delle regole della sanità lombarda che successivamente divenne il marchio di fabbrica del Governatore Formigoni».

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Doriano Riparbelli, consigliere regionale del Pdl

La prova dell’innocenza di Roberto Formigoni la forniscono gli stessi giornali che lo accusano. Tutti sanno che il principale accusatore del Governatore è il Corriere della Sera, che più di tutti gli altri, facendo violenza a tutti i principi di prudenza e di rispetto del lavoro dei magistrati, continua a fornire notizie sulle vicende giudiziarie di Formigoni, come se fosse l’ufficio stampa della procura di Milano. Come due diapason, al suono del Corriere corrisponde, per simpatia, questo è il termine scientifico, il suono del PD che puntualmente chiede le dimissioni di Formigoni.

Giuseppe Rotelli, definito il re della sanità lombarda, con l’acquisto di 38.411.642 azioni, pari ad un valore di 53,7 milioni di euro, è diventato il primo azionista di Rcs MediaGroup e a nessuno sfugge il fatto che ci possa essere una relazione tra i due eventi. Fatta salva l’indiscussa indipendenza dei giornalisti, che come i magistrati hanno la libertà di scegliere su quali notizie o reati appuntare il loro interesse, la domanda che a rigore di logica ci si pone è la seguente: se il sistema sanitario lombardo, che da tutti è riconosciuto come il più efficiente, il più economico e il più controllato, fosse davvero un sistema basato su una diffusa corruttela, come si spiega che Formigoni viene attaccato quotidianamente dal Corriere di Rotelli? Ecco la prova dell’innocenza di Formigoni! Sono proprio questi attacchi che provano l’indipendenza e la distanza di Formigoni dall’ipotizzato coinvolgimento dallo stesso negli interessi particolari della sanità lombarda. Per chi non lo sapesse il gruppo San Donato, è il primo gruppo ospedaliero in Italia. Nei suoi 18 ospedali, nel 2011 sono transitati poco più di 2.200.000 pazienti, 4000 posti letto e cinque milioni di prestazioni ambulatoriali, quasi 10.000 dipendenti e 101 sale operatorie, in sintesi, si può affermare che il settore privato della sanità lombarda ha un solo nome: Giuseppe Rotelli. Un nome che indica anche uno degli artefici della rivoluzione introdotta nella sanità lombarda attraverso l’introduzione dei DRG.

Fu lui che, assieme ad un gruppo di esperti, venne chiamato, dall’allora presidente Piero Bassetti, a riscrivere il sistema delle regole della sanità lombarda che successivamente divenne il marchio di fabbrica del Governatore Formigoni. A chi continua a sostenere che il sistema sanitario lombardo sia sempre stato efficiente, vorrei ricordare che prima del 1995 questo sistema costava il 3% in più della media nazionale e oggi, invece, costa il 9% in meno della media nazionale. Fu sempre Rotelli che, all’indomani dello scandalo della Santa Rita, difese il sistema dei rimborsi basati sui DRG, sostenendo che le prestazioni pagate a piè di lista rappresentavano uno scandalo, mentre, con i DRG, si responsabilizza il medico che deve decidere il tipo di prestazione effettuata. Vorrei ricordare, inoltre, che, subito dopo lo scandalo della Santa Rita, questo Consiglio Regionale ha sollecitato l’intervento della Giunta che ha inasprito i controlli sulle cartelle cliniche aumentandoli dal 6 al 10%, arrivando così a più di 100.000 controlli l’anno; nelle altre regioni questi controlli non arrivano al 2%.

La tesi che sostengo è che, se il Presidente Formigoni fosse coinvolto in un sistema di corruttela nella sanità potrebbe mai subire gli attacchi mediatici dal più importante operatore del settore? Io credo che proprio gli attacchi, da parte del Corriere al Presidente Formigoni, rappresentino la prova regina di una indipendenza assoluta tra i soggetti, a meno che non si voglia ipotizzare che il sistema rigido imposto dal Governatore sia diventato soffocante per gli operatori privati e che questi sentano la necessità di mandarlo a casa per sperimentare un sistema sanitario, meno oppressivo, basato sul più comodo sistema di pagamento a piè di lista.

Questa ipotesi, che tra l’ altro dovrebbe far inorridire i colleghi del PD, è stata pubblicamente smentita dallo stesso Rotelli che, in tempi non sospetti, definiva scandaloso il sistema del pagamento a piè di lista, affermando la validità dei rimborsi basati sui DRG. Per quanto riguarda invece le prestazioni extra DRG, che, secondo le indiscrezioni giornalistiche, sono oggetto dell’ interesse della magistratura, le dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’ assessore alla Sanità Bresciani sono molto chiare ed eloquenti: “Noi controlliamo fortemente tutto. Le nostre delibere sono perfette, glielo posso garantire”. Queste sono le affermazioni di una persona seria ed onesta che gode della fiducia mia e della maggioranza di questo Consiglio, una fiducia che con fermezza esprimo anche nei confronti del Governatore Formigoni che assolutamente non deve mollare perché, caduto lui, cadrebbe anche un sistema che ha garantito finora servizi eccellenti a costi contenuti ed andremo incontro inevitabilmente ad una dilatazione della spesa sanitaria in Lombardia.

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