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Era il primo giorno di scuola di un anno fa, la sveglia suonava le sette: la quindicenne si era alzata dal letto, aveva aperto la finestra e si era lanciata giù dal settimo piano della sua casa a Bollate. Un’ora dopo, in zona Cenisio, a Milano, una dodicenne che doveva iniziare la seconda media scavalcava la ringhiera e si lanciava dal quarto piano. In un altro angolo di città, rincasato dal primo giorno di superiori, un quindicenne si lanciava da un dodicesimo piano della Comasina. Non si conoscevano, i tre ragazzini, non c’è alcun collegamento, scrissero i giornali: i tre lanci nel vuoto venivano definiti «un’assurda coincidenza».
Marzo 2022, un quattordicenne si impicca con la cintura dell’accappatoio al letto a castello: frequentava la terza media in un paesino della Franciacorta, giocava a calcio, lo trova la sua sorellina. Aprile, un sedicenne dell’Itis Nullo Baldini di Ravenna si getta sotto un treno: «Non doveva accadere», scrive il preside alla scuola, «qualcosa è ma...
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