
La mediocrità compiaciuta (e il gas dei preti)
Cara Flannery, da bravi italiani i miei genitori mi hanno battezzata, mi hanno spinto a frequentare la parrocchia e mi impongono buone e sane letture. Ma proprio adesso che gli interessi religiosi sembrano così diffusi tra la gente, io mi sto davvero stufando di andare in chiesa. A te non capita di annoiarti mortalmente con tutti questi preti che scrivono anche sui giornali o vanno ai dibattiti in TV? E, scusa l’impertinenza, non ti capita di annoiarti a morte anche sentendo le loro prediche a Messa?
Marta Pettinella – Milano Carissima Marta, Per parlare della mia esperienza: dovendo io andare a Lansing (Michigan), il prete di Lansing ha scritto una lettera al prete di qui chiedendo se io fossi una cattolica praticante. Quando ha saputo che lo ero, si sono chiesti se fossi disposta a parlare al Circolo “Newman” dello stato del Michigan o se potessero venire a prendere un tè da me.
Morale: 1. O non sono capaci di accertarsi dalle mie opere su che tipo di cattolica io sia. 2. O non hanno letto le mie opere. Comunque, per sopperire alle loro trascuratezze, li lascerò venire a prendere un tè da me. Quanto a ciò che i preti scrivono: personalmente dissento da quei preti che si fanno pubblicare su vari giornali, ma generalmente non dissento coi loro contenuti ma col loro tono. La mia mente è di solito a riposo, ma la mia sensibilità lo è raramente. La mediocrità compiaciuta è il Grande Peccato Cattolico. La trovo in me e non la posso soffrire nondimeno. Un motivo per cui Guardini, ad esempio, è un conforto a leggere è che non ha nulla di tutto questo. Con qualche eccezione, il prete americano, quando prende in mano la penna, si porta dietro al grado massimo questo peccato.
Ma sulla partecipazione alla Messa ci possono essere diverse esperienze. Per esempio, ho un amico che si chiama Madison Jones . Madison è passato da noi qualche domenica fa e si è fermato per un bel po’. E’ uno scrittore affermato e uscirà nel prossimo gennaio un suo romanzo. Sembra che sua moglie e i suoi quattro figli siano Cattolici.
Mi ha detto però che gli pareva di essere convinto intellettualmente, ma di non avere la fede. Invece il marito di mia cugina, anche lui insegnante a Auburn, è diventato cattolico la scorsa settimana.
Un tempo aveva voluto andare a Messa con loro, ma non mostrò all’apparenza alcun interesse per essa. Gli chiedemmo poi come avesse scoperto un interesse rispetto alla Messa, e rispose che le prediche erano così orribili che sapeva che doveva esserci qualcosa d’altro per far sì che la gente venisse lì. In ogni caso, chi vive oggi respira il nichilismo.
Dentro e fuori la Chiesa, questo è il gas che si respira. Se non avessi la Chiesa insieme a me per combatterlo o che mi insegni la necessità di combatterlo, sarei la più fetida logica positivista che tu abbia mai visto finora.
Quel che si riceve quando si nasce cattolici è qualcosa che è stato dato e accettato prima che fosse sperimentato. Io sto solo lentamente giungendo a sperimentare cose che ho accettato da lungo tempo.
Come scrittrice, penso che l’opera più ricca derivi da ciò che è stato accettato e sperimenrtato insieme e che non vi sia ancora giunta a pieno. La convinzione senza l’esperienza porta con sé solo asprezza.
Con tanti personali auguri.
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