La finta confessione della giornalista «è una grave offesa alla verità di un Sacramento della fede cristiana»

Di Redazione
11 Marzo 2015
Dura protesta del cardinale di Bologna Carlo Caffarra per la pubblicazione su un quotidiano del contenuto di una "falsa" confessione

confessione-shutterstock_128839090Una giornalista del Quotidiano Nazionale si è confessata e poi ha riportato sul giornale la conversazione avuta coi sacerdoti. La pubblicazione delle “false” confessioni ha provocato le proteste dell’arcivescovo di Bologna, il cardinale Carlo Caffarra che ha scritto una nota in cui si lamenta dell’articolo ottenuto «traendo deliberatamente in inganno il confessore e violando con ciò la sacralità del Sacramento, che come primo requisito richiede la sincerità della contrizione del penitente». Ciò configura «oggettivamente una grave offesa alla verità di un Sacramento della fede cristiana».

«GRAVE DELITTO». La giornalista si è presentata come una divorziata risposata che ogni domenica fa la Comunione. Quindi ha riportato nel suo articolo le risposte del sacerdote che, detto per inciso, le ha ricordato che per la Chiesa stava sbagliando. Scrive Caffarra nella sua nota: «Nello sconcerto per l’accaduto e con l’animo ferito da un profondo dolore intendo ribadire che tali servizi configurano oggettivamente una grave offesa alla verità di un Sacramento della fede cristiana, la Confessione; tali servizi sono anche una grave mancanza di rispetto verso i credenti, che vi ricorrono come a un bene tra i più preziosi perché dischiude loro i doni della Misericordia di Dio; e verso i sacerdoti confessori in quanto, esponendoli al dubbio di un possibile inganno, ne inficiano la libertà del giudizio, che è fondata sul rapporto fiduciario col penitente, come tra padre e figlio». Un comportamento, ha scritto il cardinale che «rientra nei delitti più gravi, a norma del motu proprio di Benedetto XVI Inter graviora delicta art. 4, §2 (21.5.2010)».

Foto confessione da Shutterstock

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32 commenti

  1. E’ stato commesso un sacrilegio, le cui parole peraltro non possono essere smentite senza violare il segreto confessionale. Chi ha commesso ciò deve essere punito, con la massima severità prevista dallo Stato italiano per i casi di vilipendio alla religione ed oltraggio al pubblico pudore; inoltre, deve essere presentato un’esposto all’Ordine dei Giornalisti per direttore, capo redattore e la giornalista che ha commesso questo scempio richiedendone la sospensione o l’espulsione per violazione del codice deontologico. Infine, bisogna che venga chiarito che sia la giornalista che tutte le parti in causa (meno il sacerdote, ovviamente, il quale fino a prova contraria non ha violato il segreto confessionale) sono scomunicate latae sententiae.
    Basta con i complessi da poveri agnellini, basta con il travisare le parole di Nostro Signore nel nome di una tolleranza che sa tanto di arrendevolezza: i nostri nemici si fanno sempre più arditi ed arroganti, dinanzi alla nostra fasulla mitezza che in realtà cela soltanto assenza di palle. Vogliamo prendere imitazione dal Cristo? Benissimo: chiediamo loro dove abbiamo parlato male, e se abbiamo parlato male perché ci percuotono, dimostrando al mondo la loro iniquità. Non dobbiamo aver paura di rispondere al mondo e di essere segno di contraddizione, non dobbiamo aver paura di far valere i nostri diritti e chiedere a gran voce giustizia, sia in Cielo sia in terra: chi devo consultare per sostenere una battaglia legale? Chi devo appoggiare, dove devo firmare? Questo voglio sapere ora, non il solito buonismo!

    1. samuele

      Si presenti alla più vicina Stazione dei Carabinieri ed inoltri formale esposto contro la giornalista per i reati previsti e puniti ex artt. 403-404-405 del codice penale!!!!! Mi raccomando: siamo tutti nelle Sue mani!!! Ne va della salevezza dell’Italia intera Defensor fidei!!!!

      1. Non dire sciocchezze, troll: qui ci vuole una class action, un singolo contro questa gente non riuscirebbe ad ottenere nulla.

        1. Samuele

          Non me ne voglia, caro equesfidus, ma Lei è davvero esilarante!! Contro di Lei non ci sono armi o ragionamenti che reggano. Solo l’ironia. E se non capisce neppure quella…beh…..allora è messo proprio male. Un caro saluto.

          1. Contro di Lei, invece, ci vorrebbe di nuovo l’educazione dell’asilo nido e un sacco ed una sporta di pedate, come per tutti i troll: non è vero, Saint-Juste/Samuele/Dio-solo-sa-quali-altri-nick?

          2. Samuele

            sempre più comico…..sempre più isterico….sempre più paranoico…..sorrida….che la vita è bella…..

          3. Meglio che non ti dica cosa Lei è sempre di più…

  2. william

    per sua fortuna che non siamo Arabi integralisti!!!! ma il nostro Dio ci ha insegnato a sopportare e perdonare !speriamo che legga e ……..si converta!!!!!!

  3. maurizio

    Evidentemente manca un mio post antecedente quello delle12,59 e di cui,quest’ultimo era un completamento…prego provvedere!
    Nel frattempo,però,ne approfitto per aggiungere un particolare molto significativi e chiarificatore.Leggevo,poco fa,queste note su “Avvenire”di oggi:”Quando il direttore mi ha proposto questo lavoro ero molto perplessa,perché sono cattolica e sapevo che violavo un sacramento… ho deciso(infine)che fingere in confessione era l’unico modo per capire senza filtri cosa succede oggi nella Chiesa….le situazioni che raccontavo non erano inventate,appartenevano a persone che conosco..” E il direttore?.. “I titoli..sì mistificano il tono con cui i preti(dunque non uno solo) si erano espressi..(ciò)conta poco.Cosi come conta poco il fatto di aver violato addirittura la sacralità di un sacramento….(volevamo)scoprire quanto il clero corrisponde oggi al sentimento di Papa Francesco…se intervisti chiunque nell’esercizio delle sue funzioni,avrai risposte la cui veridicità sarà dubbia..
    solo forzando,potevamo sapere come il parroco medio si pone….quando un giornalista é d’inchiesta quasi sempre viola la deontologia,fa parte del nostro lavoro..il valore di un sacramento é tale per chi lo riconosce,per chi ha fede.E non é il mio caso”
    Quando ho finito di leggere queste righe mi sono ritrovato pietrificato,in apnea,senza fiato e parole,allibito…non può essere vero,mi dicevo…eppure era vero!!
    Dunque,abbiamo una giornalista che si definisce cattolica,sa che sta facendo qualcosa di sbagliato ma si lava le mani-come Pilato-trincerandosi dietro storie vere da lei conosciute…ma davanti a quei preti c’era lei,non quelle storie,lei con la sua coscienza e la sua libertà..ha scelto di passarci sopra,fingendo,per uno scoop giornalistico,con la convinzione che ci fosse”altro”nella”pancia”del mondo cattolico,degli stessi preti circa il Papa e la Chiesa. Tutto logico secondo il principio fondante il cosiddetto movimento di base”La Chiesa sono io”diffuso soprattutto nei paesi di lingua tedesca,con evdenti venature protestanti.
    Quanto al direttore,be’per la sola giustificazione della liceità della violazione della deontologia professionale sarebbe da denuncia penale ed espulsione dal mondo giornalistico(lo si é fatto per altri anche per meno di ciò).Che poi arrivi a dire che conta poco mistificare il senso del pensiero altrui(il tono dà l’
    idea del senso,dell’intenzione del proprio pensiero e questo un direttore di giornale dovrebbe saperlo)…un direttore,consapevole di compiere un atto scorretto ma..il fine giustifica i mezzi e cosi via libera alla giornalista,strumento-in primis dubbioso ma poi connivente-di un prurito mediatico dall’ambigua e prevenuta ispirazione.Neppure il pensiero che per il rispetto della confessione qualcuno ha dato la vita lo sfiora o lo fa tentennare..tanto lui non ci crede!
    A me,scusate,fa venire in mente qualcun altro…vi ricordate Charlie Hebdo ed il suo nuovo direttore,dopo quel sanguinoso evento?! Un paragone esagerato?Solo perché non ci sono morti o,semplicemente,perché ci sono di mezzo cristiani e non islamici?Comd ha scritto qualcuno..se la giornalista fosse stata inviata,per tale inchiesta,in una moschea..ora di cosa staremmo parlando? Che giustificazione sarebbe questa
    Allucinante,semplicemente allucinante!!

  4. maurizio

    Chiedo scusa a loro ma mi dimenticavo di quelli di Avvenire!

  5. maurizio

    No Gianni,non tutti i preti ed i giornalisti sono da evitare:tra i primi ne conosco tanti cui stare molto vicino perché autentici padri e maestri di vita a cominciare da un certo D.Giussani e da un certo D.Julian Carron..ma ne potrei citare e ricordare tanti altri,magari in lontane terre di missione o in piccole parrocchie di campagna.Quanto al prete in questione-ammesso e non concesso-che tutto sia vero…volendo usare le sue stesse parole risponderà(circa i consigli e le valutazioni date)davanti a Dio al momento opportuno.Per entrambi,in ogni caso rimane la preghiera perché il Signore-che é giudice giusto e misericordioso-tocchi il loro cuore e li converta! Quanto ai giornalisti,be’qui il discorso si fa obiettivamente più difficile ma basta ricorrere agli amici di Tempi o di Tracce o de Il Timone o,ancora,La Croce…e,insomma,un discreto numero non manca!

  6. saras

    consiglierei alla giornalista di travestirsi da uomo ed entrare in moschea… poi farsi smascherare…

  7. Filippo81

    La giornalista in oggetto è semplicemente una grandissima testa di ca..o !

  8. Piero

    E’ un grave sacrilegio. Se la giornalista non è credente, DOVREBBE AVERE RISPETTO per chi crede nei Sacramenti della Santa Chiesa.

    1. yoyo

      Purtroppo si dice cattolica adulta. Di quelle che di questi tempi pensano di fare cosa umanitaria verso chi sa chi, o le più realiste del re.

  9. luigi

    La giornalista ha commesso un atto ignobile, ma per chi non crede non ha fatto nulla di così grave.
    Ma se permettete, credo che ancora più grave, molto più grave, perchè viene da un ministro di Dio è la risposta del confessore.

    Questo è l’articolo:
    http://blog.quotidiano.net/alari/2015/03/11/in-confessionale-nei-panni-di-una-divorziata-e-risposata-che-chiede-di-fare-la-comunione/

    Questo un passo delle risposte del sacerdote:
    “Per quanto mi riguarda, se due persone divorziate come siete tu e il tuo nuovo compagno decidono di passare insieme la seconda parte della vita non ci vedo niente di male, anzi, la trovo una cosa positiva. Tanto più che nel vostro caso stiamo parlando di persone mature e di un rapporto serio, fondato su sentimenti veri perché non credo che dopo aver sofferto una volta ci sia la voglia di fare le cose con superficialità. Dunque, fin qui non posso dire che bene di questa scelta”.
    Andando avanti invece?
    “Se parliamo di sacramenti è chiaro che nella mia posizione non ti dirò mai che puoi fare la comunione, finchè la Chiesa riconosce un solo matrimonio. Ma non ti dirò mai nemmeno che non puoi farla”.
    Perché?
    “Perché quando la vita finisce non ci si pone davanti alla Chiesa ma davanti a Dio, è a lui che dobbiamo rendere conto delle nostre azioni. Quindi tocca a te scegliere, secondo quello che ti suggerisce la tua coscienza. Anche perché se al prossimo Sinodo della famiglia dovessero cambiare le cose, che si fa?”.

    Che tristezza!!!

    1. gianni

      @ Luigi
      E se se lo fosse inventato tutto la giornalista? Il prete non violerà mai il segreto del confessionale per smentirla…
      Bah cmq giornalisti e preti di oggi, due categorie da starci alla larga…

    2. Nino

      e perchè tristezza? il sacerdote ha detto una profonda verità: la chiesa oggi vieta ai divorziati risposati di comunicarsi, ma la scelta del peccare o non peccare non è del sacerdote che non può (né deve) imporre niente, ma della persona. Che se ne assume la responsabilità non davanti agli uomini ma davanti a Dio.

      1. Luigi

        Il Sacerdote ha detto una parziale veritá Nino e qui inizia il primo problema. Nella sostanza lui non vede alcun problema sul fatto che i due convivano, addirittura ci vede del bene. Quindi lui non ci vede nulla di male, ma le dice che non puó accedere all’Eucarestia perché la Chiesa non lo consente. Quindi di conseguenza é la Chiesa che é cattiva (per ora, poi magari domani dopo il sinodo sará piú buona). Allora ancora prima della chiesa il cattivo era forse Gesú (“L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto”…”Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio”…””Disonesti, adulteri, effeminati e pederasti, non possederanno il regno di Dio”)? Ed ancora prima di Gesú (come uomo-Dio) il cattivo era anche il Padre Celeste (“Non comettere adulterio”)? Bisogna dire basta a questi atteggiamenti che ultimamente prendono piede anche tra i Pastori, e cioé che Gesú dice una cosa mentre la Chiesa ne fa un’altra, dimenticando che la Chiesa é ministra e dispensatrice dei beni celesti (sacramenti compresi) e non puó certo “modificarli” a piacimento (che poi qualche singolo sbagli fa parte del lato umano affidato alla Chiesa). Ed allora perché lui che é ministro di Dio dice che non ci vede nulla di male quando sa che lei ed il nuovo comagno stanno rischiando l’intera esistenza eterna riscattata da Cristo attraverso tanto patire? Che poi pastoralmente ognuno possa avere il suo modo di dire, fare,curare, aiutare e guarire le ferite dell’anima é un altro paio di maniche, ma qui si getta confusione ai fedeli che non capiscono perché la Chiesa dica una cosa (con decreti) mentre i suoi ministri ne dicono un’altra.

    3. yoyo

      Riportando le risposte secondo la redazione giornalistica non date alcun contributo ala verità e date appoggio ad un gesto inqualificabile, che non andava neppure progettato.

  10. Emanuele

    …vi siete persi la seconda puntata uscita lunedì: la giornalista si è finita lesbica convivente e si è confessata. ..

    ovviamente titolo scandalistico perché il sacerdote le ha consigliato, vista la confusione della pessima attrice, di parlare con uno psicologo. ..

  11. maurizio

    Che tristezza abbassarsi a questo livello di meschinità per accreditarsi presso il proprio direttore(a meno che non glielo abbia suggerito lui..tutto é possibile) oltretutto offendendo i credenti(oltre che violare la sacralità del gesto sacramentale)nel loro affidarsi a tale gesto come momento di vita e di incontro con Dio…”il luogo privilegiato dell’incontro con Gesù Cristo é il mio peccato”diceva sabato il Papa…preghiamo perché anche la giornalista possa fare questa esperienza ed incontrare quel Padre misercordioso che ha ignominiosamente offeso e strumentalizzato per un proprio venale interesse!

  12. Mappo

    Che buffonata, questa pseudo giornalista avrebbe potuto ottenere le stesse risposte chiedendo allo stesso prete da cui si è confessata un’intervista sugli stessi temi oggetto della finta confessione. Ma vuoi mettere la speranza di mettere alle corde il prete, fargli dire qualche affermazione pruriginosa da sbattere poi in prima pagina?

  13. yoyo

    Esatto, è un sacrilegio tra i più gravi per la materia, la simulazione di Sacramento e l indiretta presa in giro delle condizioni per riceverne un altro (Comunione). La Curia, oltre alla Messa di riparazione, dovrebbe denunciare il giornale alla giustizia civile.

    1. Remo

      E con quale scusa li dovrebbe chiamare in causa?

      1. yoyo

        Truffa, inganno, vilipendio di religione, oltraggio al pubblico pudore per esempio. Fattispecie comprese nel Codice penale senza passare per quello canonico. La giornalista ha tradito lacfiducia dei confessori, che erano in buona fede, e danneggiato cosa sacra. La legge italiana punisce il vilipendio di cose sacre, anche immateriali, come reati contro la persona del credente e la libertà religiosa della comunità.

      2. yoyo

        Se la chiami “scusa” la violazine fragrante di libertà religiosa, di opinione e pure il vilipendio do cosa sacra…

      3. yoyo

        Se per te è una scusa…

  14. Italo cavani

    La giornalista dovrebbe ricordare che il buon Dio non paga solo di sabato. E che quello che ha commesso e’ un grave sacrilegio.

    1. Jens

      Già, però il buon Dio se paga paga in maniera spirituale, il capo invece paga in maniera materiale e per sopravvivere se non hai le palanche non vai da nessuna parte.

      1. Vincenzo

        Quindi non esistono altri modi per essere pagati dal capo? Questo servizio era indispensabile?

        1. Jens

          Apparentemente… tutto sta a capire cosa ti interessa di più e se è giusto o no. Giusto che ti interessino i soldi? Fino a che punto? Non sta a me stabilirlo.

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