La delega fiscale deve tagliare le tasse e insieme reperire 15 mld – Rassegna Stampa/1

Di Redazione
07 Luglio 2011
Nella conferenza stampa di ieri il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha spiegato che la manovra da 25 mld da sola non basta a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014. Serve un intervento da 15 miliardi, affidato alla delega fiscale-assistenziale che già deve ridurre le tasse, secondo l'intenzione del governo. Ecco come è possibile

Ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato il Decreto legge del governo sulla manovra finanziaria che indica come raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014. In conferenza stampa il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha però annunciato una “sorpresa”: per il pareggio servono 40 mld, la manovra ne vale solo 25 e i restanti 15 arriveranno dalla delega fiscale-assistenziale. Se quella delega si dovesse arenare per qualunque motivo, è prevista una clausola di salvaguardia che prevede tagli per 15 miliardi su tutte le forme di agevolazione fiscale.

“Esercizio alquanto complesso, poiché la delega fiscale dovrà realizzare il non meno ambizioso compito di ridurre il carico tributario e conseguire un consistente maggior gettito. Può soccorrere l’analisi delle modalità di copertura inserite nel ddl delega. Le voci sono cinque: taglio delle attuali 476 agevolazioni che erodono il gettito per ben 164 miliardi, lotta all’evasione fiscale, eventuale e opzionale aumento dell’imposizione indiretta, armonizzazione del prelievo sulle rendite finanziarie, riordino delle forme agevolative di tipo assistenziale. Il relativo gettito (…) servirà a coprire la riduzione dell’Irpef in direzione delle tre aliquote del 20, 30 e 40%. A conti fatti (…) occorrerà poi reperire altri 10 miliardi” (Sole 24 Ore, p. 3).

Siccome l’operazione è difficile, Tremonti si è assicurato la copertura finanziaria per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014 attraverso una clausola di salvaguardia: se le modalità di copertura previste e indicate sopra non si realizzeranno, scatterà il taglio lineare delle agevolazioni. Il 10% equivale a 16,4 miliardi. Questo è un passaggio fondamentale per le valutazioni dei mercati e della Commissione europea.

“Le violente turbolenze che attraversano l’Europa ed i suoi mercati da un capo all’altro confermano che non è tempo di fumose ‘terze vie’. Parlare di sviluppo senza prima averlo ancorato ad una rigorosa politica di bilancio è cosa non seria per un paese, come l’Italia, che ha un rapporto debito/Pil pari al 120 per cento. Sotto questo profilo, Tremonti e il governo fanno bene a tirare dritto e gli slogan risuonati ieri (del tipo ‘siamo alla macelleria sociale’) suonano come note vecchie e storte. (…) Però non basta l’elencazione delle voci del decreto che compaiono sotto il capitolo sviluppo a ribaltare l’impressione che sul terreno della crescita, davvero, non c’è quella sterzata forte di cui un paese quasi immobile avrebbe bisogno” (Sole 24 Ore, p. 1).

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