
La convention repubblicana a Tampa per dire che l’America «l’abbiamo costruita noi»
Non si parlerà principalmente di economia, anche se la Convention repubblicana, che avrà inizio martedì a Tampa, cade a ridosso dell’uscita dei dati sulla disoccupazione in crescita e sulle richieste di sussidi alle stelle. Un punto su cui il Grand Old Party potrebbe fare leva, dato che Obama aveva annunciato un miglioramento, mentre invece il candidato vice presidente, Paul Ryan, aveva previsto che, con l’aumentare dei sussidi a pioggia, la disoccupazione sarebbe aumentata.
Ryan, pur essendo il padre di un piano di crescita economica che ha messo in risalto l’inconsistenza di Obama, fitto di numeri e di spiegazioni su come ridurre la spesa e far crescere l’economia e frutto di un lavoro di più di due anni e lungo ben novantanove pagine, pare rappresentare anche altro. Mitt Romney lo avrebbe voluto vicino per compensare il suo scarso appeal fra i repubblicani conservatori e la base del partito. Motivo per cui anche a Tampa si prevede un ritorno sui temi che avevano scaldato i cuori del popolo repubblicano durante le primarie. Si affronteranno le tematiche dell’aborto e della famiglia, care ai conservatori e all’America religiosa. Si discuterà di immigrazione e sopratutto di sanità.
Non a caso ad indirizzare i lavori con il Keynote speech ci sarà Chris Christie, governatore del New Jersey, amato dall’establishment ma dai toni prettamente popolari. Centrale sarà poi la figura del cubano Ted Cruz, giovane candidato al Senato in Texas, vicino alla base repubblicana e agli immigrati più che agli alti ranghi del partito. Per cercare di attirare l’attenzione dell’elettorato ispanico, ora prevalentemente democratico, sarà poi riservato uno spazio importante a Luis Fortuño, governatore di Porto Rico. Anche i più vicini all’establishment, scelti per restare sotto i riflettori, sono gente comunque popolare come lo speaker della Camera John Boehner, convinto antiabortista, e il senatore dell’Ohio Rob Portman, autodefinitosi «il più conservatore senatore dell’Ohio dai tempi di Robert Taft». Fra gli slogan della convention spicca “We built it” (“L’abbiamo costruita noi”) riferito all’America, sfottò alla citazione di Obama sul fatto che un imprenditore non può mai attribuirsi il merito della costruzione di un’azienda.
Probabilmente a concentrarsi sull’economia ci penseranno i democratici durante la convention che si terrà il 4, 5 e 6 settembre a Charlotte, in North Carolina. Obama, infatti, al contrario di Romney, è sempre più criticato per le sue scelte in campo economico e amministrativo: ai dati sulla disoccupazione si sommano anche gli ultimi sondaggi della Nbc e del Wall Street Journal da cui appare che per due americani su tre l’America è «sulla strada sbagliata».
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