La Cina arresta i giovani che hanno manifestato contro il lockdown

Di Leone Grotti
20 Gennaio 2023
La drammatica testimonianza video della giovane Cao Zhixin: «Hanno già portato via i miei amici, se vedete questo video vorrà dire che anch'io sono stata arrestata. Aiutateci, non lasciate che ci facciano sparire così»
Giovani protestano in Cina contro la politica

I manifestanti che a migliaia a novembre sono scesi in piazza a Pechino, e in tutte le più importanti città della Cina, per protestare contro la politica “zero Covid” stanno sparendo uno dopo l’altro. È la denuncia fatta in un video da Cao Zhixin, 26 anni, laureata presso l’Università Renmin di Pechino e assunta come editor presso la Casa editrice universitaria di Pechino.

«Se vedete questo video, mi hanno portata via»

Nel video la ragazza spiega di aver partecipato insieme a cinque suoi amici alla veglia del 27 novembre a Pechino per ricordare le vittime dell’incendio di Urumqi, dove dieci persone sono decedute. L’episodio aveva scatenato proteste in tutta la Cina perché, secondo le notizie circolate online, le restrizioni imposte dal governo per arginare la pandemia avevano impedito ai vigili di fuoco di intervenire con prontezza.

Pochi giorni dopo, racconta Cao, la polizia ha convocato in questura lei e i suoi amici, rilasciandoli dopo 24 ore. Ma tra il 18 e il 24 dicembre, continua, «la polizia ha arrestato i miei amici per atti criminali, chiedendo loro di firmare il mandato di arresto anche se sotto la dicitura “reato” lo spazio era vuoto. La polizia si è rifiutata di comunicare dove li hanno rinchiusi».

«Quando vedrete questo video, anch’io sarò stata portata via dalla polizia come i miei amici», aggiunge spiegando di aver affidato ad altri amici il video chiedendo loro di pubblicarlo solo una volta arrestata.

Secondo il Guardian, Jing Wang, studioso cinese residente negli Stati Uniti, ha confermato la scomparsa di Cao, che sarebbe stata portata via a Natale dalla sua casa di famiglia a Changsha: «Abbiamo parlato solo pochi giorni fa, poi è scomparsa. Ora non è più raggiungibile. Vedere il suo video mi spezza il cuore».

Le proteste contro il Covid in Cina

A novembre decine di migliaia di cinesi sono scesi in piazza a Pechino, Shanghai, Chengdu, Chongqing, Wuhan, Xi’an, Urumqi e molte altre città per protestare contro la politica “zero Covid”. La protesta – senza precedenti recenti per organizzazione, durata e diffusione – è stata caratterizzata dai fogli bianchi che i manifestanti esponevano, come a Hong Kong, per denunciare la censura del regime e la mancanza di libertà di espressione. E per questo è stata definita «Rivoluzione dei fogli bianchi».

Due settimane dopo la protesta, Pechino ha rinnegato senza preavviso la sua triennale battaglia per sconfiggere il Covid attraverso l’isolamento e il lockdown, cancellando praticamente tutte le restrizioni e causando un’ondata di contagi che, secondo gli inattendibili numeri forniti dal governo, avrebbe causato in un mese 60 mila morti (ma potrebbero essere molti di più).

Più di 40 manifestanti già arrestati in Cina

Secondo quanto riportato pochi giorni fa da Npr, organizzazione indipendente che riunisce 900 stazioni radio americane, otto persone sono già state arrestate e accusate di «riunire una folla per disturbare l’ordine pubblico», reato che prevede una pena massima di cinque anni di carcere. «Chiunque può essere portato via», ha spiegato un amico di Cao.

Radio Free Asia, citando fonti proprie, ha aggiunto che gli arrestati sono già più di 40. Ma la stima, spiega l’attivista Zhou Fengsuo, già leader del movimento di Piazza Tienanmen, è ampiamente conservativa: «È solo una parte. Speriamo che i cinesi all’estero e la comunità internazionale parlino per loro».

Un altro dissidente residente negli Stati Uniti, Yang Jianli, ha dichiarato che gli arresti sarebbero una vendetta di Xi Jinping: «Xi non può permettere che i cinesi protestino ed esprimano liberamente le proprie opinioni. Si sente minacciato e così ha voluto ristabilire quel tipo di terrore politico per cui nessuno osa parlare in Cina».

«Non lasciate che ci facciano sparire così»

Nel video, Cao si chiede perché lei e i suoi amici debbano essere arrestati dalla polizia: «Ci preoccupiamo della società in cui viviamo. Quando i nostri concittadini muoiono, abbiamo il diritto di esprimere le nostre legittime emozioni. I nostri pensieri vanno a coloro che hanno perso la vita ed è per questo che siamo scesi in piazza».

Durante la manifestazione, continua, «abbiamo seguito le regole e non ci siamo scontrati con la polizia. Quali sono le prove contro di noi? Noi non vogliamo sparire. Abbiamo bisogno del vostro aiuto: non lasciate che ci facciano sparire senza lasciare traccia. Non lasciate che ci portino via o ci rinchiudano in modo arbitrario».

@LeoneGrotti

Foto Ansa

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.