
La Chiesa anglicana sta con gli indignati che gli occupano la cattedrale
Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury e leader degli anglicani, ha scritto una lettera al Financial Times schierandosi, di fatto, dalla parte del movimento “Occupy LSX” (l’acronimo di London Stock Exchange, la Borsa di Londra).
Ha scritto Williams che gli attivisti sono l’espressione di «una vasta e profonda esasperazione nei confronti dell’establishment finanziario» e che «la Chiesa d’Inghilterra è il luogo dove le ansie inespresse della società trovano spesso una voce». Tre le proposte del numero uno degli anglicani: premere sulle banche perché separino le loro attività commerciali dalle transizioni speculative, ricapitalizzazione delle banche con denaro pubblico a patto che le banche aiutino l’economia reale, l’introduzione della Tobin Tax.
Ovviamente le parole dell’arcivescovo sono piaciute agli indignati che ormai da settimane occupano lo spazio davanti alla chiesa di St. Paul. Sulla legittimità di questo gesto, la chiesa anglicana si è divisa (anche per ragioni economiche: meno ventimila sterline al giorno di incassi). L’uscita di Williams chiarisce da che parte stanno gli anglicani.
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