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Noi cerchiamo la pura melodia, non l’effusione delle nostre emozioni, ma al contrario ciò che le supera, la sorpresa dell’inaudito, questo silenzio degli alti pascoli che raccoglie la notte stellata laggiù, al di sopra di Mittersill. La cerchiamo ancora, anche dopo la morte di un figlio sotto un bombardamento a Zagabria, sperando che essa ci condurrà da lui, al di là del velo: «È così semplice…». L’abbiamo detto in una conferenza prima della guerra, prima che fossimo imbavagliati: «È così semplice: ogni opera deve portare da qualche parte, ogni opera è qualcosa di nuovo…».
La compagnia del sigaro
Anton Webern è venuto a cenare da sua figlia Christine, in questo grosso borgo delle Alpi austriache. Ed eccolo sulla veranda, solo, dopo il pasto. Ha bisogno di raccogliere i propri pensieri. È venuto a prendere aria, e non prende mai meglio aria che inondandola del fumo di un sigaro. Poiché sua figlia ne detesta l’odore, è dovuto uscire. Il sigaro gli terrà compagnia, come un cane fedele, co...
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