
Kate Middleton e Charlène Wittstock, principesse abbandonate
Kate Middleton, una donna sola alle prese con la beneficenza. Da quando suo marito William è in giro per le Falklands, a lei non resta che tenersi impegnata con le più svariate gite di beneficenza. Nessuno la batte nell’elargire sorrisi alle folle, nel chinarsi sui bambini con la sua aurea elegante, nel raccogliere consensi e mazzi di fiori al suo arrivo. Talvolta sola, talvolta con la regina Elisabetta, che la porta con sé, avendone compreso l’importanza mediatica. Nell’ultima visita insieme, in occasione del gran tour per il Giubileo di Elisabetta II, Kate ha risposto alla domanda di una sconosciuta che le ha chiesto come andasse con William. «Mi manca tantissimo», ha risposto. William, per qualche altra settimana, dovrà stare al largo dell’Argentina e Kate sarà costretta a un nuovo periodo di singletudine. «Ma non sono sola, sono circondata da tante persone», ha continuato Kate. Uno di questi è senza dubbio Carlo, che si preoccupa sempre che la neo-nuora non si senta troppo sola a passeggio per le campagne inglesi e le mille e una stanza di Buckingham Palace.
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L’unica altra persona al mondo che può comprendere lo stato di Kate senza pensare “sei diventata duchessa e ti lamenti pure?” è Charlene, neo principessa in quel di Monaco. I titoli di giornali sulla bella sudafricana non sono mai troppo teneri; e le foto che la ritraggono in compagnia del marito sono fredde e lontane dai sorrisi di William e Kate. Gli scatti rubati del 2005/6, quando appena cominciava a frequentare il principato, la immortalavano bellissima, sorridente, piena di vita. Gli scatti odierni invece la riprendono sempre sola e triste. Charlene appare scavata in volto e molto impostata sia che si trovi su un red carpet alla notte degli Oscar, sia che si trovi alla presentazione di una mostra in onore di Grace Kelly. Acconciata come l’icona che fu di Hitchcock, e un vestito rosa magnifico, Charlene era stata incaricata da Alberto in persona di inaugurare la mostra. Ma è difficile pensare che le occhiaie che aveva come accessorio fossero solo frutto del jet lag.
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