Joe, il bambino cresciuto come Joella: «Ma io sono un uomo e stavo vivendo in una bugia»

Di Benedetta Frigerio
12 Agosto 2015
Il bambino che divenne un caso mediatico negli anni Novanta, racconta la sua storia. Lady Diana, i giornali, i talk show tv. Poi l'esame: «Maschio»

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«Ho sofferto a lungo per problemi relazionali e di amicizia, solo per colpa del fatto che non sapevo chi fossi»; «Tutti avevano superato grandi ostacoli per cambiare il mio certificato di nascita, tanto che non mi ero mai permesso di pensare al fatto che in verità ero un uomo»; «Mi sentivo come se la mia identità mi fosse stata rubata quando avevo un anno e la rivolevo indietro»; «Sono stato cresciuto in tutti i modi come una ragazza, quando invece ero un maschio».
Joe Holliday, icona della battaglia per il cambio di sesso in tenera età negli anni Novanta, ha scelto di raccontare in prima persona la sua vicenda sul Daily MailPer certi versi, anche se con esiti molto meno drammatici, la sua storia ricorda quella di Bruce Reimer, il bambino cresciuto come una bambina da uno dei guru dell’ideologia gender, John Money.

FEMMINA. Joe nacque il 24 gennaio del 1988 affetto da estrofia della cloaca, una rara malformazione della chiusura della parete addominale anteriore, dove non si è formata correttamente la separazione tra intestino e vescica. Dopo diverse analisi, alla fine dell’anno i genitori, entrambi diciannovenni, «persone comuni del villaggio di Pinchbeck», chiesero appuntamento «a un importante urologo di Great Ormond Street per discutere delle operazioni chirurgiche che mi avrebbero potuto aiutare». Per Joe «quell’incontro rappresentò un bivio cruciale nella strada della mia vita. La mia intera esistenza fu rivoltata». Dopo averlo visitato, il medico disse ai genitori che lo stavano crescendo nella maniera sbagliata e che il bambino doveva essere educato come fosse una femmina.

ICONA MEDIATICA. «È matto?». La madre, inizialmente, non volle dar retta al medico. Ma poi, convinta che dovesse fare qualcosa per il bene del figlio, acconsentì a effettuare il passaggio di sesso, affinché, come le disse il medico, si potesse «dare a voi stessi la possibilità di lasciar andare vostro figlio e dare il benvenuto a vostra figlia».
Fu così che Joe diventò Joella. I genitori si separarono e la madre sposò un altro uomo.«Al matrimonio portavo un abito lungo con fiocchi e fronzoli. Sapevo che non ero io, ma sopportavo tutto». La madre, per le difficoltà burocratiche a far cambiare il certificato di nascita di Joe, si rivolse alla stampa. Il caso arrivò sulle prime pagine dei quotidiani, coinvolgendo numerose celebrità dell’epoca. Su tutte la principessa Diana che inviò a «Joella» una lettera di sostegno per la sua battaglia.
«Avevo solo otto anni – ha scitto Joe sul Daily Mail -, e iniziai ad apparire agli show televisivi di prima mattina». E anche se «la maggior parte delle persone erano gentili» a scuola la situazione divenne insopportabile: «Alla scuola elementare ero vittima di un terribile bullismo». Dopo dieci anni di battaglie, nel 1998, la madre ottenne il cambio dei documenti; ci fu una «grande festa» e il suo nome riapparve «sulle prime pagine dei giornali». Nonostante ciò, «cominciai a percepire che la mia vita si complicava e nell’adolescenza cominciò una spirale che mi portò fuori controllo».

MASCHIO. Joella assumeva farmaci «per indurre la pubertà e far crescere il seno», ma capiva che c’era qualcosa che non andava. «Sapevo che non avrei mai avuto nessuna relazione» e che «non avrei mai avuto una famiglia». «Era come se non mi sentissi del tutto umano», ha scitto sul quotidiano inglese.
«Quando giocavo avevo sempre ruoli maschili, volevo essere il pompiere e l’eroe, mai la principessa». Ai piccoli segni della sua mascolinità, Joe cercava di trovare una spiegazione razionale. Se amava il calcio o le macchine, si diceva che anche molte ragazze avevano queste passioni. Se provava attrazione per le compagne, subito si autogiustificava: «E allora? Migliaia di persone sono gay».
Qualcosa, però, covava nel profondo. Così Joe/Joella pensò al suicidio e, dopo qualche visita per curare il suo stato depressivo, iniziò ad assumere farmaci per curare la sua angoscia:
«Ma mi sentivo ancora confuso e infelice». Così nel 2013, giunto ormai all’età di 25 anni, il ragazzo fu visitato da uno specialista del Pilgrim Hospital di Boston. Il medico lo sottopose al test del cromosoma. Pur sapendo che «questa era l’unica cosa che avrebbe risposto alla domanda sul mio genere sessuale», Joe non si era mai sottoposto al test per paura di provocare dolore e sensi di colpa alla madre. I risultati furono chiari: i cromosomi sessuali di Joe erano XY. Maschio.

IDENTITA’. Fu così che realizzò «che ero un uomo e stavo vivendo in una bugia». Fu allora che capì di aver sofferto a lungo «problemi relazionali e di amicizia, solo per colpa del fatto che non sapevo chi fossi» e che siccome «tutti avevano superato grandi ostacoli per cambiare il mio certificato di nascita, non mi ero mai permesso di pensare al fatto che in verità ero un uomo». E quindi «mi sentii come se la mia identità mi fosse stata rubata quando avevo un anno e la rivolevo indietro». «Sono stato cresciuto in tutti i modi come una ragazza, quando invece ero un maschio».
Oggi Joe ha smesso di prendere ormoni femminili ed è in attesa dell’intervento chirurgico per la ricostruzione dei genitali. Qualche tempo fa, ha ricordato, «un pensiero balenò nella mia mente: “E se mi accadesse qualcosa prima di riuscire a concludere il passaggio?”. È stato allora che ho capito che stavo facendo la cosa giusta. Il momento in cui ho capito che era tutto a posto».

@frigeriobenedet

Foto da Shutterstock

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102 commenti

  1. Emanuele

    @Bob, @Aldo (e Giovanna cc)

    Dubito fortemente della storia del blocco dell’IP… Ormai quasi nessuna rete usa IP statici, soprattutto wifi o 3/4G, e bloccare un singolo indirizzo avrebbe poco senso, basterebbe infatti scoonettersi per qualche minuto e riconnettersi. Andrebbe bloccato tutto il dominio, ma così si limiterebbe l’accesso a migliaia di persone, comprese quelle che postano senza trolleggiare… sarebbe controproducente per chiunque.

    Peraltro, io posto passando da un proxy pubblico (mi comprime i dati e risparmio mega sullo smartphone)… figuratevi se bloccassero quell’IP che danno farebbero.

    Se qualcosa è stato bloccato è qualcos’altro (Host name, Mac), dubito fortemente del messaggio ricevuto da Bob.

    Quindi, queste accuse di IP bloccato (peraltro senza bloccare né nick né account, dato che Bob può postare da un’altra rete) suonano un po’ strane…

    Comunque, caro Aldo , non abbiamo bisogno di questi mezzi… come puoi leggere Bob, Kim , Xyzkw, etc. Finiscono per intortarsi da soli… quando incalzati su temi specifici o fuggono, o fanno le vittime (dopo aver offeso chiunque abbia interloquito con loro), o si trincerano dietro i no comment… e queste non sono teorie, ma fatti.

    1. Emanuele

      P.S.

      …Peraltro è un po’ strano che bloccano l’IP di Bob e contemporaneamente smettono di postare anche Kim e Xyzkw… a meno che non siano tutti e tre la stessa persona…

      1. Bob

        Giusto per fare chiarezza : ho una rete fissa praticamente illimitata ed una rete mobile che mi basta solo per scaricare la posta.
        Quella che è stata bloccata è la rete fissa e di sicuro non intendo spendere soldi per comprare ulteriori mb per colpa del blocco che mi è stato messo.
        Come hanno fatto a bloccarmi? Cosa ne so? Non sono un informatico.

        Dite a Tempi di sbloccarmi e ricominceró a rispondervi. ☺

        E di sicuro non intendo sprecare neanche un singolo byte di connessione a pagamento per scaricare le accuse strumentali di Giovanna e adesso di anche do Emanuele.

        Buona vita a tutti voi.

        1. SUSANNA ROLLI

          E’ così bello prendere un nome e scrivere tranquillamente con quello!, perchè complicarsi la vita e…i nomi?

      2. giovanna

        Caro Emanuele, devo ammettere che pure a me, sul mio computer, è comparsa alcune volte la scritta “ip bloccato “, anche recentemente, magari inviando post troppo accalorati o forse troppi post, non saprei, con conseguente impossibilità di mandare qualsiasi ulteriore post.
        Ma il blocco è del tutto momentaneo e in poche ore si risolve.
        Quello che mi chiedo è che , se possono bloccare un indirizzo ip, possono anche individuarlo e dunque cercare di limitare l’horror-multi-nick, che inquina la discussione in modo inaccettabile, in proporzioni inaudite.
        E magari, una volta individuato, avvertire discretamente i servizi sociali o psichiatrici !
        non scherzo, certe sue frasi aggressivi me la fanno presumere una persona potenzialmente pericolosa : una che dà del catto-na zista al suo interlocutore in un sito cattolico…..
        Comunque, alla fine il nostro “diciassettenne RIccardo” si è rivelato alla grande e con lui, ovviamente, anche Bob !, nell’articolo sulla sessualità di Casadei !
        Ma dico io, con tutta la protervia che ci ha messo l’horror-multi-nick, chi poteva mai credere che questo aridissimo “riccardo” potesse mai lontanamente essere un diciassettenne ?? 🙂
        Su, ragazzi, un diciassettenne, un giovane maschio, che parla come una mortifera simil-femminista ???
        naaaa

        1. Emanuele

          …ho un minimo di esperienza in materia.

          Se c’è un troll, la prima cosa da fare è bloccare/sospendere l’account, in modo tale che la persona non possa più usare quell’ user/email.

          Infatti, come dimostra lo stesso Bob a cambiare IP oggi ci vuole un attimo. Peraltro, Bob poteva cambiare il suo IP dal pannello di configurazione del router.

          Di solito blocchi l’IP quando da quell’indirizzo arriva traffico anomalo: messaggi a ripetizione, bombing, etc. ed è una misura aggiuntiva al blocco dell’account.

          Ovviamente, ogni amministratore fa quel che vuole con la sua rete…

          Giovanna, quando ti hanno bloccato l’IP, potevi postare da altri dispositivi?

          Quando ti hanno sospesa, potevi p

          1. giovanna

            Guarda, caro Emanuele, senz’altro potevo postare da un altro computer, con la stessa mail bloccata nel primo computer, ma certo non sarei in grado di cambiare IP o simili e non mi interessa nemmeno, dato che non ho nulla da nascondere !
            Certo, il multi-horror deve aver sviluppato capacità notevoli in questo senso, dato che usa almeno un centinaio di mail ( è tracotante quando afferma con sicumera che la redazione di tempi ha i suoi dati ), ma non può avere un centinaio di computer e se si può camuffare l’IP, senz’altro ne usufruisce. Ma forse, usando in contemporanea una decina di nick, a volte il giochetto non le riesce del tutto.
            Infatti si lamentava molto che la bloccavano anche come Lucillo e giovanni cattivo e con altri nick minori.

          2. Bob

            Ciao Giovanna.

            Ho provato a seguire il tuo consiglio “mascherando” alcune parole del messaggio che il sito poteva ritenete bloccanti e ho potuto rispondere a Maria.

            Se riesco nei prossimi giorni rispondo anche agli altri post (ora il sito se scrivo 2 messaggi troppo ravvicinati men me li accetta, per cui devo aspettare um po’ tra una risposta e l’altra).

            Grazie! Per una volta sei servita a qualcosa 😉

            Però per piacere potete smettere di dire che sono un multinick?
            È davvero fastidioso e non aiuta il confronto sereno.

            Anzi per dirla tutta:fa girare le scatole e fa passare la voglia di restare con voi.

          3. giovanna

            Senti, vecchia imbrogliona, per quanto tempo hai intenzione di andare avanti con questo teatrino stomache vole ?
            Prima o poi ci sarà un modo, per vie legali o per vie tecnologiche , di evitare che continui a molestarci in continuazione.
            Il confronto sereno, finché continui a usare tutto il tuo horror-park-nick, te lo puoi scordare, poi detto proprio dall’horror “bob” , che è stato sbugiardato in lungo e in largo con prove provate !
            Ma , vecchia imbrogliona, hai mai preso in considerazione l’alternativa di cambiare aria per un po’ ?
            Farebbe bene sia a te, che, soprattutto a noi : siamo gente semplice, ci piace discutere e non essere presi per i fondelli , anche se si capisce che non lo fai del tutto apposta, a causa delle attenuanti psihiatriche.

  2. Bob

    Ho provato a rispondere a tutti (anche sull’altro articolo) ma Tempi continua a dire che il mio IP è bloccato per spamming e rifiuta i miei post (ora sto usando un’altra rete ma posso solo per poco tempo)

    Quindi vi saluto e vi ringrazio per la chiacchierata.

    A presto (se mi sbloccano l’IP).

    1. Aldo

      Quando Giovanna accusa uno di essere il multinick viene il suo ip viene sempre bloccato. I sa che sta teoria del multinick è molto simile a quella gender: creata a tavolino per avere facilmente la meglio sull’avversario.

      1. giovanna

        Brava: hai ai ammesso di essere il multi-nick-horror !
        Non credo ti blocchino l’IP per la mia segnalazione, o perché ti hanno individuato : non potresti intervenire più con le tue identità multiple !
        Più verosimilmente ti è scappata qualche volgarità di troppo, come ti succede spessissimo coi nick sguaiati !

        Guarda, per aiutarti in un percorso di consapevolezza, aggiorno i nick che sono venuti fuori finora :

        bob, xyzwk , filomena, lucilllo, valentina, lena, triestina, ena, elena, misericordiaocinismo, annaluzzi,unartistaecreativaassolutamentenonabortista, carolina, mariarossi, jenny, maria,
        maria grazia, pallo, aldo, k5600, prof, bifocale, ornella,,gianni,giada ,laura, ennio, fgh, elizabeth, eloisa, perconoscere,saba,diamante,associazionestreghe,augusta,mirella,carlo, gennaro,
        asia, giovanni, antonio, giovanni antonio, giovanni cattivo, vanda, valeria,sentinellaseduta,sanaan,sayad,g45678,paola,annapaola,massimo,flavia, sphyga, Ily, samuele, fabrizio, filippo, isabella,giulia,lavinia,percapire,luca, percomprendere, unacubistainpensione, saba, cirino, pirro, celso, rita, sandro, daniele, giuseppe, ambrogio, kim , sceriffo, riccardo…..
        elenco non esaustivo !
        ciao, vecchia imbrogliona !

        1. giovanna

          mi è saltata pure una riga !
          gennarino, ducati, gargamella, gelsomina, sganarello, garga45….

          1. Riccardo

            @Giovanna : sembri molto ”religiosa” nella tue liste di proscrizione, colpita dallo stesso ‘horror vacui’ dei poeti greci. A me fa ridere questa tua scrupolosità per cose così piccole. Una scrupolosità che ti porta , senz’altro, verso direzioni sbagliate, inducendoti a calunniare chi non si conforma al tuo pensiero, che ritieni – come una buona educatrice cattolica – dover essere l’unico.

  3. Maria

    Caro Bob, lungi da me dare giudizi morali nel campo degli orientamenti sessuali! La mia cultura classica e la mia mancanza di fede religiosa mi consentono di essere del tutto obiettiva e di accettare ogni orientamento sessuale nell’ambito delle libertà personali. Conosci i comportamenti sessuali dell’antica Grecia ? E quelli dell’antica Roma? E di altre culture e civiltà? L’omosessualità dovrebbe essere migliore della pederastia? E perché mai? L’omosessualità dovrebbe essere “naturale” e la pedofilia con un minore consenziente ( altrimenti sarebbe stupro) invece una perversione? E perché mai? Entrambe sono state sempre presenti nella storia umana. E l’accoppiamento con animali? Perversione? Non giudico, mi limito a constatare che in determinate situazioni è praticato. E l’incesto? Se nel rapporto fra due persone l’importante è l’amore indipendentemente dal loro sesso o status, perché condannarlo se basato su amore sincero e reciprocamente consenziente? Io affermo solo che per natura gli uomini si dividono in sesso maschile e sesso femminile, ovviamente necessari per la procreazione e per la sopravvivenza della specie. La coppia omosessuale, che desidera essere esclusiva e stabile, non può essere utile per la procreazione. E infatti non esiste ( fino ad ora, sempre pronta a ricredermi) una base genetica dell’omosessualità. Di conseguenza è un atteggiamento “culturale”, una scelta con cui la persona crede di realizzarsi al meglio. Quanto agli psicologi e alle loro definizioni sempre in evoluzione per adeguarsi alle pressioni e richieste “esterne”, lasciamo perdere!
    Quanto al caso di Joelle, ribadisco, i medici avranno pensato di fare il meglio per il bambino, ma seguendo la dottrina Money, che è un padre del gender e che , purtroppo, dopo la denuncia per il caso Brenda non ha subito nessuna débàcle, ma è morto rispettato e pieno di onori. Così va il mondo!

    1. Bob

      Ciao Maria,

      Provo a ri – postare il messaggio mettendo in po’ do spazi in alcune parole… vediamo se me lo accetta…

      La pe dof ilia è diversa dall’om osessu alità in quanto un minore non ha tutti gli elementi che può avere un adulto per valutare le conseguenze delle proprie azioni su di sé e sugli altri. Infatti viene vietato anche ai minori guidare, bere alcolici e votare. Per quanto riguarda gli aninali: davvero credi che un animale durante lo stu pro da parte di un uomo sia consenziente?

      Il taboo dell’inc es to è motivato dal fatto che a livello genetico causa problemi.

      Se però basi il metodo di giudizio sulla procreazione, allora anche le coppie sterili etero dovrebbero essere messe sullo stesso piano delle coppie omo. Non credi?
      Che dire più dei religiosi e delle religiose che hanno fatto voto di ca st ità? Che potrebbero procreare ma si rifiutano?

      Come puoi ben capire anche tu il criterio della procreazione non regge e per dimistrarlo non ho tirato in ballo elementi ideologici, ma solo elementi logici che anche un credente può capire (bello vero quest’ultimo passaggio retorico? Ad onor del vero devo ammettere che l’ho copiato dallo stile delle risposte del sito Am iciDo men icani 🙂 )

      Poi sostieni che quanto dicono gli psicologi è da lasciare perdere.
      A questo punto ti domando: se non dobbiamo dar credito alle conclusioni di una comunità che basa i propri studi su ricerche scientifiche ed è pronta a riconoscere i propri errori quando dimostrati, perché dovremmo ascoltare un altro gruppo di persone che invece si basa sull’interpretazione parziale un alcuni testi scelti tra tanti altri e scritti 2000 anni fa e che non accetta cambiamenti?

      Sull’articolo: non mi sembra di aver visto citato Money da qualche parte, solo che sono da un cellulare con banda limitata e anche volendo non posso controllare. Lascio questo compito ad altri.

      Spero di aver risposto a tutto.

      1. To.ni

        Non sei ben informato Bob , stai sbagliando tutto, te lo assicuro.

        1. Bob

          Ciao To.Ni

          Perché dici ciò?
          Prometto che ti leggo senza ribattere.

          1. To.ni

            Per esempio perché sull’incesto trovi ostacoli futili. E non ci vuole neppure molto a capire.
            (tralascio la pedofilia)

  4. Voler bene è aiutare a vivere la realtà uscire fiori dallarmonia di ciò che si è, è distruttivo.

    1. xyzwk

      Il problema è che l’uomo non è ininfluente nel determinare la realtà che lo circonda in quanto ne è parte attiva. Si tratta di capire come influisce e far sì che la determini per quanto possibile a proprio vantaggio, sicuramente non va percepito come una entità passiva facente parte di un tutto giá stabilito e soprattutto definitivo.

      1. To.ni

        xyzwk
        Pure i nazisti determinavano la realtà, lo facevano in maniera scientifica ed a proprio vanatggio. Lo so che tu intendi altro e che il tuo vantaggio pensi che è migliore di quello dei nazisti. Purtroppo non ti hanno conosciuto avrebbero imparato a fare le stesse cose in maniera più educata e civile.

        PS: Perchè non dici a Bob e Riccardo che il sospetto che regna nelle discussione è tutto merito tuo? Perchè non racconti le tue epiche imprese?

  5. Riccardo

    L’articolo è poco chiaro e scritto male, ma mi pare ovvio che ancora una volta mi trovo davanti quei casi di gente paranoica che venderebbe il proprio corpo pur di portare avanti la propria tesi : cioè che l’ideologia gender esiste e sta distruggendo il mondo e l’ordine divino-naturale delle cose.
    A dire la verità, dall’articolo risulta che fu il medico a proporre tale ”esperimento” per via di complicazioni fisiche, legate ad una malattia organica a quanto pare grave. I genitori, dei 19enni disperati (perché fare un figlio a 19 anni? ) hanno deciso di acconsentire all’intervento e così hanno cresciuto il figlio come una femmina. Se anche fosse vero questo fatto dell’ideologia gender, ti sei servita di un esempio sbagliato : in questo caso, infatti, il medico non era mosso da nessun intento ideologico, bensì da una semplice necessità pratica, a quanto pare, legata alla difficoltà di un intervento visto come troppo invasivo per un bambino appena nato. Ancora una volta,oltre che paranoici, vi dimostrate in cattiva fede. E’ stato un errore? Sì, perché il bambino ne ha risentito dal punto di vista psicologia, ma l’ideologia non c’entra niente, e come questo bambino, ce ne sono molti altri che soffrono per la ragione opposta : cioè perché sono maschi e hanno comportamenti effemminati e vengono perciò etichettati, o sono femmine e giocano con le macchinine ecc.. Anzi direi che questi ultimi casi superano di gran lunga quelli che voi ”paranoici cattolici” elencate nel vostro delirio.

    1. To.ni

      Credo che certi palati raffinati danno una lettura capziosa dell’articolo. Questo si limita a sostenere che ad un certo punto, alcune insigni personaggi hanno ritenuto di poter giocare al piccolo Frankenstein e che a fronte di un incidente nel corpo (come ne caso di Rainer e del nostro Joe), guidati dell’idea che l’orientamento sessuale fosse solo il frutto di un condizionamento sociale, si potesse trasformare un maschio in una femmina. Un convinzione evidente sulla quale Money ha costruito prima la sua fortuna e dopo, quando la realtà lo ha preso a calci, la sua débâcle.
      Oggi dubito che qualche medico si avventura in maniera così rozza ed avventata ad improvvisare una cura ma, dato che certi vizi sono duri a morire, si preferisce una via sociologica: più raffinata, discreta…subdola.
      Che certi cialtroni oggi hanno la sfrontatezza di sostenere (sulla loro autorevole parola) che “l’ideologia gender non esiste” non mi meraviglia in quanto sono forte della convinzione che se una società è stata in grado, con civile determinazione democratica di stabilire quando si inizia ed essere un essere umano, si hanno già gli strumenti per negare ed affermare tutto (per il principio che nel più c’è il meno)

      Complimenti Benedetta Frigerio, il suo bell’articolo è un monito che invita ad alzare il livello di guardia d’attenzione.

      PS: So benissimo che dare del cialtrone non è bello, ma non lo è neanche il dare dei paranoici.

      1. Bob

        Ciao To.Ni.

        Vedo che oggi il termine “capzioso” è venuto in mente ad entrambi…
        …la cosa mi preoccupa!
        (Scherzo ovviamente 🙂 )

      2. To.Ni

        Credo che da parte sia necessario un lavoro molto molto lungo di informazione ; La teoria di genere stabilisce semplicemente che esiste un genere sessuale in cui un bambino, al di là del suo sesso anatomico, può riconoscersi, e questo ‘genere’ può variare a seconda dell’individuo, può anche esprimersi in modi che non sono così dicotomici come l’ideologia cattolica tende a far pensare.
        Esistono bambini che, per tanti motivi, si vestono da femmina o giocano con bambole. Sono tutti dei transessuali latenti? No. Ciò significa che dovremmo impedire loro di crescere sviluppando, autonomamente, un proprio genere sessuale, che può essere diverso dal loro sesso anatomico? Neanche. In poche parole dovremmo lasciare i bambini liberi di scegliere e di crescere prendendo come riferimento anche modelli che magari possono ”non” adattarsi alla morale comune cattolica, viceversa viviamo in una dittatura che a me piace chiamare clerico-fascista. Il risultato di questo dittatura è l’enorme sofferenza psicologica arrecata ai danni dei bambini, ben esemplificato dal caso ”the sissy boy” di Kirk Murphy, su cui ti consiglio di documentarti.
        Qui non si tratta di obbligare nessuno a far niente. Si tratta proprio del contrario : di garantire una libertà che la chiesa cattolica da secoli a questa parte ignora e nega.

        1. Riccardo

          L’ultimo post di ”To.Ni” è scritto da me. Mi sono sbagliato nickname, volendomi rivolgere al mio destinatario.

        2. To.ni

          Riccardo

          La teoria di genere che per te stabilisce “semplicemente che esiste…” non è quella che vedo e giudico io. Anzi la tua “teoria di genere” rispetto ad un contesto sociale più ampio, dove si usa una vera e propria strategia educativa impositiva, si riduce ad una semplice razionalizzazione. Su ciò che scrivo sono informato e trovo offensivo chi si rivolge chiosando con “paranoici cattolici” “deliri” o parlando difronte ad una archetipo universale che fa parte di un inconscio collettivo, con radici formate all’alba del mondo, di “ideologia cattolica” dimostrando semplicemente che a 17 anni lo hanno ben inquadrato e caricato come una bestia da soma*.

          L’ideologia di gender a cui alludo io spesso è sapientemente, anche aldilà delle proprie intenzioni, ben definita da canuti personaggi che spaziano in un tutto lo scibile umano come sacerdoti del politicamente corretto: «La specie umana si va evolvendo verso un “modello unico’ le differenze tra uomo e donna si attenuano … e gli organi della riproduzione si atrofizzano. Questo, unito al fatto che, tra fecondazione artificiale e clonazione, il sesso non è più l’unica via per procreare, finirà col privare del tutto l’atto sessuale del suo fine riproduttivo. Il sesso resterà ma solo come gesto d’affetto, dunque non sarà più così importante, se sceglieremo o di praticarlo con un partner del nostro stesso sesso» (U. Veronesi).

          PS: Spero, perché non è mio intento offenderti (diversamente da te), che essere da soma*, come auspica Nietzsche sia un tratto provvisorio del tuo spirito, data l’età, e che diventi un leone prima e un bambino dopo…

      3. Andrea udt

        se volete essere coerenti dovete ammettere che a giocare al piccolo frankestein e’ stato il padre eterno. i medici hanno fatto quel che potevano con le competenze di 25 anni fa.

        1. To.ni

          Resta da capire su quale competenza e su quali valutazioni empiriche è stata formulata 25 addietro una cura di quel tipo . E questo al pari di quella che ha portato Morley a sostenere teorie sull’identità di genere «per definire se una persona si percepisce come uomo o come donna, indipendentemente dall’imprinting genetico e dalla conformazione dei genitali, per cui l’identità di genere rappresenterebbe la categorizzazione di un individuo come maschio o femmina, oppure omosessuale, lesbica, transessuale, bisessuale (GLBT), oppure sessualmente fluido» o a ritenere che «l’identità sessuale è sostanzialmente un prodotto della società e, pertanto, duttile e malleabile alla nascita».

          PS: credo che il discorso fatto da Maria è stato criticato ma non affrontato. Liquidato dietro l’indignazione facendo del moralismo. Che esistono elementi che vengono ignorati e che sarebbe bene ricordare.

    2. Emanuele

      …ho mostrato sopra che la faccenda ha molti aspetti ideologici, (infatti sono stati trascurati aspetti medici importanti come il genotipo, i livelli ormonali, la percezione di se del paziente, etc) concentrando tutto sulle gonadi e sull’educazione.

  6. Emanuele

    @Bob

    Sinceramente, leggendo l’articolo in inglese, non riesco a vedere la malafede in questo articolo. Certamente, la giornalista sottolinea alcuni punti secondo la sua sensibilità, ma non mi pare che abbia stravolto la vicenda né l’abbia strumentalizzata come pari asserire.

    il sesso, come ben saprai si basa su vari aspetti, sesso psicologico (come il soggetto si percepisce), sesso ormonale (legato al dosaggio e funzionamento degli ormoni androgeni, estrogeni, etc.), sesso gonarico (legato all’aspetto e funzionalità degli organi sessuali), sesso cromosomico (genotipo XX e XY), sesso genetico (legato ai geni che regolano i fattori di cui sopra, anche in presenza o assenza anomalie genomiche). Il disallineamento di uno o più di questi fattori comporta problemi più o meno gravi, alcuni curabili, altri no.

    Dall’articolo si evince che non tutti questi fattori (ben noti negli anni ’90) sono stati analizzati prima di prendere una decisione che, scusa se insisto, pare più ideologica che medica. Infatti, stando alle dichiarazioni, Joe pariva un maschio (un semplice test cromosomico lo avrebbe confermato in pochi giorni!)

    “i medici mia nascita pensarono che probabilmente ero un ragazzo – la struttura genitale era incerta ma probabilmente più maschile che femminile – hanno detto mia madre, senza dubbi, che non sarei mai stato in grado di funzionare come un uomo” (scusate la traduzione maccheronica…).

    Non sappiamo quali esami abbia fatto il secondo urologo, ma la sua dichiarazione cozza con il genotipo (che o non ha fatto o ha ignorato) e pare abbastanza ideologica.

    ” ‘Si sta crescendo questo bambino come il sesso sbagliato’, ha detto. ‘Questo bambino ha bisogno di essere cresciuta come femmina.’ ”

    L’endocrinologo consultato da Joe, rincara la dose. Nonostante i test cromosomico, nonostante gli ormoni di Joe fossero maschili (e tenuti a bada da ormoni femminili medicinali).

    ” ‘Il test cromosomico non dovrebbe essere preso isolatamente,’ diceva. ‘Dobbiamo trattare questi risultati come una piccola parte di una figura’. ‘Ma i risultati sono stati XY?’. ‘Be’, sì, ma a causa dell’estrofia della cloaca, i tuoi organi riproduttivi non si sono svilupatti e la classificazione come femmina è stato fatto appropriatamente ‘ ”

    …cioè si sono concentrati solo sul sesso gonarico, senza tenere conto degli altri fattori ed un solo tassello ha rappresentato l’intera figura di Joe.

    Certamente, Joe è vittima, se non dell’ideologia, di numerosi errori medici che, scusa se insinuo, sono stati facilitati da una visione ideologica della sessualità. Infatti, l’urologo pensava che una semplice educazione femminile avrebbe fatto di Joe una donna… purtroppo, nella sua semplicità Joe ha colto il succo:

    “Il genere è molto più che una questione di vestiti o di condizionamento. Sono stata cresciuta come una ragazza in tutti i modi, ma ero assolutamente un ragazzo.”
    ____

    Ora, scusa se mi permetto di criticarti, ma la soluzione a questi problemi non è inventare vie di mezzo tra un sesso ed un altro, soprattutto quando non ci sono anomalie cromosomiche o genetiche. Joe era ed è a tutti gli effetti un uomo (come dice lui), non aveva bisogno di una terza via. Né i suoi problemi sono da imputare ai classici stereotipi maschili e femminili.

    Quello che si è fatto è cercare di contrastare la realtà dei fatti: Joe era un uomo con un corpo mutilato e disabile. Come tale andava cresciuto ed educato, come viene fatto solitamente (la sua situazione è rara, ma le malformazioni ai genitali, non sono così rare). Invece, si è pensato che la semplice educazione risolvesse tutto.

    E neppure si può procedere come sostieni tu: lasciare decidere a Joe in base a come si sente. Joe è nato così ed aveva bisogno di aiuti per formare la sua identità (sessuale compresa). Non si poteva dirgli tu sei né X né Y, ma una specie di Z, una terza via… Non si poteva perché non era la realtà.

    E la realtà si ribella sempre: con un finale positivo (almeno speriamo) per Joe, tragico per Bruce.

    1. Bob

      Ciao Emanuele.

      Io lo avevo inteso nel senso che ho scritto. Andrea anche. E, a scanso di equivoci, dichiaro che non siamo la stessa persona e non ci conosciamo. Tu invece hai trovato un altra lettura: possiamo quindi dire che l’articolo è quantomeno ambiguo?

      1. Emanuele

        Quale, quello del Daily mail o quello di tempi? …Penso ti riferisca a quello di Tempi, perché l’originale è una cronistoria con qualche commento del protagonista, Joe…

        Comunque, non critico la lettura che tu hai dato dell’articolo anche se sei partito un po’ troppo in quarta: “È incredibile quanto siete in malafede: siete capaci di manipolare anche un caso medico che nulla ha di ideologico pur di sostenere le vostre ideologie di parte”… insomma, se era ambiguo, forse era meglio essere più moderati, no?

        Più che altro sono scettico sui contenuti, ad esempio:

        “Rileggendo il tutto mi viene quasi da pensare che il problema non si sarebbe presentato se nella società inglese di allora gli studi di genere ( quelli veri, non la versione falsata e grottesca che viene spacciata per “teoria del gender”) fossero stati elementi della cultura comune: in quel caso Joe avrebbe potuto crescere come ermafrodito in attesa di capire la propria natura e scegliere poi in seguito, senza che gli venisse imposto un genere rigido come “maschio” o “femmina “, con tutti gli stereotipi che vengono di conseguenza. Con pace e serenità di tutti, Joe per primo.”

        Il problema è che Joe non è ermafrodito, non è affetto da sindromi tipo Turner, XXY o altro. E’ nato malformato, ma uomo a tutti gli effetti (lo conferma il test cromosomico e gli ormoni maschili funzionanti).

        …infine una domanda (può parire provocatoria, ma non vuol esserlo): come dovrebbe essere cresciuto un ermafrodito? …da padre sia di maschio che di femmina, un bambino si identifica sessualmente con una delle due figure molto presto (ad esempio, i maschietti vogliono fare pipì impiedi, come il papà; le femmine sono attirate dai trucchi della mamma, etc.), mi pare praticamente impossibile evitare comportamenti “sessuati”, magari involontari, all’interno di una famiglia.

        1. Bob

          Ciao Emanuele,

          Sono partito in quarta tanto era lo sgomento nel vedere una tale strumentalizzazione.

          1. Emanuele

            …Terzo cambio di opinione: da articolo manipolatorio ad articolo ambiguo, ora da ambiguo a strumentalizzante… ti sei deciso? Altri cambi?

            Comunque, appurato che l’articolo non ti piace, saresti gentile se volessi rispondere alle mie domande… grazie.

          2. Bob

            Dove vedi i cambi di opinione?
            Io ho parlato di malafede e manipolazione della notizia. Il termine “strumentalizzazione” non mi sembra in contrasto con il concetto suddetto.
            Poi ho detto “quantomemo” ambiguo.
            Che significa “come minino” (diz. Sabatini coletti), quindi ancora non vedo contrasti.

            Perdonami ma ho di meglio da fare che stare qui a fare capziose disquisizioni sulle sfumature lessicali.

            Per quanto riguarda l’educazione, sono sicuro che ci sono persone più esperte di me per risponderti.
            Potresti intanto leggere le linee guida dell’OMS.

          3. Giovanna

            Certo che sentir parlare di malafede e manipolazione dal nostro multi nick horror preferito è decisamente comicissimo!
            Ciao, vecchia imbrogliona….”bob” !?

            Per quanto riguarda
            “Riccardo” non ho tempo di approfondire, ma certo un terzo nick d’appoggio sarebbe solo leggermente sotto la media, a fine discussione poi, quasi un must !

          4. Bob

            È triste vedere che quando non avete più argomenti sensati per sostenere le vostre posizioni scatenate Giovanna con il suo bagaglio di maleducazione e di insulti pur di zittire l”interlocutore.
            D’altronde una volta era peggio: usavate direttamente il rogo.

            Beh. Grazie Giovanna per aver dimostrato che questo articolo è indifendibile con argomentazioni razionali.

            Ps. Non sto più neanche a dirti che non sono un multi-nick, tanto oramai ti sei incancrenita in questa teoria, come l’unghia di un vecchio, che temo sia impossibile farti cambiare idea.

            Ma dove sono i moderatori di tempi in questi casi? Non dovrebbero cancellare i commenti offensivi, specie se reiterati come nel tuo caso?

          5. To.ni

            Ciao Bob

            In effetti caro Bob la tua potenza argomentativa ci ha sfiancato e la conseguente disperazione di chi si vede messo in un angolo con di fronte la cruda verità di non aver capito nulla nella vita, ci induce a scatenarti anche l’inferno

            PS : Bob, naturalmente scherzo e credo che tu tenda troppo a sopravvalutarti. E sui “roghi” dimostri la solita comune banale superficialità.

            Ah, Bob …dimenticavo, Giovanna ha le sue ragioni a sospettare di te visti i precedenti in passato.

          6. Bob

            Ciao.
            Sì, però è più fastidiosa di un erpes che rispunta sempre nei momenti meno opportuni! io non mi sono mai permesso di darle della vecchia imbroglioni matta come invece fa lei.

            Credimi che questa è la risposta più educata che potevo darle: oltretutto questa è l”impressione che da e credetemi sta facendo fare una pessima figura a tutti voi. La gente poi generalizza, vedi anche la risposta di Riccardo (che io non conosco ).

            Poi, per carità, a me potrebbe andare anche bene che attacchi tutti i nuovi venuti e vi faccia passare per intolleranti e vittimisti. 🙂

            Ti ringrazio per il feedback sul mio modo di pormi: vedrò di veicolare i concetti in modo più oggettivo.

            Ps: ma non c’è modo di farle cambiare idea?

          7. Bob

            Ciao To.Ni.

            E allora io avrò le mie ragioni a mandarla esplicitamente a pescare la prossima volta.

            Io non mi sono mai permesso di insultarla mentre lei apertamente lo fa tutte le volte. Credimi, la mia è stata la risposta più educata che in queste situazioni le si potesse dare.

            Oltretutto non è la prima volta: purtroppo non perde occasione di sfoggiare il suo repertorio di offese nei confronti sia miei che dei nuovi venuti (vedi Riccardo).

          8. Riccardo

            Giovanna, mi spiace contraddirti, ma sono un ragazzo di 17 anni e , con tutti i problemi che ho (credimi non sai quanti), non avrei proprio tempo di scrivere con più nick (e poi a che pro?), né gli altri hanno bisogno di essere sostenuti da me( chi sono questi ipotetici ”altri” ? l’utente bob che nemmeno conosco e di cui non ho neanche letto l’opinione?)
            E’ proprio vero che voi soffrite di una mania del sospetto, che vi porta a pensare di essere perseguitati in qualsiasi circostanza, e vedete sempre cattive intenzioni anche quando non ve ne sono. Dovreste modificare questo stile di pensiero, perché di certo non permette un dialogo costruttivo e sano.

          9. giovanna

            Scusa.” Riccardo” ma non so se ti rendi minimamente conto di aver scritto come se fossi un frequentatore abituale , con la solita pappardella che usa il multi-nick horror e con alcune sue lamentele ricorrenti , per esempio le accuse di non volere “mai” il dialogo : curioso per essere un diciassettenne che si affaccia nuovo nuovo, non trovi ? !
            E, lasciatelo dire, non hai niente del diciassettenne, semmai di una vecchia carampana che i diciassettenni non li vede manco col binocolo, mentre abbonda con le solite lagne ammuffite di bambole e macchinine !
            Un diciassettenne non dovrebbe vivere nel millennio scorso e parlare come una coda e arida femminista !
            Ma non ti preoccupare, si capirà meglio in seguito chi sei.

            Per esempio ,” Bob”, prima di sbroccare di brutto e mettersi ad insultare in modo volgare, in altra discussione, ci ha messo un po’ di tempo !

            mi cito :
            “Caro Bob, ti è andata male, sto poco bene e ho del tempo da perdere….dalla ricerchina è uscito che hai postato come Bob in un articolo ( guarda caso, argomento Humanae vitae, stessa tua posizione ), in cui era già massicciamente presente il multi-nick con i nick Filomena e Valentina ! E un altro articolo in cui il multi-troll si presenta come Filomena, Jenny ed Ennio , in cui pure fa un commentino il nostro Bob !
            Dunque, un Bob che , lettore e anche raro commentatore, come ammesso dicendo di aver usato già il nick Bob, che fa finta di non essere mai incappato nel multi-troll, di non conoscere i multi-nick-horror citati, avendo commentato sotto gli stessi articoli, e mi cade dalle nuvole in questo modo….fa proprio ridere i polli.
            Ciao ciao, Bob !”

            Comunque,” Bob”, hai veramente una faccia come il c, va a finire che ti devo fare i complimenti : sarà la tua problematica di autismo, ma in vita mia non ho mai , mai, mai incontrato una faccia di c. come te e le tue cento personalità multiple.
            Sono sinceramente ammirata.

            Ma io volevo chiedere alla redazione : se potete bloccare l’indirizzo IP, si vede che in qualche modo lo potete individuare.
            Possibile che non i possa individuare il multi-nick horror ?
            Dico, avrà centinaia di nick, avrà centinaia di mail , ma non può avere centinaia di computer !
            Attenuanti psichiatriche o non attenuanti psichiatriche, non si può subire sempre tutto questo menzognero teatrino, che va avanti da anni ormai !
            Ma per voi è accettabile una simile montatura ?
            Senza contare che potreste salvare delle vite umane ! 🙂

          10. Emanuele

            Caro Bob,

            non ho dubbi che esistano persone più esperte di te e di me… ma allora perché ti metti a parlare di ermafroditismo, parafilie, disturbi di genere, indicazioni terapeutiche su come doveva essere trattato Joe?

            Scusa, ma mi pare che stai cercando di prendere tempo per evadere alle domande. Ci sono in sospeso quelle di Maria e le mie…

            Hai postato con estrema sicurezza ed arroganza, affermando che la giornalista ha manipolato la notizia, hai citati il DSM, hai discusso di storia, ha espresso critiche sulla moralità dei cattolici… ora tutto ad un tratto non sei più esperto!

            Non ti sto chiedendo un trattato, ma la tua opinione… del resto hai copiancollato abbondantemente da Wikipedia ed altri siti… non potevi riportare qualche passaggio dell’OMS? Ti si è rotto il tasto ctrl?

            P.S.
            …Giovanna ha un certo fiuto per scovare i troll che si nascondono dietro nick di appoggio. Devo dire che la tua exit strategy (prima accusando gli altri di porre tranelli, poi tergiversando, infine usando la falsa modestia) ricorda molto quella dell’amico Xyzkw… mi viene anche il sospetto che siete in due ad usare lo stesso nick, alternando post più dialoganti a commenti molto provocatori… comunque a pensar male si fa peccato…

  7. xyzwk

    @Giannino
    È un po’ troppo facile scaricare sul fascismo le leggi campioni di ingiustizia come la legge di famiglia nel codice civile prima della riforma del 75, come se la Chiesa non avesse condiviso certe posizioni che peraltro voi auspicate ancora oggi ad ogni piè sospinto sul ruolo della famiglia. Del resto i patti lateranensi, la Chiesa non li ha fatti con qualche pericoloso comunista mangia bambini, ma proprio con Mussolini in persona. Non sarà un caso!!!!
    Se solo avessero aspettato qualche decennio, probabilmente in Costituzione non avremmo quella iattura dell’art.7.

    1. To.ni

      xyzwk
      Scusa se intervengo.
      La iattura sei tu, imbrogliona cronica. Nessuna legge ti obbliga a sposarti. Ma possono esistere leggi che impongono atteggiamenti responsabili rispetto a coniugi e figlichee non permettano a gente bacata come te a devastare le loro vite. Solo questo… … prego continua la discussione

    2. Emanuele

      Cara, aspetto ancora la risposta sulla questione Planned Parenthood che mi avevi promesso giorni fa… ho postato sull’utlimo articolo sul tema, dato che qui è OT.

      …che fai, fai finta di nulla, utilizzando l’ennesimo argomento fallace, la reductio ad Hitlerum?

    3. Giannino Stoppani

      “Come se la chiesa non avesse condiviso…”
      Come se tu avessi almeno una vaga idea di cosa ha condiviso, condivide e condividerà la Chiesa.
      Fammi il piacere.

  8. Maria

    In questo caso l’ideologia del gender c’entra indirettamente. Le frasi in ‘inglese riportate da Bob spiegano meglio la situazione, che non mi risultava chiara. Si tratta, se ho capito bene, di un caso di malformazione che non permetteva di identificare bene i genitali maschili, per cui l’urologo ha optato per il sesso femminile, ritenendo che bastasse educare il bambino come una bambina. E qui siamo in piena dottrina “Money”. Invece la natura maschile di Joelle si ribellava allo status imposto e generava sofferenza. Quando il test genetico ha CONFERMATO la sua natura maschile, le cose sono andate meglio e la “tecnica chirurgica” si è impegnata a costruire al corpo maschile gli attributi che gli sono propri. CONFERMATO: se alla nascita era stato dichiarato maschio, vuol dire che qualche elemento a favore di questa identificazione ci doveva essere anche allora.
    Detto questo, l’ideologia gender c’entra perché anche questo caso, come quello di Brenda, dimostra che l’educazione e perfino le invasive manipolazioni mediche sul corpo e sulla psiche non possono cambiare l’identità sessuale genetica, che va assecondata e confermata dall’educazione per uno sviluppo equilibrato della persona umana. Sviluppo secondo natura, perché in natura ci sono solo due sessi, tranne patologie accertabili e casi di vero ermafroditismo. Confondere l’identità sessuale con l’orientamento sessuale è la grande manipolazione mediatica e lobbistica per sostenere l’ideologia del gender, l’omosessualità e atteggiamenti affini. Orientamenti sessuali plurimi esistono storicamente e culturalmente da sempre, perché l’uomo a differenza degli animali non segue solo l’istinto, ma sceglie chi amare e quale piacere sessuale esercitare sulla base di fattori non genetici o comunque iscritti nella sua natura corporale, ma sulla base di spinte, condizionamenti, convinzioni, imitazioni, scelte ecc della cultura e dell’ambiente in cui nasce e viene educato. Quando troveranno la causa genetica, e quindi naturale, dell’omosessualità, della pedofilia, della zoofilia erotica, della necrofilia ecc. , mi arrenderò ai fatti e cambierò il mio pensiero.
    Consiglio a Bob di leggere senza paraocchi il testo della Miriano e meditare al di fuori degli stereotipi , che sentiamo continuamente affermare come verità , dei quali si è servito nei suoi interventi. E’ buffo come chi si nutre di stereotipi propinati da una certa pseudocultura sia sempre pronto a denunciare quelli di chi non la pensa nello stesso modo.

    1. Bob

      Ciao Maria.
      Grazie per avermi spiegato il tuo punto di vista.
      Non mi sento però di risponderti per un semplice motivo:
      Tu scrivi: “Quando troveranno la causa genetica, e quindi naturale, dell’omosessualità, della pedofilia, della zoofilia erotica, della necrofilia ecc…”
      Quindi metti sullo stesso piano l’omosessualità con la pedofilia, la zoofilia etc…
      Questo basta a farmi capire che stai dando un giudizio morale a priori che giudica la cosa come patologica e sbagliata, quindi non credo che un confronto basato sul ragionamento logico sia perseguibile.
      Altrimenti dovrei risponderti che io sto attendendo che mi dimostrino che il cattolicesimo, i tarocchi, babbo natale e le creme di wanna marchi hanno basi scientifiche. (Non offendetevi, è solo un esempio).

      1. Emanuele

        Caro Bob,

        vedo che l’accostamento tra omosessualità ed altre parafilie ti ha infastidito, perché? Cos’altro sarebbe l’omosessualità se non una parafilia, cioè un’attrazione esclusiva (eccetto la bisessualità) verso organi/comportamenti pseudo sessuali non finalizzati alla riproduzione?

        Ora zoofilia, pedofilia, etc., in sé sono attrazioni innate, parafilie, e non scelte dal soggetto e su esse non si possono formulare giudizi morali (eventualmente si possono formulare sui comportamenti, quali l’abuso sui minori, ma non sulla pulsione in sé).

        Quindi la domanda di Maria è perfettamente logica, anche se posta in modo discutibile. Esistono basi biologiche per le parafilie o sono solo culturali / comportamentali?

        1. Bob

          Ciao Emanuele.
          La definizione di parafilie che ho trovato io è un po’ diversa da quella scritta da te: la procreazione non c’entra nulla e l’omosessualità non è compresa:

          “In ambito psichiatrico, psicopatologico e sessuologico, con parafilia (dal greco para παρά = “presso”, “accanto”, “oltre” e filia φιλία = “amore”, “affinità”) s’intendono pulsioni erotiche connotate da fantasie o impulsi intensi e ricorrenti, che implicano attività o situazioni specifiche che riguardino oggetti, che comportino sofferenza e/o umiliazione, o che siano rivolte verso minori e/o persone non consenzienti[1][2].”
          Wikipedia.

          L’omosessualità è dal 1987 che non è più considerata una Parafilia.
          Per questo trovo il paragone poco felice.

          1. Emanuele

            La versione Inglese di Wikipedia, cita sempre il DMS IV, ma riporta una definizione più generica:

            “Paraphilia is the experience of intense sexual arousal to atypical objects, situations, or individuals”

            Money definisce così le parafilie: “a sexuoerotic embellishment of, or alternative to the official, ideological norm.” (wikipedia)

            …lasciando da parte il politically correct, l’omosessualità rientrerebbe appieno in queste definizioni (atypical situations, alternative to official norm).

            Comunque, vedrai che parafilie e omosessualità presto si rincontreranno. Leggiamo infatti nel DMS V:

            “The DSM-V make a distinction between paraphilias and paraphilic disorders. […] One would ascertain a paraphilia (according to the nature of the urges, fantasies, or behaviors) but diagnose a paraphilic disorder (on the basis of distress and impairment). In this conception, having a paraphilia would be a necessary but not a sufficient condition for having a paraphilic disorder. […] This approach leaves intact the distinction between normative and non-normative sexual behavior, which could be important to researchers, but without automatically labeling non-normative sexual behavior as psychopathological. It also eliminates certain logical absurdities in the DSM-IV-TR. In that version, for example, a man cannot be classified as a transvestite—however much he cross-dresses and however sexually exciting that is to him—unless he is unhappy about this activity or impaired by it. This change in viewpoint would be reflected in the diagnostic criteria sets by the addition of the word “Disorder” to all the paraphilias. Thus, Sexual Sadism would become Sexual Sadism Disorder; Sexual Masochism would become Sexual Masochism Disorder, and so on.”

            Tale definzione ricorda tanto il passaggio dove si distingueva l’omosessualità egosintonica da quella egodistonica. Tant’è che la Prof. Alice Dreger dichiara che la precedente definizione è:
            “a subtle way of saying sexual kinks are basically okay – so okay, the sub-work group (il gruppo che lavora al capitolo delle parafilie nel DMS V, NDR) doesn’t actually bother to define paraphilia. But a paraphilic disorder is defined: that’s when an atypical sexual interest causes distress or impairment to the individual or harm to others.” …proprio come nel caso egodistonico.

            Se poi teniamo conto che la revisione del DSM IV eleva il relativismo a criterio clinico: “The diagnosis and classification of paraphilias across cultures or religions is complicated by the fact that what is considered deviant in one cultural setting may be more acceptable in another setting”

            Il cerchio si chiude: il problema non sono le parafile, ma la società che non accetta questi comportamenti, solo perché bizzarri, inusuali o contrari all’ordine precostituito. Così nella versione 6 o 7 del manuale, finalmente potremo leggere che le parafilie sono varianti naturali del comportamento umano.
            ___

            Comunque, poco felice o no, la domanda di prima resta valida… esistono basi biologiche o solo culturali?

      2. To.ni

        Caro Bob, non si fa così. Stai facendo il furbo . Maria ha legittimamente sviluppato un ragionamento coerente al quale tu ed altri vi sottraete con queste solite e consumate formulette: “è una provocazione”, “come ti permetti a mettere sullo stesso piano ” …ecc.

        PS: quando Robert Spitz ha emendato il DSM togliendo tra le patologie l’omosessualità (sarebbe interessante 🙂 approfondire come è successo) , un intervistatore gli chiese se avesse in mente di cancellare dal manuale il feticismo o il voyeurismo. Spitz rispose sarcasticamente : “Non ho riflettuto molto su questi problemi forse ciò è dovuto al fatto che feticisti e voyeuristi non si sono ancora organizzati e non ci hanno forzati a farlo”.

        1. Bob

          Ciao To.Ni.

          Il fatto che Maria abbia inserito quel paragone fa sì che qualsiasi difesa possa portare verrà intesa come difesa anche delle perversioni da lei citate. E questa è una trappola.

          Tornando alle parafile : Quindi il DSM è sbagliato?

          1. To.ni

            Tra le formulette c’è pure “una trappola”. Eppure è una questione di coerenza.

            Sul DNS, quello che ho scritto una idea dovresti fartela su come funzionano gli aggiornamenti. Vedi tu

          2. Emanuele

            …Caro Bob, non fare lo struzzo 🙂

            Se l’argomento ha basi solide, non c’è trappola che funzioni… se affermi ciò, pare tu sia un po’ traballante riguardo i tuoi argomenti e cerchi di uscirne in qualche modo: giudizi morali, trappole, provocazioni…

            Sulla questione parafile, ho postato sopra. Si deve rilevare comunque una cosa: l’APA cambia idea abbastanza frequentemente…

    2. andrea udt

      gentile maria.
      scrivo col cell quindi non mi dilungo.
      il martellante e ciclico accostamento fra fra omosessualita e pedofilia zoofilia (e coprofagia no eh?) e disgustoso.
      e pure poco cristiano direi.
      magari troveremo anche le “cause genetiche” dei pregiudizi.

      in quel caso si fara’ curare?

  9. Gian Paolo Galasi

    Ancora con questa ideologia gender. Ne avete fatto una malattia.

    1. yoyo

      Se non tentassero di propinarcela in tutti i modi non ci sarebbe ragione di insistere.

    2. To.ni

      E’ una strategia dire che non esiste?

      1. Gian Paolo Galasi

        Non è una strategia, è che nessuno di coloro i quali ne sono considerati portatori ci si riconosce.

        1. To.ni

          Questo può essere solo una furbata.

          1. Gian Paolo Galasi

            Se non ti fidi a prescindere, è inutile discutere.

          2. To.ni

            E tu perché non ti fidi di me?

          3. Gian Paolo Galasi

            Non c’entra nulla questo discorso.

          4. To.ni

            Io dico che l’ideologia gender esiste, e ti dico di fidarti … perché non c’entra nulla?

          5. Gian Paolo Galasi

            Ho amici transgender impegnati nel sociale e non ho mai visto nessun segno di ideologia gender da parte loro.

          6. To.ni

            I tuoi amici .. non bastano. Neppure i miei

          7. SUSANNA ROLLI

            Guarda meglio!

    3. SUSANNA ROLLI

      ..Pensa che sta entrando nelle scuole, a curare gli “ammalati” mentali dei nostri figli, che sono stati “educastrati” dai genitori -per dirla alla MicheleL- e così ci pensano gli insegnanti della rieducazione mentale, con tanto di pratica sessuale..Follie del modernismo!, e noi ci siamo dentro! Puah!

  10. Emanuele

    Ci sono i prestigiosi studi, poi c’è la realtà… ma anche in questo caso peggio per la realtà…

    Clamorosi errori a fin di bene, così salviamo capra e cavoli … Ma se aveva questi difetti genitali così evidenti, com’è che la madre ha dovuto lottare anni per registrarlo come femmina? Com’è che il test DNA lo hanno fatto solo molti anni dopo?

    1. Bob

      È incredibile quanto siete in malafede: siete capaci di manipolare anche un caso medico che nulla ha di ideologico pur di sostenere le vostre ideologie di parte. Il “giender” (come lo chiamate voi) in questo caso non c’entra niente. È un caso medico in cui in assenza di elementi certi i genitori si sono trovati di fronte alla necessità di fare una scelta difficile e dolorosa:

      “…
      my abdomen, pelvis and entire mid-section were so malformed, so incomplete, that no one actually knew the answer to her question.”

      Inoltre è evidente dall’articolo che il motivo del bullismo verso Joe era l’uso dei pannolini e non il suo essere presentato come femmina:

      “By stark contrast, I was being horribly bullied at primary school. I’d always worn a nappy and colostomy bag — I had no choice — which was common knowledge in the village.

      The kids at school could be vicious. They’d surround me and pull my skirt up to try to look at my stomach, laughing and pointing.

      Once they dragged my tights down and exposed my nappy, then ran off cackling while I straightened myself, horribly demeaned. I began to hate school with a real passion.”

      Il punto invece che evidenzia un reale dramma per la famiglia è la descrizione delle difficoltà che la società di allora ha posto al tentativo messo un atto dalla madre di registrare il cambio di sesso: e questo non è supportato da motivo reali ma solo dal fatto che alla nascita, non avendo elementi certi, era stato dichiarato maschio arbitrariamente e quindi per la società per bene e bigotta del tempo non si potevano accettare ripensamenti:

      “She’d assumed it would be a simple procedure to have the official listing of my sex altered from male to female, but in the early Nineties, the law was adamant it couldn’t be done.

      If I was a boy at birth, I was a boy for life.”

      Riassumendo:
      – il giender non c’entra
      – la famiglia ed i medici hanno fatto del loro meglio per aiutare una persona in difficoltà, cosa che invece non ha fatto lo stato con le sue leggi e la comunità scolastica.
      – il pubblicare questo articolo e usarlo per sostenere teorie omofobe (ok, non è scritto chiaramente ma l’intento è palese) è semplicemente inaccettabile.
      -il giender non c’entra.

      Ps. Il primo che commenta dicendo che sono un multi-nick può serenamente andarsene a pescare. Non sono un multi-nick ed ho sempre e solo usato questo nick.

      PPS. È vero che avevo scritto giorni fa che non avrei più commentato, ma davanti a questa strumentalizzazione non ho resistito.

      PPPS: nel caso non fosse chiaro: il giender non c’entra con questa notizia.

      1. To.ni

        Non conosco l’inglese

        «Sono stato cresciuto in tutti i modi come una ragazza, quando invece ero un maschio».

        Ha qualche significato nel contesto del discorso? E’ una frase inventata e/o tradotta male?

        1. Bob

          Ciao To.Ni.

          La frase è tradotta giusta e la situazione, per come l’ho capita leggendo l’articolo originale, e stata originata dalla malformazione di Joe che non permetteva una assegnazione certa al genere maschile piuttosto che femminile.
          Rileggendo il tutto mi viene quasi da pensare che il problema non si sarebbe presentato se nella società inglese di allora gli studi di genere ( quelli veti, non la fossero stati elementi della cultura vomune

          1. Cisco

            @Bob

            “per come l’ho capita leggendo l’articolo originale, e stata originata dalla malformazione di Joe che non permetteva una assegnazione certa al genere maschile piuttosto che femminile”

            L’ideologia del gender è proprio questa! I genitori e il medico sapevano benissimo che era una persona di sesso maschile, infatti aveva un nome da maschio: l’assegnazione sessuale era quindi certa, ma il medico ha voluto far prevalere il “genere” opposto, sebbene la sua assegnazione fenotipica non fosse neanche “certa”! Ma è più ragioenvole seguire l’identità sessuale di apparteneza o la prpria ideologia?

        2. Bob

          Ciao To.Ni.
          Scusa, prima mi è partito un “invio messaggio” per errore. (Se la redazione può cancellare il msg precedente mi farebbe una cortesia).

          La frase è tradotta giusta e la situazione, per come l’ho capita leggendo l’articolo originale, è stata originata dalla malformazione di Joe che non permetteva una assegnazione certa al genere maschile piuttosto che femminile.

          Rileggendo il tutto mi viene quasi da pensare che il problema non si sarebbe presentato se nella società inglese di allora gli studi di genere ( quelli veri, non la versione falsata e grottesca che viene spacciata per “teoria del gender”) fossero stati elementi della cultura comune: in quel caso Joe avrebbe potuto crescere come ermafrodito in attesa di capire la propria natura e scegliere poi in seguito, senza che gli venisse imposto un genere rigido come “maschio” o “femmina “, con tutti gli stereotipi che vengono di conseguenza. Con pace e serenità di tutti, Joe per primo.
          Cosa ne pensi?

          1. To.ni

            Ciao Bob
            Io trovo che poni l’accento più sul ruolo della società con i suoi effetti che reputi castranti e non trovi interessante come Joe percepisce se stesso. Conseguentemente leghi quest’ultima ad un effetto di una colpa sociale che per me non è solo indimostrata ma falsa in quanto presuppone che l’essere umano è un puro frutto della cultura.

          2. Bob

            Ciao To.Ni.
            Non credo di capire fino in fondo la tua domanda, ma provo a rispondere:

            Anche io non credo che l’uomo sia puro frutto della cultura.
            La mia osservazione era semplicemente che la cultura dominante (almeno fino ad oggi) impone che ogni essere umano sia O uomo O donna (per forza o uno o l’altro, senza altre alternative, e per sempre) e in base a questa classificazione poi ci si aspetta determinati comportamenti (l’uomo domina e comanda, porta a casa i soldi, combatte, prende l’iniziativa mentre la donna deve essere sottomessa, passiva, badare più alla casa che al lavoro, etc… etc.. non sto qui ad elencarli, ma rimando ad una nota scrittrice cattolica).

            Nel caso specifico i genitori sono stati costretti, in base a questo costrutto culturale, a prendere una decisione (binaria, o uomo o donna, non avevano altre alternative) e questa scielta ha imposto a Joe una serie di aspettative in base agli stereotipi suddetti da parte della società.

            Il mio pensiero è che invece sia più importane quello che Joy in realtà sentiva, come è più importante per ogni essere umano. Non esiste solo bianco e nero e non è giusto imporre un genere ad un essere umano solo in base alle caratteristiche morfologiche ignorando come in realtà questa persona percepisce se stesso/a. E questo articolo lo dimostra.

          3. To.ni

            Scrivo con un cellulare … quindi

            Io credo che l’uomo segue anche degli archetipi che sono un elemento naturale, anche se riconosco influenzabili in una certa misura culturalmente. In fondo l’uomo o la donna hanno trovato uguali ruoli in tutte le culture del mondo a tutte le latitudini. Ritenere che questo obbedisca ad una semplice imposizione sociale mi sembra una forzatura. Trovo che alcune convinzioni si formano da sole ed obbediscono alla necessità di dare delle risposte ai propri bisogni umani.

            In “nuovo Mondo” che si volge a realizzare si tradisce quella che è l’essenza delle persone e si punta a diffondere la convinzione che si possa trattare l’umano come qualcosa che può agevolmente scivolare sessualmente da una parte all’altra indistintamente. Magari soffermarsi per un periodo su un ruolo, e poi su un altro …a gradimento. E trovo che l’istillare tale convinzione sia una dette attività in cui si impegnano molte energie.

            Quindi ci troviamo aldilà della semplice non fissazione dei ruoli, ma addirittura di un condizionamento a negare ogni ruolo a favore di una poltiglia indistinta.

            Joe, con i limiti che ho a non saper leggere un articolo in inglese, per me è stato forzato ad essere femmina quando era semplicemente un maschio.

          4. Bob

            Io non la vedo come te: la società si sta evolvendo non nel senso di negare ogni ruolo e ridurre a poltiglia, ma anzi a valorizzare ogni ruolo. E non solo i tradizionali ruoli maschio e femmina, ma anche gli altri ruoli che fanno parte a pieno titolo della natura umana.

            Anche sul discorso del passare da una parte all’altra indistintamente non sono d’accordo con te: il fatto di riconoscere e tutelare anche quelle persone che hanno un corpo con determinati attributi sessuali ed una percezione di sé corrispondente ad una differente genere non vuol dire che a capriccio passeranno da un genere all’altro a caso, ma che semmai verranno riconosciuti, accettati e tutelati senza che debbano forzare artificialmente la loro natura e peggio vivere nascosti ed essere considerati malati.
            Comunque stiamo andando off topic: il discorso sul reale significato degli studi di genere e sulle mistificazioni strumentali che ne sono state fatte per screditarli e che passano sotto il nome di “teoria del gender” è noto e già ampiamente dibattuto più o meno ovunque.

            Domanda: per te è più importante accettare una persona per come si percepisce oppure in base alle aspettative / categorie che la società gli impone dall’esterno?
            Perché per come la vedo io, chi rispetta l’individualita e la natura intima delle singole persone non può che essere a favore di studi che le permettano di realizzarsi senza forzature esterne o imposizioni ideologiche.

          5. To.ni

            Ovvio che non la vedi come me. Ci mancherebbe altro.
            Io infatti non mi sogno di parlare di evoluzione della società, ma di un vero dirigismo. Ogni società, in un senso o nell’altro, è concepita per salvaguardare se stessa. La nostra obbedisce alla stessa regola è vuole salvaguardare una concezione consumistica della vita. Tu vedi l’imposizione sulle società che furono, e non su quella odierna (ritenendo, ingenuamente, che spontaneamente la gente vuole “essere cosi”) , non concepisci nemmeno che viene portato avanti con un metodo più subliminale, con un potere ideologico onnipresente in modo anonimo e per questo non percepibile.

            Le persone con altri “attributi sessuali” per me possono essere tutelati in altri medi consentendogli in primis di vare la vita che vogliono fare. Io inoltre credo (e l’ho già detto altre volte) che una società dovrebbe cambiare solo rispettando un ludico libero confronto tra gli esseri umani sul come “autenticamente” la pensano come singoli o gruppi, con uno Stato che si limita a fare da arbitro. Ma qui si tenta altro: si cerca di stabilire quella che è una minoranza di diventare modello imposto per una maggioranza. Si opera una strategia di persuasione verso un transumanassimo che passa dallo star-system, alla moda (basta guardare la moda maschile), all’informazione, alla scuola, alla giurisprudenza, alle legislazioni sempre più succubi di un sistema sovrannazionale di stampo burocratico, ed una fanta-scienza asservita come supporto ideologico (E non mi stanco di ripeterlo: la “scienza” coerentemente con il tutto punta a sdoganare la pedofilia)

            Ovvio che ti mi dici che non sei d’accordo con me, ma credo convintamente che per neanche un minuto hai mai preso seriamente a riflettere su questi pochi elementi (ma ce ne sono una marea). Infatti ti limiti a chiosare con “mistificazioni strumentali” che è la parola d’ordine sistemica che va per la maggiore (al pari del “l’ideologia gender non esiste”).

            PS: A questo punto reputo di aver risposto alla tua domanda. Reputo che chiunque si può percepire come sesso X, o XYZ o SexFrigorifero, o SexBull-con-leali , ed avere diritto a condurre la propria esistenza tranquillamente come vuole Qui si tenta altro, creare dei modelli “auspicabili” e, cosa che trovo peggiore, si cerca tutti di obbligare a certi sentimenti per lui. Io che sono cattolico e reputo l’odio un peccato grave ritengo che comunque odiare è un diritto. Impedire ad odiare è l’equivalente dell’impedire ad amare. Cosa che è diversa ovviamente se io trasformo l’odio in azione (fisica e verbale) verso una certa determinata persona data che in quel caso si tratta di un reato giustamente punibile.

          6. Bob

            Ok. Ipotizziamo che quello che dici sia vero (preciso che non lo sto ammettendo): Perché dovrei allora preferire la situazione pre-68, dove invece era la religione ad imporre il proprio modo di pensare, pena l’essere ostracizzati o peggio essere considerati malati e di conseguenza “curati” a forza?
            Dove anche le leggi erano scritte su basi religiose (no al divorzio, l’adulterio visto come reato penale, no all’aborto anche in caso di rischio per la madre, obbligo di simboli religiosi nelle scuole e negli edifici pubblici, etc…)
            Dove se vivevi in un paese e non andavi a messa o non facevi battezzare tuo figlio/a la gente ti guardava male. Dove una donna che lavorava fuori casa era malvista e se si dimostrava troppo autonoma o disinvolta veniva giudicata come una poco di buono; e se poi veniva stuprata era colpa sua perché aveva provocato.
            Dove la vendita di contraccettivi era illegale perché la chiesa diceva che era peccato e quindi il divieto doveva essere imposto per legge.
            Dove si dava per scontato e anzi come fatto positivo indottrinare i bambini fin dalla culla. Dove esisteva il reato di vilipendio alla religione (per inciso, questo non era per caso una limitazione alla libertà di opinione? Allora nessuno diceva niente ed ora tutti a lamentarsi per il ddl Scalfatotto)

            Domanda: Perché dovrei preferire questo modello di società a quello che si sta venendo a creare?

          7. Giannino Stoppani

            Guarda caro Bob, considerando che divieto di aborto e contraccezione facevano parte del Titolo X: “Dei delitti contro la integrità e la sanità della stirpe”, del Codice Penale (Rocco), che tale codice è entrato in vigore nel 1931 (in pieno ventennio fascista), può darsi che qualcuno sano di mente se lo domandi come diavolo tu faccia a sostenere l’ardita tesi che tali norme si fondino “basi religiose” e non, magari, sulle prosaiche considerazioni demografiche del regime di allora (ti ricordi la famosa “foresta di otto milioni di baionette”?).
            Tu a questa eventualità non ci fare caso, fai finta di essere sul sito dell’UAAR, dove c’è gente che, con queste emerite cappellate, ci campa.

          8. Bob

            Ciao Giannino,
            Certo, e immagino che quando il fascismo ha introdotto tali leggi i vescovi abbiano protestato con forza per l’ingerenza dello stato nella vita dei cittadini, i cattolici siano scesi in piazza per protesta e abbiano subito chiesto un referendum abrogativo (come poi hanno fatto poi anche nel ’74).

            Comunque la domanda resta: Perché dovrei preferire quel sistema di norme a quello che si sta andando a delineare?

          9. To.ni

            Scrivo ancora con un cellulare … quindi …questa è la mia possibilità di esposizione.

            Credo che hai fatto un tonfo logico partendo da premesse assolutamente sbagliate. Ti sei inventato le “basi religiose” ignorando, come giustamente ti contesta Giannino, che aborto e divorzio trovavano divieti nel codice Rocco. Tralasci la contestualizzazione storica: Il divorzio era rifiutato anche da Togliatti (che non era prete).
            La società pre-68 , era uscita sconfitta da una guerra ed aveva iniziato una potente ed ineguagliata ricostruzione. Nel fare ciò doveva combattere contro nemici interni ed esterni . Se avevamo dei simboli religiosi nei luoghi pubblici dall’altra avevamo un partito che nemico di quei simboli era legatissimo con un sanguinario sistema totalitario (il più sanguinario della storia). Partito che ci ha portato sulla soglia della guerra civile e, nonostante la via segnata dal congresso di Salerno, ci voleva fare separare (per via democratica) dal resto del mondo con un muro. Abbiamo avuto un presidente della repubblica che ha applaudito l’invasione di uno stato con i carrarmati (cosa che è stataa digerita da tutte le anime belle che si scandalizzavano per le cene di B). Ometti che il voto alle donne è giunto grazie alla democrazia cristiana e che a Togliatti la cosa non garbava (noti che essere cristiani può cambiare in una certa direzione la società?).

            A ben guardare questi acerrimi nemici dell’Italia hanno cambiato casacca quando il muro gli è collassato ed ora sposano le tue tesi.
            (nessuno contesta questa cosa a questi “progressisti” che presumo amici tuoi, ma a me rinfacciano Galileo)

            In definitiva hai semplificato tutto solo per avere le conferme di comodo.

            La storia cambia perché la società è un organismo vivo. Quando i tempi sono maturi le cose cambiano nel modo che devono cambiare coinvolgendo anche gli atteggiamenti, i costumi e via dicendo. Ed infondo tutta la storia ce lo dimostra. Avevamo bisogno del 68? Per me no … perché esistevano soluzioni storiche diverse. (ma ho già espresso con te il mio giudizio sull’argomento) .

            In definitiva la storia non si giudica per come fai tu.

            PS: Quello che assistiamo noi oggi è un esperimento sociologico. Posto in essere da chi ha il potere di farlo. Un tentare di piegare la realtà alla propria ideologia.

          10. Bob

            To.Ni
            Io non stavo giudicando la storia, ma le diverse mentalità tra i due periodi.

          11. To.ni

            Le mentalità sono legate ai periodi. Alle necessità che i periodi impongono.

          12. To.ni

            Nessuno ti ha chiesto di preferire quel “modello”. Come nessuno ti ha chiesto di preferire la civiltà sumera a quella vittoriana.
            Le società cambiano da sole (e mi pare tu stai sviando il discorso).
            Prendi la condizione delle donne non è cambiata grazie al 68 (per me è peggiorata, ma il discorso porta lontano) … cambiava pure prima …e la storia è la a testimoniare i cambiamenti (avvolte con passi indietro… come con l’Illuminismo)
            C’è una società oggi nella quale pochi si stanno permettendo una un trasformazione antropologica. Lo sta facendo con una modalità totalitaria. Questo è il punto.

          13. Giannino Stoppani

            Ordunque vediamo: secondo Bob, in pieno regime fascista, quando gente come Gramsci era a marcire in galera, gente come Pertini era al confino, e una moltitudine oppositori per sfuggire all’OVRA era costretta a rifugiarsi all’estero, i vescovi avrebbero dovuto “scendere in piazza” a manifestare contro il codice Rocco come invece hanno fatto poi nel 1974, dopo quasi trent’anni dall’entrata in vigore di una costituzione che garantisce libertà di pensiero e di espressione a tutti i cittadini.
            Debbo dire, però, che codesta tua uscita fa capire molto del tuo modo di sragionare.

          14. Cisco

            @Bob

            Il punto è proprio questo: ritenere che un ermafrodito possa scegliere indipendentemente se diventare maschio o femmina a seconda di quello che “sente”: una diagnosi deve essere fatta da un medico e possibilmente da un medico competente. Un ermafrodito è certamente o maschio o femmina, quindi se “si sente” (e in base a cosa?) diverso dal suo sesso li si diagnosticherà una disforia di genere. E non occorrono “studi di genere” per trattare questa persona con la maggiore delicatezza possibile: basta quel minimo di umanità che dovrebbe avere chiunque nei confronti dei più deboli e malati, cui peraltro i cattolici sono costantemente educati (ma le persone restano libere, quindi possono anche rifiutare questa educazione). Sicuramente non si fa il bene di questa persona prospettandole una vita in cui sesso e genere non coincidono, anche assecondando ciò che “si sente”.

      2. andrea udt

        questa volta concordo con bob. pessimo articolo e molta malafede.

      3. Ester

        Scusi signor Bob…ma con tutta l’incertezza che avevano a causa delle grandi malformazioni, cosa costava fare un cariotipo e vedere da subito che era maschio? L’averlo reso esteriormente come una femmina non lo ha comunque preservato da tutte le sofferenze provocategli dall’ignoranza (ingenua o no) della gente…

        1. Andrea UDT

          Mi intrometto e rispondo per Bob.

          Parto dal presupposto che nel caso in questione i medici non siano stati guidati dalla voglia di “sperimentare la teoria gender”, cosa che nessun medico per fortuna oggi si sognerebbe mai di fare visto che non ha NESSUNA base scientifica. Si sono trovati innanzi ad un caso estremo e sono stati costretti a fare una scelta.

          Lei dice “potevano fare il cariotipo”. Magari ci hanno pensato (anzi, sicuramente ci hanno pensato e ripensato sul da farsi). Ma per quello che ne sappiamo noi e per quello che la Frigerio dimostra di non sapere in ballo c’erano molti fattori. Che te ne fai del cariotipo se magari i testicoli non si sono nemmeno formati? E’ un dettaglio trascurabile? Iniezioni di ormoni e piano terapeutico possono bastare??

          Il fatto è che questa volta Bob, che sia multinick o meno (queste cose hanno il crisma dell’ufficialità solo se apre bocca Giovanna a quanto pare) ha espresso dei dubbi più che fondati. La Frigerio, presa dalla foga apologetica verso questa o quella tesi, queste circostanze, dubbi, ed evidenze cliniche le ha messe da parte. Ha messo da parte la prudenza necessaria quando il quadro della situazione è intricato e più che un articolo giornalistico ha fatto un piccolo manifesto politico.

          E quando si fanno manifesti politici si evidenziano le cose che interessano e scientemente si omettono quelle a sfavore, che siano importanti o meno.

          Ora, come manifesto politico non lo giudico: che voti e pensi quello che le pare.

          Ma come pezzo giornalistico è allo stesso livello (di malafede) di uno Scalfari o di un Travaglio odierno. Contenta lei….

          1. Bob

            Grazie Andrea. Condivido la tua risposta.

          2. Cisco

            @Andrea UDT

            Anche secondo me i medici in questione non volevano “sperimentare la teoria del gender”, come fece quel criminale del dott. John Money. Tuttavia la buona fede dei medici potrebbe anche rendere più inquietante il giudizio: se diversi medici ritengono di fare del bene a una persona assegnandole un genere di verso dal sesso cromosomico di appartenenza, vuole dire che sono orami assuefatti all’ipotesi (sempre smentita dai fatti, dato l’elevato tasso di suicidio delle persone transessuali dopo la transizione) che sesso e genere possono tranquillamente andarsene ciascuno per i fatti propri.

            E ciò è dimostrato anche dal dialogo con l’endocrinologo che informò Joe del risultato del test cromosomico:

            Medico: ‘The chromosome test should not be treated in isolation,’ he was saying. ‘We must treat these results as a small part of the entire picture.’

            Joe: ‘But the results were XY?’

            Medico: ‘Well, yes, but due to the cloacal exstrophy, your reproductive organs never developed and the female classification was made, quite properly.’

            Joe: ‘But if I hadn’t had cloacal exstrophy, I would have been male?’

            Medico: ‘That is one way of viewing things, but it can be unhelpful to deal in hypotheticals.’

            Quindi il medico ipotizza che – anche senza estrofia – non è detto che Joe sarebbe stato un maschio!

      4. Giovanna

        Bob e xyzwk ( in questo caso retrocessa a misero nick d’ appoggio), excusatio non pentita….
        Ma tu, “bob”, pensi veramente che, dopo che ti sei contraddetta con misera figuraccia, qualcuno possa credere che non sia uno dei cento nick dell’horror ?????
        Dopo che, come bob, hai dato di matto??
        Accontentati che ci sia ancora qualcuno che fa volontariato con te, non tirare la corda!
        Ricordati, che c’è sempre l’indirizzo ip da verificare!
        E mi devo ancora informare se si possa impunemente infestare un sito con centinaia di nick, che siano aridi e respingenti, che siano volgari e chiassosi, comunque tutti della stessa persona da mesi e mesi, con anche 4 o 5 nick per volta!
        Anche se,ovviamente, c’è l’attenuante della psicosi, ma credo che qualche guaio lo dovresti passare.

  11. Anto

    A volte a fin di bene si fanno dei clamorosi errori. In questo caso l’obiettivo era cercare di dare una vita il più possibile normale ad un bambino che, non avendo organi sessuali formati, poteva più facilmente essere visto come donna che come uomo. Invece di forzarlo ad assomigliare al suo corpo, sarebbe stato più giusto fargli vivere il proprio essere, anche se questo lo avrebbe fatto considerare da più ancora più “diverso”

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