«L’Italia invierà in Centrafrica 50 soldati: costruiremo strade e ponti. La missione durerà nove mesi»

Di Leone Grotti
04 Aprile 2014
Il capitano di fregata Luca Anconelli spiega a tempi.it il ruolo dell'Italia nella missione Eu for Rca approvata dall'Unione Europea

«La missione “Eu for Rca” dovrebbe partire a maggio e parteciperà anche un contingente italiano, circa 50 persone per una durata di nove mesi». Il capitano di fregata Luca Anconelli conferma a tempi.it quanto annunciato mercoledì dal premier Matteo Renzi al termine del summit Ue-Africa: l’Italia farà parte del contingente che l’Unione Europea invierà in Centrafrica per aiutare a riportare la pace dopo oltre un anno di scontri.
Saranno in tutto 800 i soldati europei inviati a Bangui sotto il comando del generale francese Philippe Ponties. Il quartier generale della missione sarà in Grecia, a Larissa.

«COSTRUIRE STRADE E PONTI». «Il contingente italiano sarà composto da dieci membri di staff e 40 di un plotone di Genio infrastrutture – prosegue Anconelli – Quando saremo sul terreno sapremo di preciso di cosa c’è bisogno, ma il nostro compito è quello di costruire le infrastrutture per rendere possibili le operazioni logistiche della missione».
I soldati italiani non andranno «a combattere ma a costruire strade, palazzine o sistemare ponti. La missione durerà circa sei mesi più tre mesi per raggiungere una capacità operativa».

VIOLENZE SENZA FINE. In Centrafrica, specie nella capitale Bangui, regnano ancora caos e violenza frutto di vendette incrociate. Se le milizie islamiste Seleka hanno attaccato e perseguitato i cristiani per otto mesi, da oltre quattro mesi brigate animiste chiamate anti-balaka (antidoto), a cui si sono uniti anche alcuni cristiani, danno la caccia ai musulmani.
Su una popolazione di 4,6 milioni di abitanti, gli scontri hanno già creato un milione di sfollati, 14.400 orfani e migliaia di vittime.

«ECCELLENZA ITALIANA». L’Italia, come detto, invierà nel paese una delle «componenti di eccellenza delle nostre Forze Armate», il Genio. «Abbiamo già operato così a Gibuti, dove il nostro contingente ha costruito una struttura logistica per sostenere le attività nel Corno d’Africa».
Un lavoro già svolto anche in Afghanistan: «Dal 2005 allo scorso 31 marzo, il nostro team di costruzione ha realizzato pozzi, 180 chilometri di strade, scuole, ospedali, carceri femminili – spiega ancora il capitano Anconelli – Abbiamo migliorato la qualità della vita della popolazione e questo succede in ogni paese danneggiato dalla guerra che andiamo a ricostruire».

@LeoneGrotti

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5 commenti

  1. marcella

    Pensare ai poveri di casa nostra da meno lustro. Comincio a pensare che dietro a tante opere caritatevoli ci sia superbia

  2. francesco taddei

    in italia basi usa. missioni all’estero comandate dai francesi. navi inglesi comandano nel mediterraneo. gli italiani rispondono. si padrone!

  3. Antonio

    assurdo, le nostre strutture sono a pezzi, trascurate, mal tenute e noi dobbiamo mandare gente,mezzi,soldi in Africa. Pensiamo prima a noi, poi se ne avanza aiutiamo anche gli altri.

  4. blues188

    Ora si capisce perché hanno tolto il servizio di leva obbligatorio: così facendo c’è stato modo di ‘assumere’ soldati professionisti, che di professionismo hanno solo la provenienza che guarda caso è tutta del Sud. Così abbiamo latri statali da mantenere. Ora spedendoli nelle varie regioni del mondo potranno percepire stipendi maggiori e farsi le loro case. Beffati due volte, noi del Nord. Forse allora se i veneti se ne vogliono andare non è un loro capriccio. A Cisco: sulla Salerno- Reggio mandino i forestali calabresi, ce ne sono trentamila. basteranno?

  5. Cisco

    Li mandino sulla Salerno-Reggio Calabria, che è meglio.

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