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Israele non si fida dell’Onu (e spera non si apra il fronte col Libano)

Di Giancarlo Giojelli
12 Dicembre 2023
Si guarda con poche speranze alla possibilità di un nuovo cessate il fuoco. E si teme che, dopo Gaza, il conflitto si sposti a nord, contro gli Hezbollah alleati dell'Iran
Il suk di Gerusalemme è deserto. Ci sono solo i presidi della polizia israeliana (foto Tempi)
Il suk di Gerusalemme è deserto. Ci sono solo i presidi della polizia israeliana (foto Tempi)

L'assemblea generale straordinaria della Nazioni Unite si prepara a chiedere a Israele un cessate il fuoco umanitario, riprendendo i contenuti della risoluzione che al Consiglio di sicurezza è stata bloccata dal veto americano, mentre in piazza a Tel Aviv si riuniscono i parenti degli ostaggi che sono nella mani di Hamas. I cartelli hanno il volto di giovani donne, bambini, uomini e anziani. «Confidano in noi per riportarli a casa», «riportateli adesso», gridano i parenti e tanti giovani riuniti. Non è una manifestazione contro il governo, la popolazione non è divisa sul da farsi, ma in molti chiedono di sapere di più su quanto l’esercito sta facendo, di conoscere quali precauzioni sono usate per tutelare gli ostaggi. Domande a cui il governo non risponde perché potrebbero dare preziose informazioni ai terroristi.
Sono più di cento i soldati caduti in due mesi di guerra a Gaza. Hanno di fronte combattenti che conoscono una sola alternativa: «To kill or to die», uccidere o morire, come...

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