The Iron Lady, gli inglesi del nord boicottano la pellicola: «La Thatcher ci rovinò la vita»

Di Paola D'Antuono
13 Gennaio 2012
Nel primo weekend di programmazione il film con Meryl Streep, The Iron Lady, guadagna il terzo posto al box office. Ma una parte degli inglesi ha deciso di boicottare la pellicola: «Nell'84 la signora Thatcher represse ferocemente gli scioperi dei minatori per fermare la chiusura delle miniere. Non abbiamo alcuna intenzione di guardare una pellicola dedicata a quella donna»

In Italia arriverà il prossimo 27 gennaio The Iron Lady, biopic dedicato a Margaret Thatcher e interpretato da una Meryl Streep in odore di Oscar. La pellicola diretta da Phyllida Lloyd è stata proiettata lo scorso weekend in Inghilterra, patria della Lady di ferro che qui fu primo ministro dal 1979 al 1990. Nei primi tre giorni di programmazione ha incassato 2,2 milioni di sterline, piazzandosi al terzo posto dietro Mission: Impossible e Sherlock Holmes – Gioco di ombre.

Un risultato ottimo, ma fortemente penalizzato da una parte dell’Inghilterra che ha deciso di boicottare il film. La parte nord del paese, infatti, dove sono concentrate diverse comunità di ex minatori, non ha mai dimenticato la lotta che il Primo ministro inglese condusse nel 1984 contro i sindacati dei minatori che si opponevano alla chiusura delle miniere organizzando scioperi a oltranza. La Thatcher non esitò a usare il pugno di ferro con una forte azione repressiva della polizia inglese. Oggi le famiglie di quei minatori non hanno alcuna intenzione di spendere una sterlina per ammirare la Streep nei panni dell’ex premier, come ha spiegato alla stampa Hilary Cave, ex membro del sindacato dei minatori: «Il governo guidato dalla Thatcher è stato responsabile della disoccupazione di massa, della povertà e della perdita di coesione della comunità intorno alle vecchie miniere. Il suo governo ha voluto la mano pesante contro i minatori. Siamo contrari al ritratto della Thatcher promosso dal film, che la mostra come una donna coraggiosa in lotta contro un potere maschile, quasi un’eroina del femminismo. È tutto falso. Lei disprezzava l’Inghilterra, la Scozia, il Galles e ha distrutto l’industria mineraria. Non era una donna coraggiosa che affronta un’elite di uomini, ma un uomo che non ha fatto nulla per le donne».
 

Intanto su Facebook ogni giorno nascono e proliferano gruppi che chiedono agli spettatori di boicottare il film, mentre nella cittadina di Chesterfield alcune donne coinvolte negli scioperi dell’84 hanno protestato davanti alla multisala dove si sta trasmettendo il film al grido di: “Siamo noi le vere Lady di ferro” (hanno fondato anche un gruppo intitolato così). Così, mentre a Londra e nell’Inghilterra del sud in tantissimi hanno riempito i cinema per godersi la straordinaria performance della Streep, al nord la gente non ne vuole proprio sapere e dal primo all’ultimo giurano che non metterano piede in sala fino a che il film non avrà lasciato la città. Il postino Myles Boothman di Selby non dimentica: «Ho lasciato la scuola negli anni ’80 e ricordo bene l’Inghilterra della Thatcher. Ha distrutto tutto ciò che ha toccato. Ora è una vecchia donna sola». Chissà se la sedici volte candidata all’Oscar starà pensando «Ma chi me l’ha fatto fare!». 

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