
Iraq, lo Stato islamico fa morire quaranta bambini di fame e di sete

tratto dall’Osservatore Romano – Ancora una volta sono i bambini a pagare il prezzo più alto delle violenze. Ed è in Iraq che questa realtà si manifesta in tutta la sua drammaticità. Come ha reso noto un comunicato dell’Unicef, quaranta bambini della minoranza religiosa degli yazidi sono morti in questi ultimi giorni mentre tentavano la fuga, insieme alle loro famiglie, per sottrarsi agli scontri fra i miliziani dello Stato islamico (Is) e le forze irachene.
Molti di loro sono morti di sete e di fame, e si teme che ad altri piccoli possa toccare, nei prossimi giorni, la stessa tragica sorte se non verrà prestata loro la necessaria assistenza. Missione questa, sottolinea lo stesso Unicef, quanto mai complessa e rischiosa, considerando che i jihadisti, nelle loro efferate violenze, non risparmiano nemmeno coloro che cercano di aiutare chi è nel bisogno. E oggi si è appreso, da fonti del ministero per gli Affari femminili iracheno, che centinaia tra donne, sempre della minoranza religiosa degli yazidi, sono state sequestrate dai jihadisti. Secondo stesse fonti, citate dall’Ansa, ora queste donne correrebbero il rischio di essere «rese schiave».
Marzio Babille, rappresentante dell’Unicef per l’Iraq, ha detto che migliaia di civili sono in queste ore in fuga dalla città di Sinjar, caduta domenica nelle mani dei miliziani dell’Is. Tra i profughi, ha sottolineato Babille, vi sono almeno 25.000 bambini che, con le loro famiglie, sono bloccati sulle montagne intorno a Sinjar: hanno urgente bisogno di assistenza, manca l’acqua potabile e vanno garantiti i servizi sanitari essenziali.
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5 commenti
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i mussulmani si lavano poco puzzano .,,, sno ladri e sono pure deliquenti ,, maleducati ma parche non vanno a rompere i marroni al loro paese
Questi sono delinquenti estremisti che fanno fuori chiunque non si sottomette alle loro idee deliranti e violente. Per una volta dovremmo smetterla di preoccuparci se le vittime sono di una religione piuttosto che di un’altra e aiutarle a difendersi senza chiederci se credono in Dio o meno anche perché ai fini della sopravvivenza è del tutto irrilevante.
Forse forse Gli USA di Obama intervengono per assicurare un corridoio umanitario e liberare i cristiani perseguitati. Lo fanno per recuperare smalto agli occhi internazionali?!
ovvio.
se no è uno smentire le voci di un loro coinvolgimento.
ecco una prova evidente che l’ONU, ed in genere il potere che conta, è dietro i ribelli arabi. l’ONU si mobilita per altre battaglie, su cui ci sarebbe e molto da discutere, ma per una che davvero conta no. il discorso può allungarsi ma in breve basta dire che oltre ai cristiani danno fastidio anche i musulmani. il monoteismo dà fastidio. ergo: 1) se dei musulmani ci rimettono poco importa al potere che conta. 2) i “ribelli” … ma de che? sono occidentali (di testa) come noi, ma devono per ora mostrarsi come musulmani. poi non so … non mi stupirei se si mostrassero anche come genderisti.