Intesa Sanpaolo mette in campo 1,5 miliardi contro le diseguaglianze

Di Gianluca Salmaso
26 Ottobre 2023
L’ad Messina presenta il piano di investimenti della banca sul sociale e annuncia una nuova unità organizzativa ad hoc. Con l’invito a tutto il mondo economico a «sviluppare interventi di analoga natura». La lettera del Papa
L’ad di Intesa Sanpaolo Carlo Messina all’evento “Nessuno escluso” (foto Maria Laura Antonelli)
L’ad di Intesa Sanpaolo Carlo Messina questa mattina all’evento “Nessuno escluso” (foto Maria Laura Antonelli)

«Confido che altri protagonisti del mondo economico e imprenditoriale possano sviluppare interventi di analoga natura perché una società equa e coesa garantisce una migliore tenuta del paese per affrontare le sfide del futuro, alcune gravi, a cui è chiamato». Non usa mezzi termini Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, richiamando di fatto tutto il mondo economico, e in particolar modo quello finanziario, a fare la propria parte, fino a mettere in gioco i profitti di questi anni, per contrastare le diseguaglianze e contribuire a costruire una società dove a tutti sia data «la possibilità di godere dei livelli di benessere individuale propri di un’economia avanzata».

È il profilo di una banca orgogliosa, proiettata al futuro e con “le mani in pasta” nel presente, quello che l’amministratore delegato ha tracciato questa mattina a Brescia dal palco dell’evento “Nessuno escluso. Crescere insieme in un paese più equo. L’impegno di Intesa Sanpaolo”, organizzato appunto per fotografare lo stato dell’Italia dal punto di vista delle diseguaglianze in relazione al programma di contrasto alle povertà realizzato dalla banca, il più grande messo in campo un soggetto privato in Italia.

Orgoglioso dei risultati raggiunti dagli oltre 100 mila collaboratori che fanno di Banca Intesa il primo datore di lavoro nel paese. E orgoglioso di presentare “Intesa Sanpaolo per il sociale”, una nuova unità organizzativa dedicata proprio agli interventi dell’istituto a favore del paese, che avrà sede a Brescia e da qui muoverà un piano di investimenti pari complessivamente a 1,5 miliardi di euro in 5 anni, fino al 2027, e che sarà guidato dall’amministratore delegato in persona.

La lettera di papa Francesco

Alla base della giornata di lavori bresciana c’è una lettera inviata alla banca da papa Francesco che invita ad elaborare nuove e più inclusive forme di economia e finanza. Un’esortazione fatta propria anche da suor Alessandra Smerilli, segretario del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, citando l’ultima enciclica Laudate Deum: «Perché si vuole mantenere oggi un potere che sarà ricordato per la sua incapacità d’intervenire quand’era necessario e urgente farlo?».

Un potere che potrebbe fare di più anche dei 300 milioni di euro che ogni anno Intesa Sanpaolo investe nel sociale diventando di fatto la prima fondazione in Italia per risorse impiegate, seguita da Fondazione Cariplo e Compagnia di San Paolo che pure ne sono azioniste. Un potere che però, come ha ribadito lo stesso Messina, vede molti soggetti non fare abbastanza e soprattutto fare ciascuno per proprio conto, quasi a compartimenti stagni. Con l’effetto di fare inevitabilmente perdere occasioni ed energie preziose a un paese che sta invecchiando e che, pur contando su un solido tessuto imprenditoriale, sta cercando di agganciare una ripresa economica e sociale sostenibile e duratura.

Il riconoscimento ai dipendenti

Se da questa giornata l’idea di banca esce comunque rafforzata sul piano istituzionale, con il suo ruolo di perno su cui si muove e si regge non solo finanziariamente il sistema Italia, ciò che traspare sono gli interrogativi per il futuro.

Da una parte, infatti, i dipendenti del Gruppo bancario potranno dormire sonni tranquilli, dopo la netta prese di posizione odierna da parte dei vertici dell’istituto a favore dell’occupazione anche a fronte dell’avvento dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione ormai imperante. Non solo: a fronte di un contesto economico nazionale caratterizzato da un forte aumento del costo della vita, Messina ha annunciato che, come «concreto riconoscimento per i colleghi e le colleghe che contribuiscono in maniera decisiva al successo, alla solidità e ai risultati» di Intesa, entro la fine del 2023 sarà erogata a loro beneficio «un’anticipazione degli incrementi retributivi a valere sul quarto trimestre dell’anno procedendo anche al ripristino della base piena di calcolo del Tfr, in attesa degli esiti della contrattazione nazionale di settore».

«Nessuno si salva da solo»

D’altra parte, sul fronte dell’impegno nel sociale “per un paese più equo”, il futuro invece è tutto da scrivere e, pur contando sul concreto impegno e le ingenti risorse impiegate da Intesa, dipenderà molto dalla capacità delle imprese e del terzo settore di cogliere le sfide del futuro per i giovani, le donne e le fasce più deboli della popolazione.

Citando ancora papa Francesco: «Nessuno si salva da solo, perché siamo tutti nella stessa barca tra le tempeste della storia». Il messaggio di Messina è chiaro, insomma: ogni sforzo per quanto rilevante in termini di risorse e di finanziamenti non potrà mai essere sufficiente se non si ha la capacità di fare sistema, di lavorare insieme. Anche da questo punto di vista Intesa Sanpaolo ha un importante ruolo da rivendicare e le viene riconosciuto dagli ospiti dei vari incontri svolti durante la giornata, a cominciare da Roberto Saini, direttore generale di Fenixs, l’impresa sociale nata nel carcere di Bollate e che ha trovato proprio in Intesa il primo alleato per portare lavoro dov’è più difficile ma al tempo stesso più urgente farlo.


Pubblichiamo di seguito il testo integrale della lettera inviata da papa Francesco a Carlo Messina in occasione dell’evento.

«Vi esorto a proseguire nei vostri obiettivi»

Caro fratello,

mi congratulo per l’iniziativa “NESSUNO ESCLUSO. Crescere insieme in un Paese più equo”, nella quale proporrete esempi concreti di come una banca può lavorare per l’inclusione.

Auspico che le vostre discussioni contribuiscano concretamente a disegnare un modello di sviluppo in grado di generare soluzioni nuove, più inclusive e sostenibili a sostegno dell’economia reale, aiutando gli individui e le comunità a realizzare le loro aspirazioni più profonde e il bene comune universale. Vi conosco e so che il mio desiderio non cadrà nel vuoto.

Comprendo il presente evento anche come la vostra risposta alla esortazione che ebbi a rivolgervi e che invocava l’esigenza di elaborare nuove forme di economia e finanza realmente orientate al bene comune e rispettose della dignità umana, per cui vi esorto a proseguire nei vostri obiettivi per rafforzare il processo di inclusione economico-sociale rivolto con particolare attenzione ai più fragili ed in primis ai migranti, a realizzare progetti di “demografia per la sostenibilità” che devono trovare protagonisti giovani ed anziani, e porsi come antidoto alla cultura dello scarto.

Vi invito a rimanere saldi nelle ragioni e motivazioni originarie dell’arte del credito e della finanza, che hanno come fondamento la fiducia e l’uso del denaro come linfa vitale del sistema economico, perché tutti possano avere possibilità di riuscita. Come esperti di finanza ed economia, sapete bene che la fiducia, nata dall’interconnessione tra le persone, è la pietra angolare di tutte le relazioni, comprese le relazioni finanziarie. Tali relazioni possono essere costruite solo attraverso lo sviluppo di una “cultura dell’incontro” in cui ogni voce possa essere ascoltata e tutti possano prosperare, trovando punti di contatto, costruendo ponti e immaginando progetti inclusivi a lungo termine.

Il Signore vi benedica e la Madonna vi custodisca ed accompagni il vostro impegno di costruzione di una società inclusiva dal destino condiviso, nella costruzione della pace e nella linea dell’ecologia integrale.

Prego per voi; per favore fatelo per me.

Fraternamente
Francesco

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