Intervistare Fatima, jihadista italiana, e sentire la necessità di precisare che «islam significa pace»

Di Luigi Amicone
08 Luglio 2015
Postilla a margine dell'intervista del Corriere alla convertita che è diventata una militante dell'Isis. Massì, il “Medioevo è qui”

corriere-fatima

Scusate la postilla in margine all’esclusiva del Corriere della Sera di ieri sulla ragazza italiana che ha abbracciato il Califfato dei tagliatori di teste. Eccellente storia diremmo, se non fosse che la pur brava cronista si perda in commenti da “dottrina Dario Fo”. Infatti, a cosa serve fare uno scoop per un grande giornale se poi ripeti a pappagallo luoghi comuni da media statale di serie C?

Succede a Marta Serafini, che dopo essere riuscita ad agganciare e a intervistare via skype Maria Giulia Sergio, 28 anni, ex studentessa di biotecnologie alla Statale di Milano, sposata con un militante dell’Isis e trasferita armi e bagagli nello Stato Islamico, in una paginata del giornalone di via Solferino sciorina tutti i peggio luoghi comuni che neanche Fantozzi avrebbe il piacere di definire boiate pazzesche.

Intanto, la sua interlocutrice non sarebbe una convertita al verbo islamico che, tagliando le mani ai ladri e uccidendo gli infedeli, applica coerentemente la sharia. No. Fatima alias Maria Giulia sarebbe una pazza, «la follia si respira in ogni sua sillaba», niente a che vedere con l’islam. Fatima è proprio fuori di testa, «va dritta per la sua strada di follia» e pensa in che equivoco è caduta la poveretta credendo che islam significhi “sottomissione ad Allah”, «non importa che islam significhi pace». Per fortuna c’è il titolista del Corriere che chiarisce e sintetizza in maniera perfetta il nocciolo dell’esclusiva: «Parla Fatima, jihadista italiana: decapitiamo in nome di Allah». Fosse per il commento di Marta, ti verrebbe da pensare che dietro la ragazza velata c’è una badessa cristiana.

Infatti, Fatima alias Maria Giulia «giustifica le violenze, le decapitazioni. Ed è disposta a vivere sotto il comando di uomini che stuprano, schiavizzano e decapitano le donne con l’accusa di stregoneria, esattamente come succedeva nel Medioevo. Solo che il Medioevo è qui». Ma quale “Medioevo è qui”?! Signorina, ha mai letto il compagno e storico Jacques Le Goff, che ha descritto per filo e per segno (e perfino dalle colonne del Corriere della Sera) le grandezze e la luminosità dei secoli che più tardi i tiranni si inventarono “bui” per indorare le pillole di epoche schiaviste e stragiste, diciamo così, più prossime al Novecento piuttosto che a mille anni indietro, grondanti sangue di olocausti e genocidi?

Massì, il “Medioevo è qui”. In uno scoop eccellente, ma con il solito tarlo luogocomunista della notte dove tutte le vacche sono nere.

@LuigiAmicone

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8 commenti

  1. Luca P.

    Caro Luigi,
    cogli la questione nel segno !
    Il tarlo del “medioevo buio e cattivo” è molto più diffuso di quanto si pensi … e molti paragonano questa epoca buia per l’Islam proprio al Medioevo per la società Cristiana.
    Ma è una panzana tanto gigante quanto pericolosa.
    Si sente anche dire che i Cristiani hanno mozzato teste e fatto carneficine durante le Crociate … quale altro esempio di un unico teorema “la religione è l’oppio dei popoli”.
    Certamente non è una frase propriamente originale e recente … ma il tarlo è sempre quello. E la pigrizia dell’uomo moderno a cercare la verità ci abitua ad accettare storie semplici e preconfezionate.
    Chiariamo una cosa … affermare che il Medioevo (476 … 1492) sia stato un periodo perfetto senza alcuna ingiustizia ed errore umano è sbagliato. Ma ci sono stati molti meno morti violenti in quei 1000 anni che nei primi 50 anni del secolo scorso.
    Una cosa è certa il Medioevo è stato molto più UMANO per l’Europa di quanto non lo sia oggi questa epoca buia per il Medio Oriente (e per il mondo intero).

  2. dodi

    Quello che non riesco a capire è il perchè una ragazza come Maria Giulia si trasforma in Fatima,credevo ci cascassero solo persone tenute sottomesse dall’ignoranza,dalla paura,dalle tradizioni….Maria Giulia è nata e cresciuta in una famiglia normale,ha studiato,avrà avuto amicizie…dunque perchè l’ha fatto?perchè tutta la family ha seguito questo percorso?perchè tanti giovani lo fanno?sembra la droga del2015…o forse perchè abbiamo ridotto la tradizione nostra a un nulla?o forse il diavolo sta a fare manbassa?sono basita da questo e spero di avere la forza se succedesse a casa mia di resistere e non cascarci perchè sembra un mondo impazzito…ci stanno drogando con le ideologie e non ce ne rendiamo conto?

    1. SUSANNA ROLLI

      Permettimi, il diavolo sa fare manbassa, si mette dentro il cuore dell’uomo quando lo trova “vuoto” di Dio, magari pieno di tante belle e buone cose che poi dalla fin fine si rivelano scopi di vita, quindi IDOLI.
      Il cuore dell’uomo non è poi così misterioso come vogliono farci credere: se permettiamo a Dio di dimorarvi col Suo regno di luce, di pace, di amore, di vera libertà tutte le belle cose della vita che erano idoli non lo saranno più, resteranno solo le belle cose della vita ma vissute in una dimensione diversa -e. soprattutto- non appagheranno più tanto quanto Iddio stesso (“Quando avete Dio avete tutto” – Regina della Pace, e quando si ha TUTTO …non si cerca più di riempire il VUOTO interiore). Lo dice Gesù, nostro Signore e Maestro: “chi ha sete venga a me e beva!”, come disse anche alla samaritana al pozzo:
      “Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà per lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna” (Gv 4,13-14). Questo lo sanno spiegare molto bene le anime che “si sono” convertite e possono testimoniare con gioia che la vita, dal bianco e nero che era, sii colora…

  3. Andrea

    Non è un caso isolato.
    È come un mantra ripetuto in modo ipnotico.
    L’Islam è una religione di pace dicono e neppure di fronte alle evidenze si può avere qualche dubbio.
    E dire che qualche perplessità sarebbe più che lecita, macche , nulla invece.
    Credo che sia un problema legato all’orgoglio che rende impossibile ad una persona ammettere di essersi sbagliata.
    è un problema spirituale in cui anche l’intelletto è prigioniero di uno schema fisso, disperatamente fisso, prigioniero del proprio orgoglio e delle proprie paure.
    È ahimè un orizzonte privo di speranza perché manca il confronto con la verità, ed è la verità a renderci liberi.

  4. Sergez

    Esatto, il Corriere ben rappresenta quel relativismo ideologico, culturale e religioso che impedisce di giudicare con lucidità. Il Corriere ha preventivamente escluso d’ufficio che Fatima segue il vero islam, perchè l’islam non può che essere una religione di pace…d’altronde aprire un Corano (dove si sprecano le Sure che ordinano di uccidere i miscredenti) e leggerselo immagino costi troppa fatica per i giornalisti del Corrierone nazionale.
    E’ questa profonda ignoranza che condannerà la nostra società e il mondo in cui viviamo oggi.

  5. Mappo

    Bravissimo Amicone, mi piacerebbe se la Serafini potesse leggere questo tuo pezzo e si rendesse conto di come è succube, quasi un riflesso pavloviano, di tutta questa serie di luoghi comuni. La Serafini certo non predica la violenza e non auspica decapitazioni di chicchesia, ma nel suo cieco fideismo al luogocomunismo politicamente corretto non è poi tanto diversa dal fanatismo in Allah di questa neoconvertita. Mi immagino cosa ci toccherebbe leggere se la Serafini dovesse fare un pezzo sull’ideologia gender o sulle Sentinelle in piedi

  6. Raider

    Fatima ex Maria Giulia in televisione sosteneva le stesse cose che dice la sua intervistatrice: l'”Islam, religione di pace”: l’Islam rispetta le donne perché le mette dentro un sacco come ci si è infilata lei: non tutti gli islamici sono terroristi, anche se tutti i terroristi sono islamici, gli altri guardano lo spettacolo e invadono l’Occidente, sono quasi due milioni solo da noi e a tempo di record (chi glielo ha permesso? Chi lo ha voluto, in alto loco? Perché?): continuano a arrivarne ancora e ai politicamente corretti e al Corsera non bastano mai, a proposito di diagnosi di follia ad personam: e non appena le cose, per una ragione o l’altra, non quadrassero a due milioni o centomila su due milioni, la moderazione passerà d’incanto ai musulmani in Italia o “d'”Italia: e il Corsera dovrà rilasciare certificati di follia di massa, un deterrente temibilissimo soprattutto al continuare a leggerlo.

  7. giovanna

    Punti di vista, caro Giacomo : credo che per difendere quei principi serva più un articolo come questo che il predicozzo cui aneli.

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