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Intervista – Giocando s’impara l’arte. I Playmobil di Pierre-adrien Sollier mimano le grandi opere
Pierre-adrien Sollier è un artista francese contemporaneo che usa i Playmobil per riprodurre le grandi opere d’arte che tutti conosciamo. Ma aspira a fare molto di più. Nell’intervista qui sotto ci racconta come ha iniziato e come attraverso le sue creazioni cerca di toccare la sensibilità delle persone. Il suo desiderio è quello avvicinarle al mondo dell’arte, essendo lui un’amante dell’arte nel senso tradizionale del termine. Qui il suo sito: Sollier – Gallery.
Come è nata l’idea di usare i Playmobil per ricreare opere d’arte e personaggi? Giocavi con questi giochi da bambino?
Sono un pittore 32enne che lavora a Parigi. Mi sono laureato in graphic desigh e animazione presso la Central Saint Martin’s School di Londra. Onestamente, giocavo con i Playmobil da bambino, ma non troppo. Ho iniziato a giocare veramente quando stavo studiando, per creare le composizioni prima di iniziare a disegnare, in modo da avere una scala ridotta delle luci e delle proporzioni dei miei personaggi. (In un certo senso come facevano i vecchi maestri con le figurine in creta). Ho trovato allora questi piccoli personaggi dal viso universale e interessante. Ho iniziato a usarli per dargli delle pose particolari e la loro espressione rigida si sposava bene con il tono ironico e a volte cinico che volevo realizzare. Quindi ho iniziato a fare ritratti di celebrità e amici. In seguito, essendo un classico amante dell’arte, ho voluto andare oltre e rivisitare i dipinti classici. Mi è sembrato ironico mettere insieme questi due mondi: il passato che amo con i giocattoli contemporanei. Una sorta di “shaker* culturale per rinfrescare i dipinti che tutti conosciamo. Con questa serie voglio dare un omaggio contemporaneo agli artisti che ammiro e che mi hanno donato la passione della pittura.

Giocando s’impara. Essere un artista al giorno d’oggi è difficile, anche perché sembra che tutto sia già stato inventato o sperimentato. Tu scegli un approccio giocoso e amichevole per raggiungere il pubblico. Sei soddisfatto?
Non so se sono soddisfatto, ma se posso far amare l’arte alle persone con questa serie è una cosa molto bella e ciò mi da molta soddisfazione.
Come scegli i soggetti da riprodurre? Stai lavorando seguendo una serie o i tuoi gusti personali?
Dopo la serie “Musei”, voglio usare questi giochi come avatar della specie umana per raccontare la storia della nostra era in mondo non convenzionale e caratteristico. Ci sto già lavorando. L’opera the wolf of wall street ne è un esempio.
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