Inter: Leonardo al Psg, potrebbe essere Gasperini l’uomo di Moratti

Di Daniele Guarneri
17 Giugno 2011
Da Bielsa a Mihajlovic, passando per Rossi e Gasperini, senza dimenticare i sogni Guardiola e Mourinho. Le ragioni del divorozio preannunciato tra Leonardo e Inter e tutti i candidati alla guida dei nerazzurri che potrebbero piacere a Massimo Moratti

Da inizio giugno soffia un vento nuovo su Milano. Le sorprese non sono giunte solo all’interno di palazzo Marino, l’aria nuova è arrivata anche nei palazzi della sede dell’Inter in via Durini. Così, se ieri Leonardo era l’allenatore perfetto per i nerazzurri, quello che grazie all’empatia ha saputo rivitalizzare una squadra stanca e poco motivata, oggi pare certo il suo ingaggio al Paris Saint Germain in qualità di direttore tecnico, con un ingaggio di 5 milioni di euro. Prima Leo ha conquistato tutti parlando di amore, gioia, descrivendo l’avventura all’Inter come fantastica, incredibile, indescrivibile. Oggi pare pronto a fare il salto della quaglia e passare alla squadra di Parigi dove giocò nel ’96-’97.

Sembra fantamercato, ma all’Inter tutto è possibile. I motivi non si capiscono ancora, ma si possono fare delle ipotesi. La prima è che Leo ha fiutato che Moratti, come fece lo scorso anno, non vuole spendere tanti milioni. Prima di comprare bisogna vendere: è la nuova regola del numero uno nerazzurro. L’anno scorso ha venduto Balotelli e comprato Coutinho e Biabiany. Il brasiliano non ha voglia di allenare una squadra usurata, proprio come gli toccò fare nell’anno in cui guidò il Milan, quando Berlusconi non comprò nessuno a parte lo statunitense Onyewu. Leo vuole vincere, e per farlo – lo ha capito anche lui – non basta l’empatia.

La seconda ipotesi potrebbe essere quella che Leo di fare l’allenatore non ha moltissima voglia. Lui è un uomo da scrivania, le migliori cose le ha fatte in giacca e cravatta. Non gli basta più il ruolo che aveva avuto al Milan, vuole di meglio, vuole lo scalpo di Branca, ma il dt dell’Inter ha dimostrato di avere le capacità per stare in quel posto e se lo è conquistato sul campo. Forse Oriali è stato allontanato per lasciare più spazio a Branca, difficile quindi che Leonardo riesca a scavalcarlo. Così, la possibilità di far tornare grande il Psg, lavorando nel ruolo che più gli compete e pagato a suon di milioni lo attira più che mai. Intanto, in attesa della decisione del tecnico brasiliano – che dovrebbe arrivare entro pochissime ore – Moratti avrà il suo bel da fare per decidere l’allenatore giusto della sua amata, e magari senza commettere lo stesso errore fatto con Benitez.

Il mazzo da cui pescare l’allenatore è ampio e ben fornito, tutto sta nel riuscire a pescare il jolly. Marcelo Alberto Bielsa Caldera è il primo nome fatto dai giornali. Un idolo in argentina: ha vinto tre campionati con Newell’s e Vélez e da commissario tecnico della nazionale argentina ha vinto le Olimpiadi di Atene del 2004 ed è arrivato secondo nella Coppa America dello stesso anno. Stimatissimo e sponsorizzato dal gruppo degli argentini di casa Inter, guidati naturalmente da capitan Zanetti che per il Loco (il pazzo – il soprannome dell’allenatore) stravede. Dopo l’albiceleste ha allenato il Cile, arrivando secondo nel girone di qualificazione al Mondiale 2010. L’avventura in Sud Africa si è conclusa agli ottavi di finale contro il Brasile (risultato comunque storico). Questo potrebbe essere un altro punto a suo favore visti gli ottimi rapporti con Alexis Sanchez (cileno), sogno del mercato nerazzurro. L’unico problema è che Bielsa, classe 1955, non allena una squadra di club da 13 anni e in Europa ha allenato solo per 4 mesi l’Espanyol, prima di accettare l’offerta della federazione argentina.

Nel mazzo entrano di diritto gli allenatori che l’anno scorso erano nel mirino di Moratti per sostituire Mourinho. Tutti, però, sotto contratto con altri club o nazionali. Il primo è Luciano Spalletti, ma gli ostacoli di allora sono quelli di oggi, difficile che lo Zenit lasci partire il tecnico campione in carica, soprattutto ora che il campionato russo è ricominciato. Fabio Capello: la storia d’amore con Moratti non è mai sbocciata nonostante l’allenatore sia stato accostato ai nerazzurri più volte nella sua carriera. Difficile però che rinunci alla panchina della nazionale inglese, nonostante la delusione del mondiale 2010 e il recente pareggio con la Svizzera. Pep Guardiola: è il sogno proibito. Moratti gli fa la corte da due anni, ma è difficile che Pep abbandoni il Barcellona, la squadra più forte di tutti i tempi. Rimanendo coi blaugrana diventerà presto l’allenatore più titolato della storia (in tre anni ha vinto 3 titoli spagnoli, una Coppa di Spagna, una Supercoppa di Spagna, 2 Champions League, una Supercoppa Europea, una Coppa del mondo per club).

Sinisa Mihajlovic è di famiglia, dopo aver chiuso la carriera da calciatore proprio nell’Inter, è stato il vice di Mancini nell’era del post calciopoli. Anno formidabile alla guida del Catania, un po’ meno lo scorso anno a Firenze, ma i viola hanno avuto moltissimi problemi all’interno della rosa. Il ritorno del vate Mourinho è un’altro sogno di Moratti e dell’intera tifoseria. Probabilmente succederà, ma non quest’anno. Le squadre del portoghese rendono meglio il secondo anno e Perez sembra avergli dato carta bianca per il mercato estivo, poco probabile che abbandoni sul più bello. Non sarà lo Special One, difficile che sia lo Special Two. André Villas Boas sembra voler rimanere alla guida del suo Porto, rivelazione europea della scorsa stagione. I suoi gioielli (Hulk, Falcao e Fernando) non sono ancora partiti e magari per un altro anno decideranno di rimanere con i dragoes.

A fianco di tutti questi nomi ce ne sono molti altri, magari meno quotati, ma liberi e in attesa della giusta offerta. Il primo è Carlo Ancelotti da poco esonerato dal Chelsea. Le difficoltà maggiori provengono dal suo passato in rossonero: tempo fa aveva dichiarato, commentando la scelta dell’amico Leonardo, che lui non sarebbe mai passato dall’altra parte del Naviglio. Secondo, il tecnico di Reggiolo desidera rimanere in Premier League almeno un altro anno (dove?). Senza squadra anche Delio Rossi. Sconfitto in finale di Coppa Italia proprio da Leonardo, ha rescisso il contratto con il Palermo di Zamparini e ora è in attesa di trovare una squadra da allenare. Non ha mai allenato una big, ma le sue squadre hanno sempre dimostrato di giocare un buon calcio, magari peccando di inesperienza, cosa che invece i giocatori dell’Inter potrebbero garantirgli tranquillamente.

Stesso discorso per Gian Piero Gasperini, l’allenatore che è riuscito a riportare in A il Genoa dopo 12 anni tra serie B e Lega Pro. Al primo anno nella massima serie ha conquistato un nono posto mostrando un gioco veloce e aggressivo. Il secondo anno ha fatto ancora meglio, riportando in Italia Diego Milito e acquistando Thiago Motta. Risultato: quarto posto insieme alla Fiorentina di Prandelli e accesso diretto all’Europa League a distanza di 18 anni dalla semifinale persa contro il Liverpool (1991/1992). Potrebbe essere l’uomo giusto per rilanciare l’attaccante argentino e il centrocampista italobrasiliano. Inoltre conosce bene Ranocchia, presente e futuro della retroguardia interista. Con lui si potrebbe vedere un’Inter che oltre a vincere mostra un buon gioco. Bisognerebbe avere il coraggio di rischiare – come ha fatto il Milan con Allegri – e la pazienza che Moratti, purtroppo, non ha mai dimostrato di avere. Ultimi e meno quotati sono Walter Zenga che ha pochissima esperienza in Italia (un buon anno con il Catania e un esonero con il Palermo), Luigi Delneri che con le grandi ha dimostrato di non avere un grande feeling e Claudio Ranieri, che però non ha un ottimo rapporto con la tifoseria visto il recente passato alla guida della Roma.

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