Indonesia, islamici distruggono tre chiese per protestare contro «le provocazioni su Corano e Madonna di un cristiano»

Di Shirley Hadisandjaja Mandelli
09 Febbraio 2011
Un protestante, che distribuiva opuscoli provocatori sul Corano e la Madonna, è stato condannato a cinque anni di carcere. Musulmani a favore della condanna a morte hanno incendiato due chiese protestanti e preso a sassate una cattolica, dopo aver picchiato il parroco. La testimonianza di un'indonesiana

Migliaia di fedeli musulmani hanno attaccato tre chiese, un orfanotrofio e un centro sanitario cristiani stamattina alle 10 (ora locale) nella reggenza di Temanggung (Java Centrale). Le violenze si sono concluse solo grazie all’intervento della polizia. A scatenare l’ira degli islamici, la condanna a cinque anni – troppo poco per i manifestanti che ne chiedevano la morte – di Anthony Richmond Bawengan, un protestante colpevole di blasfemia

Dopo avere preso di mira il tribunale dove è stata emessa la sentenza,
la folla ha attaccato anzitutto la chiesa cattolica di san Pietro e Paolo nel boulevard Sudirman; il suo parroco, p. Sadana, un missionario della Sacra Famiglia, è stato picchiato mentre cercava di proteggere il tabernacolo e l’eucarestia dai profanatori.

La folla ha poi colpito una chiesa pentecostale.
Secondo il pastore Darmanto – un altro leader cristiano di Temanggung – l’obbiettivo principale era proprio la chiesa pentecostale, che è stata bruciata. Il gruppo ha anche distrutto un orfanotrofio cattolico e un centro sanitario delle Suore della Provvidenza.  Un’altra chiesa protestante, della Shekinah, è stata bruciata. Pubblichiamo il resoconto e la spiegazione di una donna indonesiana.

Temanggung è conosciuta come una città fresca e silenziosa. La freschezza è visibile anche nella vita sociale. La concordia e l’armonia tra le comunità religiose sono all’ordine del giorno.

Oggi, martedì 8 febbraio 2011, quella freschezza è stata lacerata dai disordini. I giornali del Paese hanno riportato che tre chiese sono state danneggiate da una massa di musulmani, cui la polizia ha impedito di entrare nell’aula a partecipare al processo di Anthony, accusato di blasfemia. La polizia era preoccupata che la massa facesse irruzione in aula.

A causa dell’insoddisfazione per la condanna inflitta al protestante Anthony Richmond Bawengan, cinque anni di carcere per blasfemia, si sono dati alla distruzione di luoghi di culto, secondo p. Aloysius Budi Purnomo, presidente della Commissione relazioni interreligiose della Chiesa cattolica.

La tradizionale armonia di Temanggung, racconta p. Budi, dura da generazioni e non era mai stata disturbata. Il caso per cui Anthony è stato condannato è iniziato circa un anno fa nel 2010, quando Anthony, di Jakarta, è venuto a Temanggung a visitare i suoi genitori e in quell’occasione è stato arrestato per la distribuzione di opuscoli e libri dal contenuto provocatorio, su come insultare la reglione cattolica o islamica.

«Tra i contenuti, anche delle provocazioni contro la Vergine Maria. Questa è la piena negazione della fede cattolica. In questo contesto, poi, ha anche citato il Corano», ha detto p. Budi.

Dopo il processo legale, l’Assemblea ha condannato Anthony a cinque anni di carcere.  Ma la gente non era soddisfatta e ha cominciato a distruggere, oltre al tribunale, anche altri luoghi nei dintorni, tra cui alcune chiese protestanti e cattoliche.

P. Budi era meravigliato per la distruzione di due chiese e per il danneggiamento della Chiesa cattolica dei Santi Pietro e Paolo. «In realtà» ha affermato p. Budi, «il cattolicesimo è stato danneggiato dalle azioni di Anthony, anche se la Chiesa cattolica non ha aderito alla sua condanna».

P. Sadana, 40 anni, parrocco della chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Temanggung, è stato aggredito dai rivoltosi. Insediato da appena una settimana, ha preso il posto di Padre Wahyudi, che si è trasferito a Jakarta. La chiesa è la più grande di Temanggung, per un totale di circa mille fedeli.

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