
Imam vietano ai musulmani dell’Indonesia di augurare «Buon Natale»
Augurare «buon Natale» oggi forse è impopolare, per qualcuno imbarazzante, in Indonesia invece è proibito. E a ricordare a tutti i musulmani che l’impedimento non è formale ci ha pensato Ma’ruf Amin, leader islamico del dipartimento della Fatwa del Consiglio degli ulema indonesiani (Mui), organizzazione finanziata dal governo. Ieri Amin ha ricordato il divieto imposto dall’editto religioso del 1981: «Augurare Buon Natale – ha detto – non è giusto ancora oggi. Sarebbe meglio dire felice anno nuovo».
TOLLERANZA E ARMONIA. Nel paese islamico più grande del mondo, 230 milioni di persone di cui oltre l’80 per cento islamico, i «musulmani devono garantire la tolleranza e l’armonia» e quindi, continua Amin, non bisogna impedire che i cristiani celebrino il Natale. Ma non tutti sono convinti di queste parole. Secondo Zuhairi Misrawi, leader musulmano della Nahdlatul Ulama, la più grande organizzazione islamica del paese, «l’islam è come un grande e profondo mare blu. L’editto del Mui è solo una corrente ma ce ne sono molte altre».
MANCA LA LIBERTÀ RELIGIOSA. Theopilus Bela, segretario generale del Comitato indonesiano per la Libertà Religiosa e la Pace, ha dichiarato che il Mui ha lanciato numerose fatwa che dimostrano come nel paese manchi la libertà religiosa. «Spero che la maggioranza dei musulmani non segua l’indicazione del Mui» fatta da Amin. Me l’estremismo islamico è molto radicato nel paese e c’è da credere che in tanti non oseranno contraddire l’editto del 1981.
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