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Il vero scandalo non sono “pochi aborti” ma vietare per decreto l’obiezione di coscienza

Di Caterina Giojelli
03 Aprile 2025
A Torino si usano “voci di ivg negate” per delegittimare l’aiuto alla maternità. In Sicilia il Pd vuole togliere il lavoro ai medici obiettori
L'installazione
L'installazione "The Unheard Voice” a Torino contro "le azioni di deterrenza dell’aborto" (foto Ansa)

Nei giorni scorsi si è molto parlato dell'arrivo a Torino di un'installazione inquietante: un ambulatorio ginecologico con tanto di lettino, sul quale i passanti potevano sdraiarsi ad ascoltare «le voci di donne che hanno subito abusi e violenze psicologiche durante il loro percorso di accesso all’aborto».
Promossa da Medici del mondo, la campagna “The Unheard Voice” ha fatto tappa accanto alla sede universitaria di Palazzo Nuovo lo scorso 27 marzo, con il sostegno di associazioni pro-choice come Rete +194 Voci o Non Una di Meno Torino, essenzialmente per tre motivi.
O l'aborto o l'aborto. La solita inquisizione a Torino
Uno, oggi il Piemonte è diventato «simbolo di un contrasto politico»: da regione pioniera nell’introduzione dell’aborto farmacologico a regione in cui la somministrazione della Ru486 nei consultori è vietata. Secondo, nell'ospedale Sant'Anna, "leader per numero di Ivg", «i volontari del Movimento per la Vita (MpV) gestiscono la “Stanza dell’Ascolto”, uno sportello pe...

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