Il tifone Haynan ha fatto oltre 10 mila vittime. Filippine in ginocchio

Di Elisabetta Longo
11 Novembre 2013
Sale il bilancio dei morti e dei danni causati dal tifone Haynan. Si sta lavorando allo sgombero delle strade di accesso, per portare viveri e acqua. Con la minaccia dello sciacallaggio

Gli esperti avevano detto che nella giornata di sabato il tifone Haynan avrebbe perso d’intensità spostandosi verso il mar della Cina, e invece così non è stato. Anzi, il tifone Haynan è stato catalogato come il più forte e devastante mai abbattutosi sulla terraferma, non solo nel 2013. Le Filippine stanno pagando a caro prezzo questa furia, e il bilancio dei morti e dei danni continua a salire.

CAOS TOTALE. Oltre 10 mila morti a Tacloban, centinaia nelle altre zone. Centinaia di migliaia gli sfollati, famiglie che non hanno più né un tetto né i propri averi, che non sanno come passeranno i giorni a seguire. Non c’è acqua potabile, e i detriti delle case distrutte sono ovunque. Non ci sono più strade percorribili, e molte zone sono del tutto allagate. Si lavora allo sgombero delle strade principali e per raggiungere le zone maggiormente colpite con viveri e acqua. L’acqua non è più potabile. Richard Gordon, capo della Croce Rossa filippina, ha detto alla Bbc: “Per il momento tutto è dominato dal caos assoluto, ma si spera che la situazione migliori con l’arrivo a poco a poco dei generi di prima necessità”.

FURTI. Come sempre accade nei momenti di calamità naturale, c’è il pericolo di sciacallaggio. Le rovine delle case abbandonate sono un luogo ideale per i furti, ma il presidente Benigno Aquino invita la popolazione a mantenere la calma, spiegando che il governo nazionale prenderà temporaneamente il controllo sui governi locali, nominando delle persone agli incarichi rimasti vacanti.

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