
Il Rinascimento dei bambini, la cura dei più piccoli

“Il Rinascimento dei bambini: 600 anni di accoglienza agli Innocenti a Firenze” non è solo il titolo di una mostra: è una storia, vivissima, da scoprire e raccontare perché del destino di Agata Smeralda, Lisabetta, Innocenzo, Clemente e degli altri cinquecentomila bambini a cui questa storia ha dato una casa non si perda un solo ricordo nei secoli.
UN MERCANTE, UNA CITTÀ
Tutto ha inizio nel 1419, quando, proprio il giorno in cui quest’anno è cominciato il Meeting di Rimini, in piazza Santissima Annunziata a Firenze veniva posta la prima pietra del primo ospedale voluto per la cura dei piccoli in Italia, il primo voluto da un cristiano, il primo sostenuto dalla società civile. Delle vicende che portarono Francesco Datini, ricchissimo mercante pratese senza eredi legittimi a lasciare la sua ingente fortuna ai poveri, attraverso la creazione di un’opera di carità (il Ceppo de’poveri di Cristo) e destinare mille fiorini (“per principiare un luogo nuovo a Firenze ove e sì come vorrà lo infrascritto Spidalingo dello Spidale di Santa Maria Nuova di Firenze… i quali fanciulli notrichi e notrire a faccia, i quali ivi saranno rilasciati o gittati, con buona diligenza e cautela…”), del popolo di benefattori, arti e mestieri che si avvicendarono alla realizzazione della più antica istituzione pubblica per la tutela dei bambini, insomma dell’enorme affresco umano che ha dato vita agli Innocenti di Firenze racconta al Meeting la mostra curata da Mariella Carlotti, rettore del Conservatorio di San Niccolò a Prato e promossa da Banco Farmaceutico Fondazione Onlus: “Quest’anno cade anche il trentennale della Carta dei Diritti del bambino adottata dalle Nazioni Unite – ha spiegato il presidente Dario Daniotti – e dai dati sulla povertà che raccogliamo ogni anno emerge che più del 25 per cento degli indigenti è rappresentato da minori tra 0 e 17 anni”.
I GIGANTI E I PICCOLI
Piccoli e piccolissimi, gli stessi di cui hanno parlato ieri Mariella Enoc e Momcilo Jankovic nell’incontro “La cura dei più piccoli”: due giganti della cura, Enoc, presidente dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, e Jankovic, pediatra ematologo stimatissimo da tutta la comunità scientifica, le cui testimonianze sul compito del medico che non può guarire tutti ma può accogliere e far star bene ciascuno dentro ogni tunnel, ogni malattia, ogni circostanza, rappresentano un’eco potente della storia raccontata nella mostra a pochi passi dall’arena in cui il Meeting sta proponendo un fitto calendario di incontri a tema sanità e accoglienza.
BRUNELLESCHI E AGATA SMERALDA
La stessa accoglienza che si è fatta missione, arte e bellezza nell’ospedale progettato dal più grande architetto del primo Quattrocento, Filippo Brunelleschi, che nello stesso anno in cui iniziava la cupola di Santa Maria del Fiore ha dato inizio alla storia architettonica degli Innocenti (ampliati e trasformati fino ai giorni nostri) dove, il 5 febbraio 1445, viene accolta la prima bambina, Agata Smeralda, “messa nella pila”: è qui, su questo poggiolo fuori da una finestra (che dal Cinquecento venne dotata di una grata le cui maglie rendevano possibile solo l’abbandono dei neonati), che a partire dalla metà del Quattrocento iniziarono ad essere lasciati e accolti i primi piccoli. I bimbi venivano quindi posti per qualche momento in una culletta tra le statue a grandezza naturale di Maria e di Giuseppe; spesso tra le loro fasce le madri più povere di Firenze lasciavano una medaglietta spezzata: una parte al piccolo, una parte custodita gelosamente da chi lo aveva messo al mondo nella speranza un giorno di poter tornare a riprenderselo.
DALLE BALIE ALLA RICERCA
Di tutti i fanciulli, le balie che se se ne presero cura, dell’educazione alle lettere, all’arte e alla musica nonché alla fede che a tutti venne garantita c’è traccia, libri, scritti nel Museo dello Spedale, dove sono conservate alcune delle opere d’arte più belle del nostro paese. Eccolo, il nesso tra carità e bellezza, che rende urgente e attualissimo il racconto del Rinascimento dei bambini agli Innocenti di Firenze. Dove prosegue ancora oggi l’impegno nell’accoglienza, nell’educazione, nelle attività di ricerca a sostegno dei piccoli.
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