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«Il governo di Hong Kong vuole tapparci la bocca anche all'estero e farci vivere nella paura. Ma per quanto mi riguarda, non ci riuscirà». A Mung Siu-Tat non interessa se le autorità della città dalla quale è stato costretto a scappare nel 2021 lo hanno accusato di sedizione, fissando per la sua cattura una taglia da un milione di dollari. «Battermi per la democrazia e per i diritti dei lavoratori è la missione della mia vita: non posso abbandonarla», dichiara in un'intervista a Tempi.
«Una taglia su di me? Sono scioccato»
Mung, che ha guidato la Confederazione dei sindacati di Hong Kong prima che venisse costretta a chiudere, è uno degli otto attivisti ricercati all'estero dalla polizia per la sicurezza nazionale, che ha spiccato un mandato di cattura internazionale mobilitando l'Interpol.
Il sindacalista, oggi direttore esecutivo dell'Hong Kong Labour Rights Monitor, è rimasto «scioccato dalla taglia fissata per la mia cattura». Ma sa di non aver fatto nulla per meritare l'accusa di...
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