
«Il Papa ha lasciato un segno indelebile nella città di Milano»
Conclusa la visita di Benedetto XVI in terra ambrosiana, Erminio De Scalzi, vescovo ausiliare di Milano, è felice per i giorni di festa e duro lavoro del Family 2012, di cui è stato il principale organizzatore. Il prelato milanese parla delle «pietre nascoste», quelle persone che senza farsi vedere hanno permesso la realizzazione dell’evento. «I volontari hanno messo l’efficienza a servizio della gratuità in un anno di lavoro – racconta a tempi.it -. Nella prassi questo accade per logiche di profitto, mai gratuitamente. Tra i 5.500 volontari, 1.200 erano stranieri residenti a Milano: un esempio concreto di integrazione».
Eccellenza, quante ore ha dormito nell’ultima settimana?
Per fortuna ho il carisma del sonno. Dopo una giornata come quella di domenica, sono tornato a casa alle sei del pomeriggio, mi sono steso un attimo sul letto per risvegliarmi alle nove e mezzo, ho detto le mie preghiere e mi sono rimesso a dormire.
Come vescovo ambrosiano, come ha vissuto questi giorni intensi?
Ho vissuto in primo luogo la vicinanza di tanti sacerdoti oltre a una tangibile vicinanza con il Santo Padre. Questo è il lavoro più bello: l’evangelizzazione dell’amore umano letto alla luce della fede.
Crede che Benedetto XVI, con il Family 2012, abbia lasciato un segno indelebile nella città di Milano?
Sì, il Papa è venuto a confermarci nella fede e credo che ci sarà un risveglio della pastorale delle parrocchie perché abbiamo messo la famiglia al centro dell’azione sociale e civile ma anche al centro della nostra azione pastorale. Penso agli oratori: a due giorni di distanza non sappiamo ancora quale sarà il risvolto operativo, ma sicuramente quello che abbiamo vissuto in questo giorni ha dimostrato il valore e la vitalità degli oratori.
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