Ictus di Sposini, la Rai ha delle responsabilità

Di Elisabetta Longo
10 Gennaio 2014
Quel fatale 29 aprile 2011 i soccorsi arrivarono in ritardo. La figlia Francesca porta in aula la Rai

Sono passati tre anni da quel fatale aprile 2011, quando Lamberto Sposini fu colpito da ictus, mentre stava conducendo La vita in diretta. La figlia Francesca, oggi nel 2014, ha deciso di fare causa alla Rai, per la scarsa efficienza nei soccorsi. Se fossero stati più tempestivi, suo padre non sarebbe arrivato in ospedale in maniera così critica.

SOCCORSI IN RITARDO. La struttura di primo soccorso della Rai non era sufficientemente fornita di personale, e no sarebbe stata all’altezza della situazione nemmeno a livello di apparecchiature. La Rai si difende dando invece la colpa al ritardo dell’ambulanza. Il processo è partito lo scorso 19 dicembre, e nel corso della prima udienza è venuto fuori che Sposini si sia sentito male giusto poco prima di andare in diretta, il 29 aprile 2011. Secondo gli atti, il primo a soccorrere Sposini fu un odontoiatra, e non un medico, che arrivò solo in un secondo momento. Sotto accusa anche la prima diagnosi, un malore, che pare sia stata decisiva nella scelta del cosiddetto codice giallo, invece che un più grave codice rosso. Ma la Rai nega anche questa seconda ipotesi.

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