I sindaci in “sciopero” dai rapporti istituzionali contro la Legge di stabilità

Di Chiara Rizzo
19 Dicembre 2013
Il presidente dell'Anci Piero Fassino: «la Iuc rappresenta una riduzione secca delle risorse a disposizione, avremo 1,5 miliardi in meno per i servizi ai cittadini»

Uno scioccante sciopero «dei rapporti istituzionali con il Governo» è stato appena deciso dall’Anci, l’associazione dei comuni italiani a cui aderiscono tutti i sindaci del Paese. Il motivo della protesta, di cui nella storia recente non ci sono precedenti, è nella legge di Stabilità. A comunicarlo è stato il presidente dell’Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino (Pd): «I sindaci chiedono al governo un ultimo tentativo, un sussulto di consapevolezza e responsabilità».

FASSINO: «MENO UN MILIARDO DI EURO AI COMUNI». Il presidente dell’Anci ha proseguito spiegando perché da oggi in poi i sindaci si rifiutano di partecipare a qualunque incontro istituzionale in segno di protesta: «Sebbene nella legge ci siano modifiche apprezzabili riguardo al patto di stabilità la nuova imposta unica comunale, la Iuc, rappresenta una secca riduzione delle risorse con inevitabili conseguenze sui servizi ai cittadini e un saldo negativo di 1,5 miliardi di euro a danno dei Comuni. E ciò vuol dire l’impossibilità per i Comuni di gestire le finanze e saranno impossibili anche le detrazioni. Di conseguenza si farà pagare la service tax anche a chi prima non pagava l’Imu e ciò ci pare veramente surreale».

«RENZI CONDIVIDE NOSTRA BATTAGLIA». Fassino ha riferito che «In queste ore drammatiche per i Comuni ho avuto modo di sentire più volte il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che mi ha spiegato di condividere pienamente le prese di posizione assunte oggi dall’Anci. Il comportamento che da oggi in poi assumerà l’Anci è condiviso da tutti i sindaci italiani al di là delle appartenenze politiche». Fassino ha già scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiedendo un incontro immediato per chiarire le ragioni della protesta, e «il profondo disagio dei sindaci», e a seguire ha chiesto un incontro anche con il premier Enrico Letta.

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