Complotto per uccidere il Papa, sarà mica Dan Brown la fonte del Fatto Quotidiano?

Di Carlo Candiani
12 Febbraio 2012
Il quotidiano di Antonio Padellaro è certo che Benedetto XVI abbia le ore contate. «Che bufala. - commenta la vaticanista Angela Ambrogetti - I giornali stanno solo cercando di screditare il ruolo della Chiesa in questo periodo di crisi. Ora che non c'è più Berlusconi sono tornati al vecchio amore per i pettegolezzi sul Vaticano».

Benedetto XVI sarebbe vittima designata di un complotto che avrà compimento entro l’anno, con la sua eliminazione fisica. Almeno stando a quanto rivelato dal Fatto Quotidiano, la cui redazione giura di aver intercettato un documento (lettera privata scritta in tedesco!), in cui si leggono considerazioni e allarmi denunciati dell’arcivescovo di Palermo card. Paolo Romeo, in conversazioni avvenute in un suo viaggio in Cina. Verrebbe da dire, insieme al portavoce della Sala Stampa, Padre Lombardi: “Talmente incredibile, che non si può commentare”. tempi.it lo fa con la vaticanista Angela Ambrogetti: «Sicuramente le notizie di fantascienza e di fantapolitica stanno diventando le più interessanti, soprattutto se riguardano il Vaticano. La sede universale della cattolicità ha sempre attirato l’attenzione di chi non la conosce, purtroppo sono pochi quelli che vogliono conoscere veramente. Questo problema riguarda non solo i responsabili dell’informazione ma anche l’opinione pubblica. Si sa poco, non si conoscono le dinamiche di come funziona lo Stato della Città del Vaticano e la Santa Sede. Quindi è facile creare dei misteri su cose che non esistono».

A chi giova questo guazzabuglio di notizie?
Probabilmente è finita l’epoca in cui si doveva per forza dare addosso al solito personaggio politico con notizie forse vere, forse no. Il Fatto ha vissuto per lunghi periodi attaccando il governo Berlusconi, adesso non si può più fare. L’attuale premier è privatamente inattaccabile, è l’uomo sul quale tutti puntano. Allora si è riscoperto il canale gossip “i segreti del Vaticano”, che funziona sempre e non si fa fatica a trovare qualcuno che colga l’occasione per far girare chiacchiere e documenti di dubbia provenienza.

Questa notizia inverosimile fa il paio con le voci sulle dimissioni del Papa.
Di dimissioni ha parlato direttamente Benedetto XVI, nel suo libro-intervista Luce del mondo. È una teoria in stand-by, certo che l’età avanzata del Santo Padre sviluppa banali riflessioni su un opzione del genere. Questa sarebbe una notizia?

C’è chi approfitta del carattere riservato del Papa per instillare il dubbio che viva una condizione di solitudine tra le mura del Vaticano?
Sicuramente il passaggio dalla figura estroversa di Giovanni Paolo II a quella di papa Ratzinger è stato complicato, soprattutto a livello mediatico. La sua riservatezza ha dato facile destro ai media per far credere che lui viva in un mondo isolato, lontano dalla realtà. Si costruisce l’inverosimile sui pettegolezzi, che ci sono e ci saranno sempre.

Non esiste un problema di comunicazione verso l’esterno?
Un po’si, in questi ultimi anni la comunicazione è stata “tiepida”. Mentre con papa Wojtyla era aggressiva, si colpiva per primi per non essere attaccati, si usciva già con dichiarazioni e non solo con le smentite. La comunicazione del “mondo esterno” non ha più regole, è poco controllata, è superficiale: la deontologia giornalistica, invece, si basa su notizie veritiere, verificabili e di interesse comune.

Far circolare queste “bufale” non è un modo per screditare il ruolo della Chiesa nella società?
Sicuramente. In questo momento di forte crisi e conflittualità tra classi e generazioni, che non si può negare, è chiaro che la Chiesa è il riferimento a cui tutti guardano, credenti e no. Non dimentichiamoci che in questi giorni a Roma si sta svolgendo un grande convegno internazionale, organizzato dal Progetto Culturale della Cei, dal titolo “Gesù, nostro contemporaneo”, nel quale si alterneranno intellettuali e uomini di cultura con riflessioni che riguardano la presenza di Cristo nella società e che cos’è Gesù oggi per tutti, non solo per i cristiani. Come si fa a spegnere l’attenzione su una cosa del genere?

Per esempio con una notizia choc…
Appunto. Siamo partiti dalla polemica sull’Ici, passando per il chiacchiericcio sulla vicenda di mons. Viganò che ha coinvolto il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e adesso si passa alle “danbrownate” del complotto omicida. La Chiesa deve continuare sulla propria strada non curandosi di queste “trappole”. Oltre al convegno bisogna ricordare che alla Gregoriana c’è stato il simposio sugli abusi sessuali, dove la Chiesa si è espressa chiaramente: “Su questa piaga siamo stati i primi a chiedere perdono per le nostre vergogne e a rimboccarci le maniche offrendo strumenti di aiuto. Magari tutti gli stati e le altre istituzioni cominciassero a fare come noi”.

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