I giornali scrivono “un altro italiano aggredito a Londra”. Ma dimenticano un dettaglio: era una ronda islamica?

Di Redazione
25 Ottobre 2013
Dopo l'omicidio di Joele Leotta, emerge un nuovo caso di violenza in Inghilterra: un 22enne picchiato a giugno da asiatici perché beveva birra per strada

A poche ore dall’aggressione costata la vita a Joele Leotta, il 19enne lecchese ucciso a calci e pugni a Maidstone, nel Kent, da un gruppo di lituani, emerge un nuovo caso di aggressione a stranieri in Inghilterra, dai contorni poco chiari ma molto inquietanti, stando alle fonti locali. La vittima è un 22enne italo-americano, Francesco Hounye, e l’episodio risalirebbe allo scorso 22 giugno, testimoniato pure da un filmato (riprodotto in fondo all’articolo) ripreso da una telecamera a circuito chiuso nel quartiere Shadwell, nella parte est di Londra: il giovane si trovava da soli tre giorni in Inghilterra quando, poco dopo la mezzanotte, è stato fermato da 5 asiatici che iniziano poi a picchiarlo violentemente.

RONDE ISLAMICHE? Francesco è stato portato al Royal London Hospital, dove gli sono stati applicati 23 punti di sutura sulla faccia, per rimarginare le profonde ferite rimediate. La polizia segnala che non è chiaro il motivo per cui il ragazzo sarebbe stato aggredito, e si limita a dire che gli asiatici lo avrebbero preso di mira perché «evidentemente non del posto». È la versione sposata più o meno da tutti i giornali italiani (per lo meno nella titolazione). Ma diversi organi di informazione britannici riferiscono che in realtà il pestaggio era un’azione punitiva di una “ronda islamica”, una delle squadre che imperversano in quella zona della capitale prendendo di mira bersagli selezionati in base a una legge alternativa, la sharia: colpendo omosessuali, persone che bevono alcol in pubblico o ragazze troppo scoperte. Pare infatti che Francesco, quando è stato intercettato dalla ronda, si trovasse per strada insieme a un amico e che avesse in mano una bottiglia di birra.

«THIS IS A MUSLIM AREA». Proprio pochi giorni fa è stato condannato un membro di queste ronde: si chiama Jordan Horner, ha 19 anni, ed è un convertito alla religione islamica con il nome di Jamal Uddin. Lui stesso, davanti alla corte, ha ammesso che nell’est di Londra si è reso protagonista di almeno due azioni di questo genere, tra dicembre e gennaio scorsi. Di una, in particolare, si conoscono i dettagli: cinque ragazzi si trovavano per strada alle 4 del mattino del 6 gennaio, bevendo lattine di birra, buttate poi in un cestino del quartiere. Così sono stati aggrediti dagli squadristi musulmani. La testimonianza di Horner è avvalorata anche da un video girato da un gruppo di questi “Muslim vigilantes” e risalente a gennaio: si vedono due uomini fermare diverse persone, intimando loro di gettare le bottiglie di birra perché «this is a muslim area, and alcohol is evil».

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9 commenti

  1. Livio

    Dà a un groppuscolo di ragazzini annoiati una bella motivazione fanatica, e si sentiranno gli eroi della giustizia.

  2. Edo

    Concordo pienamente con te, Alessandro, ma probabilmente non è il vero Italo l’autore del commento soprastante.

    1. giovanna

      Per gay come il commentatore che ruba ad Italo il nome , è intollerabile chi abbia la giusta posizione verso l’omosessualità, dicendo le cose come stanno, non nascondendo i problemi, ma tutto nell’amore, come Dio ci ama.
      Cioè, certi fanno fatica ad accettare di essere amati, loro che che dimostrano tante volte di sentirsi esclusi. veramente credono di meritare il disprezzo, altra spiegazione non mi dò di queste frasi insultanti che rivolgono a se stessi, ma che qui nel 99,9% dei casi nessuno si sognerebbe nemmeno di pensare.
      E poi c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di dire che le problematiche psicologiche non c’entrano..c’entrano, c’entrano…sono mancanze d’amore che segnano per sempre e non si risoveranno negandole.

      1. mike

        in effetti. poi qualcuno si è lamentato, commentando altrove, che la redazione ha chiuso i commenti facebook. se la gente non sa essere educata e anche usando il nome altrui e spesso dicendo corbellerie….. già è tanto che permettano di commentare. forse un giorno faranno come la bussola quotidiana. lì leggi e se non condividi pazienza, le stupidaggini e le offese restano nella tua testa. e qui non è rivolto solo a chi eventualmente è gay ma a chiunque.

        1. Piero

          Ma ci vuole cosi’ tanto, a chi gestisce il sito, mettere un controllo al momento di inviare un messaggio, per vedere se il nick e’ gia’ stato usato in una combinazione diversa con la e-mail? “ci dispiace, ma il nick da te scelto è gia’ stato usato, provane un altro” e buonanotte al secchio?

  3. beppe

    i giornali e i giornalisti dimenticano sempre qualcosa, volutamente o no. io vorrei ad esempio saper come mai PABLO COELHO ( si il profeta di QUELO) ha potuto avere a disposizione nientemeno che il DUOMO, e non invece la più modesta CORTE DEI GENTILI dei gesuiti ad es., per celebrare i suoi imperdibili liberi.

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