I cinquant’anni del Mcl, «un impegno che si fa storia»

Di Marco Margrita
13 Dicembre 2022
La tre giorni a Roma del Movimento cristiano lavoratori: l'incontro con papa Francesco, il sottosegretario Mantovano e i ministri Tajani e Roccella.
Papa Francesco con Antonio DI Matteo (Mcl)
Papa Francesco con Antonio Di Matteo (Mcl)

«I cinquant’anni sono anche un tempo per guardare con realismo alla propria storia, fatta di tanta gratuità e anche di fatiche nella testimonianza cristiana. È importante non abbandonarsi a forme autocelebrative, ma riconoscere l’azione dello Spirito Santo tra le pieghe della vostra storia, non tanto negli avvenimenti eclatanti, quanto piuttosto in quelli umili e quotidiani. Questo anniversario potrebbe aiutarvi a camminare in due direzioni: un’opera di purificazione e una nuova semina. Ambedue: purificare e seminare».

La “tre giorni” romana con la quale il Movimento Cristiano Lavoratori ha celebrato il mezzo secolo dalla sua costituzione, dal 7 al 9 dicembre tra Ergife Palace Hotel e Vaticano, ha cercato davvero di interpretare il senso del giubileo che papa Francesco ha consegnato – a conclusione dell’evento – nell’Udienza concessa in Aula Paolo VI a dirigenti e rappresentanti della vasta rete del Mcl attiva, con circoli e realtà di servizio, in Italia e all’estero.

Le nuove sfide del movimento

A dieci lustri dalla decisione «in fedeltà alla Chiesa, alla democrazia e al lavoro» di non seguire quanti operarono «una scelta socialista che più che leggere i segni dei tempi si consegnava allo spirito del tempo», per dirla con il presidente nazionale Antonio Di Matteo, si è cercato di ripercorrere e rileggere senza prosopopea «un coerente impegno che si fa storia».

Sotto questo titolo, un intenso programma volto alla «riscoperta dell’identità di movimento e al suo rilancio per saper essere presenza generativa di fronte alle nuove sfide». Certamente quella della pace, «bisogno essenziale sul quale siamo in totale sintonia con il Santo Padre e il suo profetico realismo», come ha ribadito il presidente Di Matteo in diversi interventi durante la manifestazione giubilare. E non di meno accogliendo il compito affidato all’associazione dal Vescovo di Roma, «un impegno specifico sul tema del lavoro: come movimento di lavoratori potete contribuire a portare le loro preoccupazioni all’interno della comunità cristiana. È importante che i lavoratori siano di casa nelle parrocchie, nelle associazioni, nei gruppi e nei movimenti; che i loro problemi siano presi sul serio; che la loro richiesta di solidarietà possa essere ascoltata». Al Mcl, il Papa ha chiesto di «dare voce a chi non ha voce; non preoccupandovi tanto dei vostri iscritti, ma essendo lievito nel tessuto sociale del Paese, lievito di giustizia e di solidarietà».

Solidarietà e sussidiarietà

Una missione che il Movimento Cristiano Lavoratori ha sicuramente già svolto parlando con chiarezza agli esponenti del Governo intervenuti alle celebrazioni: il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e i ministri degli Esteri e alla Famiglia, Antonio Tajani (vicepremier e vicepresidente del Ppe) ed Eugenia Roccella. Rimarcando la propria volontà di essere «movimento ecclesiale, sociale e popolare capace di una originale presenza testimoniante e che guarda all’Europa capace di essere unità nelle valorizzazione delle sue diversità come a un ideale da rilanciare», si mostrata quella che potremmo definire una “vigile apertura” all’azione del nuovo governo e della maggioranza che lo sostiene. Rimarcando che «la cultura e l’identità europopolare possono e debbono essere una fonte di ispirazione, unendo solidarietà e sussidiarietà», non sono mancata puntuali richieste alla politica.

Diverse le emergenze ed esigenze evidenziate da Tonino Di Matteo. In particolare, la necessità di «politiche di sviluppo strutturali finalizzate all’occupazione, tenendo sempre alta l’attenzione verso le giovani generazioni». Non meno rilevante agire per «accorciare le distanze che ci sono in Italia, con un’attenzione particolare allo sviluppo del Mezzogiorno, che è una risorsa per l’Italia, e alle aree interne del paese: dalla Liguria fino alla Sila, c’è il problema della spoliazione dei piccoli centri e dei territori periferici».

Famiglia, corpi intermedi, volontariato

Il Sottosegretario Alfredo Mantovano ha assicurato che «solidarietà e sussidiarietà sono i principi che muovono l’azione del Governo e che animano i provvedimenti assunti finora, a cominciare dalla legge di bilancio. Tra i segnali più significativi c’è sicuramente quello che riguarda il luogo nel quale solidarietà e sussidiarietà si incrociano: la famiglia. Nei giorni scorsi è stata quantificata l’entità della manovra per la famiglia in circa 4 miliardi di euro». Ammettendo che «si può fare di più, soprattutto per invertire la rotta del declino demografico, ma queste misure segnano la direzione di marcia di questo Esecutivo. Questa manovra non corrisponde, infatti, alla completa attuazione del programma di Governo ma è l’avvio della sua applicazione in una prospettiva di legislatura».

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, invece, ha richiamato «l’attenzione al confronto con i corpi intermedi che rappresentano i lavoratori, ma anche l’avvio di provvedimenti a favore di chi ha lavorato, con l’incremento delle pensioni minime», mentre la Ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella ha ribadito l’impegno per «una piena attuazione del principio di sussidiarietà nella costruzione di risposte ai bisogni delle persone, con una cooperazione ampia con le forze sociali e del volontariato, grande eccellenza italiana».

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