H&M e Marni: in coda di notte per un vestito. «Ho preso le ferie per essere qui» – VIDEO

Di Elisabetta Longo
10 Marzo 2012
A Milano San Babila le fashion victim si sono date battaglia per aggiudicarsi un vestito realizzato da Marni per H&M. La gente si è messa in fila fin dalle ore notturne per essere in pole position la mattina. «Ho preso ferie al lavoro adducendo motivi di famiglia, se lo scoprono mi licenziano», racconta una. Le riprese esclusive di tempi.it

[internal_video style=”height: 256px; width: 383px; float: left; margin-right: 10px; margin-top: 5px;” vid=24485]Continua la collaborazione tra il colosso dell’abbigliamento low cost H&M e un famoso stilista. Questa volta è stato il turno di Marni, marchio di alto profilo e un po’ di nicchia, noto per le sue stampe ricercate e i tagli rigorosi. Che sono stati riproposti nella collezione studiata per H&M, preceduta da uno spot girato dalla regista premio oscar Sofia Coppola, nei negozi da oggi. Come era stato per le precedenti collaborazioni, Versace, Lanvin, Jimmy Choo, l’appostamento in fila per la conquista di un capo o di un accessorio ha coinvolto le fashion victim fin dalle prime ore dell’alba. «Ho reclutato una baby sitter dalle 3 di stanotte, per partire presto da casa», racconta una. «Ho preso ferie al lavoro adducendo motivi di famiglia, se lo scoprono mi licenziano», racconta un’altra.

Alle 9 le serrande del punto vendita di Milano San Babila si sono alzate e i clienti hanno cominciato a prendere d’assalto il negozio, a seconda del colore del braccialetto che sono riuscite a conquistare. I braccialetti avevano colore differente a seconda dell’orario di arrivo del cliente, e la possibilità rigida per tutti di poter rimanere nei camerini solo 10 minuti, acquistando un massimo di 5 capi. «Mi vergogno di essere qui a quest’ora, non so neppure cosa ho comprato, forse dei sandali», dice uno stringendo una scatola con il terrore che qualcuno gliela possa portare via. Non mancano ovviamente gli insoddisfatti, arrivati troppo tardi, che se la prendono con le commesse per il crudele sistema dei braccialetti. Ma si sa, essere
fashion victim non è un mestiere per deboli di cuore.

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