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I terroristi di Hamas non sono “i palestinesi”

Di Giancarlo Giojelli
12 Ottobre 2023
Così gli estremisti che rifiutano gli accordi con Israele e vogliono eliminare “l’entità sionista” hanno trasformato Gaza in una base jihadista e diviso la popolazione. Difficile ora trovare spazio per una trattativa
Hamas Israele cadaveri
Soldati israeliani rimuovono i corpi degli ebrei trucidati da Hamas nel kibbutz Kfar Aza, vicino al confine con Gaza (foto Ansa)

Gli accordi di Oslo, firmati dal leader palestinese Arafat e dal presidente israeliano Rabin, sembravano aver tracciato la strada. Era il settembre del 1993, esattamente trent’anni anni fa. Con la benedizione del presidente americano Bill Clinton i due vecchi nemici si erano stretti la mano, e avevano conquistato un premio Nobel per la pace.
Arafat riconosceva il diritto a esistere di Israele, Rabin riconosceva l’Anp, l’Associazione Nazionale Palestinese, come legittimo rappresentante del popolo palestinese. Nulla di scontato: fino a quel momento Israele era solo “l’entità sionista”, i palestinesi non esistevano come popolo, erano arabi: per gli israeliani fino a quel momento avrebbero dovuto trovarsi un posto tra l’Egitto, il Libano, la Siria, la Giordania e l’Iraq.
Tutto sembrava essere cambiato, a cominciare dallo stabilirsi di una forma di autonomia nelle zone palestinesi, in varie aree, in parte controllate totalmente dall’Anp, in parte divise tra controllo amministrativo palesti...

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