
Grande successo per la serata organizzata da Tempi e L’Osservatore romano per festeggiare l’uscita abbinata in edicola
Grande successo mercoledì 2 febbraio per la serata organizzata per celebrare l’abbinamento in edicola tra l’Osservatore Romano e il settimanale Tempi, partita lo scorso 13 gennaio. L’evento si è tenuto nella splendida cornice del Teatro Capranica di Roma, alla presenza di numerose personalità del mondo politico e culturale italiano. L’abbinamento è un «grande onore» per il direttore di Tempi Luigi Amicone, che ha sottolineato il «contributo di autorevolezza che a una testata giovane dà la collaborazione con l’Osservatore Romano».
Amicone ha posto l’accento sull’importanza di un apporto «civile e laico» che sta nella scelta di «far conoscere integralmente la parola del Papa, spesso equivocata per una diffusione non capillare e spesso a uso esclusivo della stretta quotidianità». Giovanni Maria Vian, direttore de L’Osservatore Romano ha spiegato che l’accoppiata «E’ un’ iniziativa alla quale guardiamo con grande interesse e con gratitudine» e ironizza sulla differenza di età tra le due testate: «la nostra è un’età importante, loro sono poco più che bambini. Ma noi ci sentiamo giovani, la Chiesa si sente sempre giovane e poi l’età non conta ma aiuta ad avere uno sguardo ampio e a capire. L’iniziativa con Tempi diffonde il settimanale in lingua italiana offrendo un condensato del testi papali più importanti e degli editioriali principali e poi l’accoppiata farà guadagnare quasi 100mila copie in più a settimana, senza costi aggiuntivi per la Santa Sede».
Nel corso della serata è stato presentato lo spettacolo teatrale, La penultima cena di e con Paolo Cevoli, attore di Zelig conosciuto per la sua interpretazione dell’assessore Palmiro Cangini: «un modo singolare – anticipa Amicone – di rileggere il Vangelo alla luce della cronaca di oggi». Uno spettacolo che anche per il direttore Vian è «un’occasione che vuole mostrare la volontà di aprire a un pubblico non necessariamente cattolico».
Luigi Amicone e Giovanni Maria Vian hanno fatto gli onori di casa prima dell’apertura del sipario. Quindi la parola è passata a Cevoli, che si è cimentato in un monologo storico-comico-gastronomico, interpretando un cuoco romano, Paulus Simplicius Marone, che si ritrova in giro per la Palestina duemila anni fa. Molte le personalità presenti: tra gli altri, il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, il viceministro Roberto Castelli, il leader di Api Francesco Rutelli assieme alla moglie Barbara Palombelli e l’ex calciatore e attuale vice presidente della Federcalcio Demetrio Albertini.
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