Gran Bretagna. Finalmente condannato il predicatore d’odio Anjem Choudary

Di Redazione
17 Agosto 2016
Sostenitore dello Stato islamico, del jihad e della sharia, da dieci anni interveniva sui media (anche italiani) per propagandare l'islam più radicale.
epa05489510 (FILE) A file photograph dated 03 April 2015 shows radical preacher Anjem Choudary during a rally outside Regents Park mosque in London, Britain. Media reports say that Choudary has been found guilty of supporting the so-called 'Islamic State' (IS), at the Old Bailey on 16 August 2016, after hearing he had sworn an oath of allegiance to IS. EPA/ANDY RAIN

In Italia avevamo imparato a conoscerlo per averlo visto intervenire in alcuni programmi televisivi, in cui esprimeva le sue opinioni in favore dello Stato islamico e dell’Isis. È andato avanti così per dieci anni, e solo ora è stato condannato dalla Old Bailey di Londra. Il nome di Anjem Choudary è noto in Inghilterra, dove era considerato da tempo un hate preacher (predicatore d’odio) responsabile dell’arruolamento nelle file dei jihadisti di molti britannici musulmani. L’ex leader di al-Muhajiron e Islam4Uk (organizzazioni entrambe bandita in Gran Bretagna) adesso rischia una condanna fino a dieci anni di carcere, ma si deve aspettare fino al 6 settembre per conoscere la pena.

«UNA QUESTIONE DI CULTO». A lui si ispirava Mohammed Emwazi, meglio conosciuto come “Jihadi John”, il boia del corrispondente di guerra James Wright Foley e del giornalista Steven Sotloff. A lui era legato Michael Adebolajo, uno dei due terroristi che nel maggio 2013 uccisero in strada a Woolwich al grido «Allahu akbar» il soldato Lee Rigby. Nei suoi sermoni – che diffondeva anche via internet e WhatsApp – sosteneva la necessità di istituire una società governata dalla sharia, obiettivo da raggiungere anche attraverso le violenze commesse dall’Isis.
Era sempre pronto a giustificare la violenza, come accadde clamorosamente proprio nel caso di Adebolajo, per il cui caso aveva detto «se volete condannare qualcuno condannate il governo britannico. Quello di ieri è un morto ma se sommate tutte le persone torturate e uccise dal governo britannico sono milioni».
Intervistato da Sky News dopo la condanna ha dichiarato: «Se guardate ai miei discorsi, ho detto le stesse cose negli ultimi vent’anni. Per me è una questione di culto».

Foto Ansa

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7 commenti

  1. Sebastiano

    alla buon ora…e poi parlano della lentezza della giustizia italiana…

    1. Rolli Susanna

      Succede sempre così…..Prima di levar di mezzo un albero che si intuisce esser pericoloso per la viabilità -faccio un povero esempio, ci devono esser finiti a sbattere, lasciandoci anche la vita in alcuni casi- come minimo una decina di persone.Ca va sans dire…..

  2. Ferruccio

    Se le autorità si fossero mosse 20 anni prima oggi la Gran Bretagna avrebbe tanti estremisti in meno.

  3. Paolo Pagliaro

    D’accordissimo con Livio: questo signore è sempre stato coerente con sé stesso e chiarissimo con tutti sulla propria posizione. La realtà drammatica è la volontà – testarda e arrogante – della gran parte degli esponenti politici, religiosi e intellettuali di:
    – far finta che Choudary non abbia parlato; se questo è impossibile…
    – far finta che non rappresenti una parte cospicua dei musulmani; se questo è impossibile…
    – far finta che le sue credenze non siano condivise dalle principali correnti dell’Islam storico; se questo è impossibile…
    – far finta che le sue credenze non siano consistenti con l’insegnamento del Corano e delle Hadit.

    Invece, la trasparenza e la verità devono essere sempre i criteri dell’incontro e del dialogo. Da questo punto di vista Choudary è stato onesto, anche se inaccettabile. Ma meglio un avversario onesto …

  4. Livio

    però dal suo punto di vista ha ragione, sono vent’anni che dice queste cose e solo adesso la magistratura interviene. lui è quel che è, ma i fessi sono altri

  5. Filippo81

    Anche in inghilterra, Patria dell’islamicamente corretto, esistono ancora dei Magistrati intelligenti !

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