
Gran Bretagna. Finalmente condannato il predicatore d’odio Anjem Choudary

In Italia avevamo imparato a conoscerlo per averlo visto intervenire in alcuni programmi televisivi, in cui esprimeva le sue opinioni in favore dello Stato islamico e dell’Isis. È andato avanti così per dieci anni, e solo ora è stato condannato dalla Old Bailey di Londra. Il nome di Anjem Choudary è noto in Inghilterra, dove era considerato da tempo un hate preacher (predicatore d’odio) responsabile dell’arruolamento nelle file dei jihadisti di molti britannici musulmani. L’ex leader di al-Muhajiron e Islam4Uk (organizzazioni entrambe bandita in Gran Bretagna) adesso rischia una condanna fino a dieci anni di carcere, ma si deve aspettare fino al 6 settembre per conoscere la pena.
«UNA QUESTIONE DI CULTO». A lui si ispirava Mohammed Emwazi, meglio conosciuto come “Jihadi John”, il boia del corrispondente di guerra James Wright Foley e del giornalista Steven Sotloff. A lui era legato Michael Adebolajo, uno dei due terroristi che nel maggio 2013 uccisero in strada a Woolwich al grido «Allahu akbar» il soldato Lee Rigby. Nei suoi sermoni – che diffondeva anche via internet e WhatsApp – sosteneva la necessità di istituire una società governata dalla sharia, obiettivo da raggiungere anche attraverso le violenze commesse dall’Isis.
Era sempre pronto a giustificare la violenza, come accadde clamorosamente proprio nel caso di Adebolajo, per il cui caso aveva detto «se volete condannare qualcuno condannate il governo britannico. Quello di ieri è un morto ma se sommate tutte le persone torturate e uccise dal governo britannico sono milioni».
Intervistato da Sky News dopo la condanna ha dichiarato: «Se guardate ai miei discorsi, ho detto le stesse cose negli ultimi vent’anni. Per me è una questione di culto».
Foto Ansa
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7 commenti
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alla buon ora…e poi parlano della lentezza della giustizia italiana…
Succede sempre così…..Prima di levar di mezzo un albero che si intuisce esser pericoloso per la viabilità -faccio un povero esempio, ci devono esser finiti a sbattere, lasciandoci anche la vita in alcuni casi- come minimo una decina di persone.Ca va sans dire…..
Se le autorità si fossero mosse 20 anni prima oggi la Gran Bretagna avrebbe tanti estremisti in meno.
D’accordissimo con Livio: questo signore è sempre stato coerente con sé stesso e chiarissimo con tutti sulla propria posizione. La realtà drammatica è la volontà – testarda e arrogante – della gran parte degli esponenti politici, religiosi e intellettuali di:
– far finta che Choudary non abbia parlato; se questo è impossibile…
– far finta che non rappresenti una parte cospicua dei musulmani; se questo è impossibile…
– far finta che le sue credenze non siano condivise dalle principali correnti dell’Islam storico; se questo è impossibile…
– far finta che le sue credenze non siano consistenti con l’insegnamento del Corano e delle Hadit.
Invece, la trasparenza e la verità devono essere sempre i criteri dell’incontro e del dialogo. Da questo punto di vista Choudary è stato onesto, anche se inaccettabile. Ma meglio un avversario onesto …
però dal suo punto di vista ha ragione, sono vent’anni che dice queste cose e solo adesso la magistratura interviene. lui è quel che è, ma i fessi sono altri
Anche in inghilterra, Patria dell’islamicamente corretto, esistono ancora dei Magistrati intelligenti !