Google News, l’alleato con cui gli editori (e i giornali) usciranno dalla crisi

Di Matteo Rigamonti
09 Gennaio 2013
Intervista a Danny Sullivan, tecnologo californiano e direttore dell'autorevole blog Search Engine Land. «i motori di ricerca sono una risorsa sbalorditiva»

Chi cambia si salva. I giornali che vogliono sopravvivere alla crisi dell’editoria hanno un alleato (obbligato): è Google News. Qualcosa con cui gli editori (e i giornalisti) devono familiarizzare sempre più per tenere il passo coi tempi, anche se si tratta di soluzioni che non rispondono ai canoni del tradizionale modo di fare informazione. Ad esserne convinto è Danny Sullivan, californiano doc, nato e cresciuto nell’Orange County, tecnologo di professione e direttore di Search Engine Land, autorevole blog d’oltreoceano, specializzato nel mondo di internet, social networking e motori di ricerca, che, intervistato da tempi.it, dice: «Pubblicazioni sintetiche e godibili che sappiano adattarsi bene al web potrebbero sopravvivere; quelle che, invece, rifiutano di adattarsi ai cambiamenti e che danno l’impressione di volere riportare il web indietro ai tempi della carta stampata, non dureranno molto».

Sullivan, ci può spiegare come funziona Google News?
Come ogni altro motore di ricerca, anche Google News permette di fare ricerche su internet per parole chiave e di riordinare, grazie all’uso di un particolare algoritmo, i risultati e le pagine web visualizzate coerentemente alla ricerca svolta. Nel fare questo Google mette in evidenza le pagine che ritiene rispondano meglio alla richiesta. È un gioco dove contano diversi fattori come, per esempio, quanto “fresche” siano le notizie, se l’articolo contiene i termini utilizzati nella ricerca e l’autorevolezza della pubblicazione in quella particolare area di interesse.

C’è chi dice che, pagando Google, è possibile ottenere maggiore visibilità nelle ricerche su Google News? È vero?
No, non è vero.

Crede che i motori di ricerca siano una risorsa o un ostacolo per gli editori?
Una risorsa sbalorditiva per il potenziale grande numero di lettori che essi possono portare sui siti di informazione.

Gli editori cosa devono fare per avere successo?
Devono saper individuare quei termini e quelle espressioni che le persone usano per cercare notizie e assicurarsi che questi siano presenti anche nei titoli degli articoli sui loro siti; allo stesso tempo devono saper scegliere adatti “meta tag” da associare agli articoli. E, ovviamente, devono anche assicurarsi di essere presenti su Google News. Ci sono poi molti altri accorgimenti che gli editori possono adottare per ottimizzare la propria presenza sul web e sui motori di ricerca, accorgimenti che sono spiegati anche nella guida online curata da Search Engine Land, che si intitolata “What is Seo (search engine optimization)?”.

Come è cambiato il tradizionale modo di fare informazione?
Oggi, per prima cosa, i reporter devono preoccuparsi di scrivere nel linguaggio che i lettori utilizzano. Per esempio, non devono perdersi nel gergo tecnico.

I social network e le soluzioni dell’internet 2.0 sono realmente utili e profittevoli?
I social network possono portare molto traffico direttamente sui siti di news e possono anche fare bene ai risultati e al posizionamento dei siti nelle ricerche. Poi, per chi guadagna con il traffico internet, possono anche diventare profittevoli.

Cosa sopravviverà del vecchio giornalismo nel new journalism?
Pubblicazioni sintetiche e godibili che sappiano adattarsi bene al web potrebbero sopravvivere; quelle che, invece, rifiutano di adattarsi ai cambiamenti e che danno l’impressione di volere riportare il web indietro ai tempi della carta stampata, non dureranno molto.

@rigaz1

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.