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Giovanni Scifoni. Storia e aneddoti di un ornitorinco

Di Caterina Giojelli
15 Settembre 2021
L’estro di un attore inclassificabile che sa raccontare i santi nel tinello di casa e la polarizzazione della società attraverso una partita di calcetto
Giovanni Scifoni
Giovanni Scifoni (foto Riccardo Ghilardi)

Nel 1980 l’Espresso domanda a Calvino di raccontare il suo amore per i classici. Egli elenca Stendhal, Puskin, Hemingway, e poi, all’improvviso, se ne esce con «amo Chesterton perché voleva esser il Voltaire cattolico e io volevo essere il Chesterton comunista». Che c’entra Calvino con Chesterton e con Giovanni Scifoni, che Tempi ha incontrato per capire chi diavolo sia, e perché – orrore – certa stampa cattolica abbia coniato per lui il termine “influencer di Dio” è presto detto: Scifoni piace a destra e a manca perché ha capito che per parlare di “questioni di vita o di morte” deve saper andare contromano, surfare tra rovesci, paradossi, appassionare alla verità e al buon senso della vita abbracciandone miserie e splendori, ridendo del lugubre, giocando sui contrari.
Non che tutti ne comprendano la verve chestertoniana: «Tu sei il figlio del demonio» è l’immancabile commento di un sacerdote ai video in cui Scifoni racconta le vite dei santi dicendo che Chiara era bella o G...

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