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Pubblichiamo l’omaggio a san Giovanni Paolo II pronunciato da monsignor Massimo Camisasca, vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla, il 15 febbraio scorso nella chiesa di San Francesco a Varese in un evento organizzato nell’ambito del “Mese per la vita 2025”.
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I due anniversari della pubblicazione dell’Evangelium vitae (1995) e della salita al cielo di Giovanni Paolo II (2005) ci portano a un unico tema, potremmo dire a un’unica esperienza, quella di Gesù: «Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».
All’inizio dell’Evangelium vitae Giovanni Paolo II dice che la vita è il «cuore del messaggio di Gesù». È un testo che non sta sulla difensiva, al contrario è affermativo: vuole introdurre la Chiesa all’esperienza centrale che Gesù ha portato: ci ha donato la sua vita, ci ha tolti per sempre dalla paura della morte. Non dall’esperienza della morte, ma dalla paura che la morte sia la parola ultima. Con la resurrezione di Gesù, la morte, e le nostre morti quotidiane...
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