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Genio, fortuna e Nvidia

Di Leone Grotti
18 Luglio 2024
Storia di Jensen Huang e della sua azienda nata per far felici i fan dei videogiochi, giunta a un passo dalla chiusura e ora divenuta quasi per caso il motore della rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Tanto da sfidare sui mercati il primato di colossi come Apple e Microsoft
Il fondatore e boss di Nvidia, Jensen Huang, sul palco di Computex, la fiera hi-tech di Taiwan, 2 giugno 2024
Il fondatore e boss di Nvidia, Jensen Huang, sul palco di Computex, la fiera hi-tech di Taiwan, 2 giugno 2024 (foto Ansa)

Solo tre aziende al mondo possono vantare una capitalizzazione di mercato di oltre tremila miliardi di dollari. Se due di queste, Microsoft e Apple, dominano i listini di Wall Street da anni, la terza, Nvidia, è una parvenu: due anni fa valeva “solo” 300 miliardi e appena sette anni fa stava per chiudere i battenti per sempre. Il motto non ufficiale di Nvidia è rimasto uguale da allora ed è lo stesso con cui il suo fondatore, Jensen Huang, apriva tutte le riunioni con lo staff: «La nostra azienda è a trenta giorni dal fallimento».
Non lo diceva per scaramanzia. Quando Nvidia lanciò sul mercato la sua prima scheda grafica con Gpu, un microchip progettato per accelerare la creazione e il movimento di immagini 3D sul computer così da permettere una migliore fruizione dei videogiochi, non sapeva se qualcuno l’avrebbe acquistata. Era il 1997 e Riva 128 – questo era il suo nome tecnico – poteva salvare o affondare l’azienda. In quattro mesi sparirono dagli scaffali un milione di es...

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