Garanzia Giovani in Lombardia esiste da un anno. Si chiama Dote Unica Lavoro e ha offerto un impiego a 7 mila ragazzi

Di Matteo Rigamonti
05 Giugno 2014
Con la Dote Unica Lavoro Regione Lombardia ha permesso a 10 mila under 29 di trovare un'occupazione. Di questi il 66 per cento è stato assunto. È su queste basi che si innesterà il programma europeo dello Youth Guarantee lombardo

Garanzia giovani scalda i motori. Dal 1° maggio sono già 6.424 i giovani che si sono iscritti, tramite il portale online di Regione Lombardia, al programma europeo volto a offrire concrete possibilità di impiego a chi ha tra i 15 e 29 anni di età e, complice la crisi, non è ancora riuscito a trovarne alcuna. Di questi ragazzi, il 60 per cento (3.824) proviene da fuori i confini regionali. Per tutti costoro, entro 4 mesi dal conseguimento del titolo di studio, diploma o laurea, Regione Lombardia si farà carico di sostenerli nell’orientamento e di trovare loro, ovunque in Italia, un lavoro o una valida opportunità formativa, tramite tirocini, servizio civile, apprendistato, bonus occupazionali o programmi ad hoc di consolidamento delle competenze. Proprio in questi giorni, gli iscritti al portale, una vera e propria “borsa del lavoro” cui possono accreditarsi scuole, università, imprese, agenzie per il lavoro ed enti di formazione, tutti in cerca di maestranze e professionalità, riceveranno le prime comunicazioni e proposte concrete.

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IL MODELLO LOMBARDO. In tutta Italia sono state 70 mila finora le adesioni a Garanzia Giovani, anche se molte regioni sono ancora in ritardo nell’avviare i portali; ma l’unicità del modello lombardo è che lì lo strumento dello Youth Guarantee, oltre ad essere partito, può contare sul successo e l’esempio della Dote Unica Lavoro, il modello di politiche attive a sostegno del lavoro che la giunta Maroni ha predisposto nell’ottobre 2013 e da cui Garanzia Giovani ha mutuato i «principi fondamentali, ovvero l’orientamento al risultato, i costi standard e la concorrenza tra operatori pubblici e privati». Così ha spiegato, infatti, l’assessore al Lavoro e all’Istruzione Valentina Aprea, in un convegno martedì scorso a Palazzo Lombardia, l’azione promossa finora dalla Regione a sostegno della ricerca del lavoro. La Lombardia, ha ricordato Aprea, «ha già speso complessivamente 236 milioni di euro per implementare le azioni di Its, poli tecnico professionali, università e scuole». Mentre «i giovani avviati al lavoro con la Dote Unica Lavoro sono stati 10 mila, di cui 6.949, pari al 66 per cento,  hanno già trovato un impiego». Il 23 per cento di questi ragazzi con un contratto a tempo indeterminato, il 32 per cento con uno a tempo determinato e il 7,4 per cento in apprendistato.

SI PUÒ FARE DI PIÙ. Scopo del portale di Garanzia Giovani è anche quello di creare una sorta di collettore delle «“vacancies” delle aziende, in modo che così i ragazzi possano cercare da sé, in prima persona, le opportunità che più interessano loro, stabilendo un vero e proprio filo diretto», ha proseguito Aprea. L’assessore, infine, ha ricordato alcuni nodi su cui Regione Lombardia si aspetta un chiarimento da parte del ministero del Lavoro, soprattutto in merito «alla possibilità di utilizzo del bonus occupazionale anche con riferimento all’apprendistato professionalizzante». Anche dalla formazione tecnico-professionale, infatti, che può venire un decisivo contributo alla ripresa, nonché all’abbattimento di quello spaventoso record del 43,3 per cento di disoccupazione giovanile (pari a 2 milioni e 442 mila di giovani tra i 15 e i 24 anni che non studiano e non lavorano) che affligge da ormai troppo tempo il Paese.

@rigaz1

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