
Francia. Decine di migliaia contro l’eliminazione del padre e dei Down

Decine di migliaia di persone hanno sfilato ieri a Parigi per opporsi alla legge di bioetica che sarà discussa in Senato a partire da domani. La legge è già stata approvata all’Assemblea nazionale a ottobre e, come ricordato dalla Conferenza episcopale francese, il rischio è la «disumanizzazione» dell’intera società.
CANCELLATO IL PADRE
Il testo riconosce il diritto di tutte le donne ad avere un figlio, comprese quelle single e quelle all’interno di una relazione omosessuale. La fecondazione così estesa, che sarà coperta interamente dal sistema sanitario, permetterà dunque la nascita di bambini con due madri, che dovranno garantire il riconoscimento del figlio preventivamente davanti a un notaio. Sarà cancellata completamente invece la figura del padre, che non comparirà nell’atto di nascita. Il donatore del seme, infatti, non sarà considerato genitore del nascituro.
ELIMINARE I DOWN
Se questo è sicuramente l’articolo più criticato della legge, ce n’è un altro che ha spinto migliaia di persone a manifestare a Parigi insieme al collettivo “Marchons Enfants“. Si tratta dell’articolo 14 che prevede novità riguardo alla ricerca sull’embrione: l’embrione potrà essere creato e coltivato in vitro fino al 21esimo giorno, e non più fino al 14esimo, sarà possibile creare embrioni chimerici e trasgenici a scopo di ricerca (anche se rimane il divieto di impiantarli in utero) e soprattutto sarà autorizzata per la prima volta la diagnosi preimpianto degli embrioni creati con la fecondazione in vitro. L’obiettivo principale della misura è individuare eventuali anomalie genetiche, come la Sindrome di Down, per sopprimere gli embrioni prima di impiantarli.
«ALTRO CHE ACCOGLIENZA DEL DIVERSO»
È soprattutto contro queste due norme che i francesi si sono ribellati, specialmente i giovani. Secondo una ricerca Ifop pubblicata una settimana fa, il 64 per cento dei giovani tra i 18 e i 25 anni si oppone alla legge. Secondo un sondaggio di ottobre dell’Ifop, invece, l’83 per cento dei francesi è d’accordo che ogni bambino deve avere un padre.
Quella di ieri, secondo il collettivo organizzatore della manifestazione, «è stata una dimostrazione di forza», soprattutto perché la manifestazione si è svolta in modo «assolutamente pacifico» nonostante, come dichiarato al Figaro dal repubblicano François-Xavier Bellamy, «sia praticamente impossibile discutere di questi temi» a causa dell’ostruzionismo della maggioranza di Emmanuel Macron. Secondo Bellamy, l’idea di «una tecnica che non guarisce il corpo, ma lo forza oltre i suoi limiti» è abominevole, così come è paradossale «predicare l’accoglienza del diverso e poi autorizzare la diagnosi pre-impianto per eliminare il diverso e il debole».
L’OPPOSIZIONE DEI SINDACI
Domani la legge arriva al Senato, dove il risultato sembra scontato. Il collettivo “Marchons Enfants” ha comunque organizzato due raduni domani e dopodomani alle 19 davanti al Senato per protestare. Contro il governo si sono scagliati anche i “Sindaci per l’infanzia”, gruppo che riunisce oltre 20 mila primi cittadini francesi, secondo i quali «la dichiarazione anticipata di volontà» che le donne dovranno fare davanti al notaio prima di concepire un bambino senza padre «discrimina gli uomini» e danneggia i bambini: «La privazione volontaria e legale della filiazione paterna sarebbe totalmente inaccettabile e impensabile in una prospettiva di protezione dell’uguaglianza repubblicana tra i bambini e di rispetto della Convenzione internazionale dei diritti dei bambini. E toccherà ai sindaci e ai funzionari civili registrare una simile amputazione!».
Foto Ansa
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