Francia. Dopo la statua di Giovanna d’Arco, i laicisti puntano ad abbattere croci e chiese

Di Mauro Zanon
27 Gennaio 2023
Un sindaco rimuove il monumento alla santa, i magistrati ordinano di demolire una Madonna, l'ex ministra vuole disfarsi dei luoghi sacri dell'800 inutilmente costosi. Il patrimonio cristiano è preda della follia nichilista della gauche

Parigi. Il patrimonio cristiano francese è in pericolo, ma non per i segni del tempo: per la follia nichilista della gauche. A Bourg-Argental, grazioso comune di 3mila anime nel dipartimento della Loira, il sindaco socialista, Stéphane Heyraud, ha deciso di iscriversi alla lista sempre più corposa di politici francesi adepti della cancel culture, ordinando di abbattere in uno dei giardini cittadini la statua di Giovanna d’Arco, la santa guerriera e eroina nazionale.

Il sindaco fa abbattere la statua di Giovanna d’Arco

A denunciare la rimozione del monumento in onore della pulzella d’Orléans, che durante la Guerra dei Cent’anni (1337-1453) si sentì chiamata da Dio a soccorrere il re di Francia e a cacciare gli inglesi dal suolo francese, è stata una consigliera regionale del partito Réconquête!, Isabelle Surply. «Impossibile sapere dove si trovi ora la statua. L’unica spiegazione è che il sindaco socialista abbia fatto votare una delibera in consiglio comunale che autorizzava la riorganizzazione del giardino», ha dichiarato Isabelle Surply, postando sul suo account Twitter le foto di Square Jarrosson prima e dopo l’abbattimento della statua.

«Naturalmente è sempre stato fuori discussione che il patrimonio storico e cristiano sparisse. Oggi gli abitanti sono estremamente scontenti», ha aggiunto la consigliera regionale di Réconquête!.

Nel mirino dei laicisti anche la croce

Quest’ultima ha inoltre ricordato al sindaco e a chi ora applaude la sua delibera l’esistenza della legge del 10 luglio 1920, che ha istituzionalizzato la festa nazionale di San Giovanna d’Arco. Colpendo una «figura storica» e «femminile», ha tuonato Isabelle Surply, si colpiscono anche i «valori repubblicani» e l’«identità della Francia». Il sindaco di Bourg-Argental non ha dato alcuna spiegazione, ma è chiaro a tutti che si tratta dell’ennesima offensiva laicista anti cristiana. Perché Heyraud, come denunciato dalla stessa Surply, è intenzionato a rimuovere anche la “croix de mission” che troneggia al centro del giardino dal 1845, ossia la croce commemorativa, situata alle spalle della statua (rimossa) di Giovanna d’Arco.

Sabato 21, il Collectif des Bourguisans fidèles, collettivo di abitanti di Bourg-Argental, si è dato appuntamento allo Square Jarrosson per denunciare l’iniziativa brutale del sindaco, che ha preso la decisione di abbattere il monumento senza consultare la comunità cittadina.

La rivolta degli abitanti: «San Giovanna d’Arco è un modello»

«I lavori intrapresi dal consiglio comunale allo Square Louis Jarrosson sono il pretesto per escludere dallo spazio pubblico due opere importanti che fanno parte del patrimonio del nostro comune! Teniamo a ricordare che il nome di questo giardino rende perpetua la memoria del Signor Louis Jarrosson, benefattore di Bourg-Argental. Il setificio che il Signor Jarrosson aveva installato nel nostro comune ha permesso ai nostri antenati di vivere del loro lavoro e di restare nella loro terra! Il dono al comune di questo terreno alla fine della sua vita sottolinea la generosità di questo ex consigliere generale. I consiglieri locali (…) dovrebbero quantomeno rispettare la sua memoria, anche se non si condividono la sua fede e quella degli abitanti di Bourg-Argental!», si legge nell’appello in difesa della statua e della croce commemorativa del Collectif des Bourguisans fidèles.

E ancora: «La presenza della statua di Giovanna d’Arco nello Square Jarrosson non è dunque affatto casuale! Giovanna d’Arco è un modello di virtù e di coraggio che ogni genitore e nonno deve essere in misura di trasmettere ai suoi figli e ai suoi nipoti. San Giovanna d’Arco ha ispirato generazioni di ragazzi e di ragazze». Il sindaco socialista di Bourg-Argental è soltanto l’ultimo esempio della deriva laicista della Francia, che prende di mira sempre e soltanto i simboli religiosi cristiani.

I magistrati ordinano la demolizione di di Maria e San Michele

È notizia di pochi giorni fa la sentenza della Corte d’appello di Bordeaux che ordina l’abbattimento della statua della Madonna nel comune di La Flotte-en-Ré, perché sarebbe contraria alla legge sulla laicità e offensiva per i non cristiani. E nella località balneare di Les Sables-d’Olonne, nonostante le proteste dei cittadini, i magistrati hanno imposto per lo stesso motivo l’eliminazione della statua di San Michele e il drago dalla piazza antistante la chiesa di Saint Michel. «Non c’è nessuna differenza tra i talebani che distrussero i Buddah di Bamiyan (nel 2001, ndr) e il sindaco socialista di Bourg-Argental», ha commentato il filosofo Pierre-Antoine Pontoizeau.

L’ex ministra vuole le chiese dell’800 «rase al suolo»

L’aspetto più grave è che l’input nichilista viene anche dai pianti alti della République. L’ex ministra della Cultura di Macron, Roselyne Bachelot, ha dichiarato in questi giorni che molte chiese dell’Ottocento, «senza un grande interesse patrimoniale», andrebbero letteralmente «rase al suolo», perché troppo costose per lo Stato. Frasi sconsiderate nella Francia “figlia primogenita della Chiesa”, che hanno fatto sobbalzare lo storico e attivista per la difesa del patrimonio Stéphane Bern: «Ogni chiesa distrutta è un’ammissione di fallimento».

Foto di Benjamin Massello su Unsplash

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