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Parigi. Era il 2002 quando lo storico Georges Bensoussan riunì in un testo considerato oggi profetico, Les territoires perdus de la République, le testimonianze di professori e agenti del servizio pubblico che nelle banlieue multietniche lontane dai boulevard e dalle luci scintillanti di Saint-Germain-des-Près erano confrontati a una realtà quotidiana spaventosa, impensabile vent’anni prima, con studenti di confessione musulmana che si ribellavano alle lezioni sulla Shoah e giudicavano islamofobo il valore cardine della République, la laicità.
Bensoussan, all’epoca, fu trattato come un incendiario di estrema destra, lui che è nato e cresciuto nella sinistra, come un seguace di Jean-Marie Le Pen. Ma lo storico francese aveva soltanto aperto il vaso di Pandora, anticipato che quello che stava accadendo tra i banchi di scuola dei quartieri popolari di Saint-Denis e delle altre zone ad alto tasso di immigrazione extra-europea e di cultura islamica si sarebbe sviluppato a macchia d’olio in...
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