
Francia e Germania sono gli alleati migliori per l’Italia, ma non sul gas

Ha ragione Mario Draghi quando dice che i partner in Europa bisogna sceglierseli bene, puntando a «chi aiuta a proteggere meglio gli interessi italiani». E non c’è dubbio che, almeno in teoria, Francia e Germania da questo punto di vista siano imparagonabili all’Ungheria di Viktor Orban, che insieme al gruppo Visegrad ha sempre e solo guardato agli interessi del suo paese. Talvolta, però, anche Berlino e Parigi non brillano quando si tratta di tutelare gli interessi degli “alleati”. La crisi del gas ne è un chiaro esempio.
La Francia lascia a piedi l’Italia sul gas
La notizia secondo cui la Francia potrebbe ridurre a zero le sue forniture di energia elettrica all’Italia ha generato il panico al Mite, il ministero della transizione ecologica. Nel 2021 Parigi ha infatti venduto all’Italia 16 terawatt di energia, il 5% della sua produzione totale. Nel primo semestre di quest’anno ce ne ha concessi altri 6,7 ma ora potrebbe interrompere le forniture.
Su 56 centrali nucleari in Francia, 32 sono ferme per manutenzione. La siccità estiva inoltre ha fortemente diminuito la disponibilità di energia idroelettrica. Ecco perché, secondo un’analisi del gestore della rete elettrica francese (Rte), «gli scambi di elettricità sulla rete europea potrebbero essere turbati». Per l’Italia è un problema enorme: senza l’elettricità francese il nostro paese dovrebbe procurarsi 2,5 miliardi di metri cubi in più di gas.
Ma le cose potrebbero andare anche peggio: se infatti venissero a mancare, come alcuni prevedono, anche i 43 terawatt che importiamo da Svizzera, Slovenia e Austria, dovremmo invece procurarci 7 miliardi di metri cubi di gas.
La Germania nazionalizza Uniper
Anche il comportamento della Germania, nel pieno della più grave crisi di approvvigionamento energetico mai verificatasi in Europa, è tutt’altro che impeccabile. Da quando un mese fa la Russia ha bloccato le forniture attraverso il gasdotto Nord Stream 1, anche le aziende tedesche sono dovute ricorrere al mercato libero strapagando il gas rispetto a quanto previsto nei contratti con la Russia.
Il colosso energetico Uniper è così finito sull’orlo del crac, dovendo comprare a prezzi altissimi il gas per poi rivenderlo ai prezzi molto inferiori fissati in contratti pluriennali ai Comuni e alle imprese. Per evitare il fallimento, mercoledì lo Stato tedesco ha annunciato la nazionalizzazione di Uniper: il governo investirà 480 milioni per arrivare a detenerne il 98,5% e poi provvederà a un aumento di capitale di 8 miliardi.
Berlino si oppone al price cap sul gas
Non c’è dubbio dunque che Berlino sia in difficoltà, la sua opposizione però alla proposta italiana di fissare un tetto europeo al prezzo del gas ha creato non pochi malumori alla luce del fatto che la Germania sta pagando le forniture molto meno rispetto ad altri paesi europei. Come spiegato dal Corriere, infatti, il prezzo applicato da Gazprom ai tedeschi è poco più di un terzo di quello del resto dell’Unione Europea, Italia compresa.
È in virtù del trattamento di favore che la Germania riceve dalla Russia, dunque, che il governo di Olaf Scholz è restio ad approvare una misura come il tetto al prezzo del gas che aiuterebbe tutti i paesi d’Europa, ma farebbe svanire i vantaggi di cui gode attualmente Berlino.
L’Olanda specula sulla crisi europea
Nell’elenco degli “amici” e fidati partner europei, che però non si comportano come tali nel momento del bisogno, si potrebbe inserire anche l’Olanda. Ha sede ad Amsterdam il Ttf, il mercato di riferimento europeo sul prezzo del gas. L’aumento dei prezzi dall’inizio della crisi ha permesso all’Olanda di «registrare crescenti surplus a spese della drammatica emergenza del resto d’Europa», scrive il Corriere. Ecco perché «il governo dell’Aia si oppone fieramente a ogni forma di calmiere sul gas: non proprio l’esempio più onorevole di solidarietà europea».
Draghi ha ragione dunque, come dicevamo all’inizio: bisogna scegliersi come alleati in Europa i paesi che più aiutano a difendere gli interessi italiani. Non sempre però i partner storici si rivelano all’altezza.
Foto Ansa
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