FOTOGALLERY/Sardegna: la marea nera che non fa notizia

Di Elisabetta Longo
18 Gennaio 2011
Le intatte spiagge sarde della zona che va da Fiume Santo e Marritza, vicino a Sassari, sono sporcate da una piccola marea nera. Il 9 gennaio una nave cisterna dell'E.On ha avuto una perdita di materiale per 18 mila litri di materiale inquinante

Anche i disastri ambientali hanno una scala di successo mediatico. Come mai infatti, viene da chiedersi, quasi nessuno ha dato la notizia che una marea nera (molto più piccola per fortuna rispetto a quella del Golfo del Messico di questa estate, causata dalla BP) di combustibile ha sporcato le intatte spiagge sarde della zona che va da Fiume Santo e Marritza, vicino a Sassari, zona a nordovest della Sardegna? Forse perché è ben lontana dai lussi della Costa Smeralda.

È successo che una decina di giorni fa, il 9 gennaio, durante un’operazione di routine, alle 17, una nave cisterna dell’E.On, azienda fornitrice di elettricità e combustibili, abbia avuto una perdita di materiale. Una falla che pare essere stata piccolissima, tanto piccola da aver cominciato a versare in mare materiale altamente inquinante per un totale di circa 18 mila litri. Purtroppo non si è provveduto subito a tappare la falla, visto che un molo ne copriva la forma e che con il sopraggiungere del buio delle ore notturne il colore scuro del combustibile sul mare quasi nero non sia saltato agli occhi di nessuno.

Fino al mattino dopo, quando un testimone (che ci ha inviato le foto) racconta
di come il disastro sia stato avvistato direttamente sulle spiagge. «La mattina successiva un mio amico mi ha chiamato dicendo che a 4 chilometri da Porto Torres c’erano già tracce della marea nera che il telegiornale locale della sera prima aveva raccontato essere stata arginata. Io mi sono precipitato per vedere con i miei occhi che cosa fosse successo e quindi abbiamo immediatamente chiamato la capitaneria di porto. Perché quelli che c’erano sulla spiaggia erano agglomerati solidi, piuttosto inquietanti, di quello che era fuoriuscito da quella perdita. Più in là purtroppo la situazione era ancora peggiore. Visto che la sostanza nerastra era del tutto espansa sulla spiaggia, anche due chilometri dopo. Ma a Platamona la situazione è ancora più seria. Il vento l’ha portata più al largo, visto che dal punto originario della perdita i residui di combusitibili qui erano ben 18 chilometri dopo. Per un totale di 15 chilometri di spiaggia contaminata».

Ora speriamo che le operazioni di pulizia rese possibili dal mare “calmo” di questi giorni finiscano in breve tempo e che non vengano ostacolate dall’arrivo del maestrale previsto tra un paio di giorni. E che sotto la sabbia che il maestrale solleverà non ci siano segreti scomodi, visto il numero esorbitante di animali e pesci morti già tristemente raccolto dai volontari che si stanno occupando di ripulire il litorale. Talmente esasperati da aver disegnato sulla spiaggia una balena servendosi dei sacchetti neri usati per raccogliere i detriti.

[internal_gallery gid=24619]

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.